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Lo sai che? Pubblicato il 10 giugno 2016

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Lo sai che? Furto o smarrimento di un assegno bancario: cosa fare?

> Lo sai che? Pubblicato il 10 giugno 2016

Il beneficiario di un assegno smarrito, distrutto o rubato può ottenere il pagamento dell’importo del titolo tramite la procedura di ammortamento.

Se avete smarrito o distrutto un assegno oppure vi è stato rubato, la prima cosa da fare è telefonare alla banca per spiegare l’accaduto e chiedere di bloccare il pagamento relativo a quel titolo. Ma non basta, occorrerà subito inviare all’istituto di credito anche una richiesta scritta indicando tutti i dati identificativi dell’assegno: numero, data, intestatario, banca emittente, importo. Senza un vostro ordine la banca sarà legittimata a pagare un assegno correttamente compilato presentato per l’incasso.

Subito dopo dovrete recarvi presso le Forze dell’ordine per sporgere denuncia di furto o smarrimento e presentarne in banca una copia specificando in modo dettagliato le caratteristiche dell’assegno del quale va bloccato il pagamento.

Cosa fare se l’ assegno smarrito o rubato proviene da un terzo?

In questo caso occorrerà informare chi ci ha dato l’assegno affinché attivi la procedura di blocco presso la sua banca. Nel caso in cui l’assegno sia stato girato più di una volta bisognerà risalire al primo firmatario ed in seguito sporgere denuncia agli organi di polizia fornendo tutti i dati dell’assegno.

Come ottenere il rimborso dell’assegno smarrito, distrutto o rubato?

In tal caso bisognerà attivare la procedura di ammortamento del titolo di credito smarrito, distrutto o rubato. Tale procedura deve essere preceduta dalla comunicazione alla banca tramite raccomandata A/R e la denuncia all’autorità giudiziaria tramite le Forze di polizia o Carabinieri. Il ricorso va presentato al Presidente del Tribunale del luogo dove l’assegno è pagabile o in alternativa del luogo di residenza del richiedente o dove ha una sede la banca che ha emesso l’assegno circolare [1].

A cosa serve l’ammortamento dei titoli di credito?

Con l’ammortamento il ricorrente mira ad ottenere un decreto che autorizzi il pagamento del titolo o il suo duplicato. Inoltre dopo tale decreto, il titolo diventa inefficace per i terzi che non potranno chiederne il pagamento. Va ricordato che tale procedura non può essere attivata per gli assegni non trasferibili.
L’ammortamento dell’assegno bancario può essere richiesto solo dal beneficiario dell’assegno, mentre in caso di assegno circolare può essere richiesto sia dal beneficiario sia dalla banca.

Il Presidente del Tribunale emette decreto di ammortamento da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Con la pubblicazione del decreto il titolo non è più valido e la banca può rilasciare al richiedente il duplicato o pagare la somma relativa decorsi trenta giorni dalla notifica e dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Se alla data della pubblicazione l’assegno non è ancora scaduto, il termine di trenta giorni decorre dalla scadenza.

Cosa deve fare il beneficiario dopo aver ottenuto il decreto di ammortamento?

Il ricorrente (dopo aver richiesto due copie autentiche) deve notificare il decreto di ammortamento al soggetto che ha emesso l’assegno ed alla banca e provvedere alla pubblicazione di un estratto sulla Gazzetta Ufficiale.

Nel caso di assegno circolare la notifica deve essere fatta alla sede più vicina della banca, la quale ne darà comunicazione a tutte le filiali presso le quali l’assegno risulta pagabile. Le spese per tale notifica sono a carico del ricorrente come anche la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Se non viene proposta opposizione, il richiedente potrà chiedere alla banca il pagamento dell’assegno.

Vi è comunque la possibilità che il detentore dell’assegno proponga opposizione [2], in tal caso solo se l’opposizione viene respinta, il richiedente ha diritto ad ottenere indietro l’assegno.

note

[1] Art. 2016 cod.civ.

[2] Art. 2019 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

GIUSEPPE MASTROPASQUA

11 giugno 2016 alle 12:31

E’ possibile ovviare a tutto questo iter consigliando di sbarrare l’assegno non trasferibile con due linee parallele sul frontespizio dell’assegno. In tal modo nessun cassiere paga quell’assegno se non al legittimo creditore riportato sull’assegno o – attraverso banca o banchiere – con l’accredito s.b.f. sul c|c del beneficiario indicato. Se il cassiere di una banca dovesse pagarlo la banca non ne risponde ( nel senso che non vanta alcun credito nei confronti della banca debitrice) w a rifondere l’importo pagato è di tasca del cassiere che vi ha provveduto da sprovveduto. Chi ha smarrito l’assegno va dal debitore che ha rilasciato l’assegno e se ne fa rilasciare un altro equivalente o il contanti. Il debitore, avendo rilasciato l’assegno de quo con quelle dovute precauzioni, assolve la sua obbligazione pecuniaria senza alcun timore o costo.
Tanto fa parte di quel savoir-faire dell’operatore commerciale che gli porta stima e fiducia da parte dei clienti.
Peppinodituri

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