Sequestro conservativo
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10 Giu 2016
 
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Maura Corrado
 


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Sequestro conservativo

Il sequestro conservativo è un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale e un vincolo di indisponibilità materiale e giuridica. Scopo della misura cautelare è di assicurare l’utilità di una futura espropriazione forzata. Che significa?

 

 

Sequestro conservativo: a cosa serve?

Il sequestro conservativo rappresenta un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale del credito e al tempo stesso una misura cautelare tipica. La sua finalità è quella di impedire che i beni del debitore o le somme e cose da lui dovute al creditore siano sottratti attraverso atti di disposizione, con conseguente pregiudizio del diritto di credito. Si tratta, in sostanza, di una misura cautelare preventiva, il cui scopo è far sì che, in vista dell’esecuzione forzata, alcuni beni vengano conservati. Gli atti dispositivi del debitore compiuti dopo il provvedimento sui beni sequestrati, infatti, non producono alcun effetto nei confronti del sequestrante.

 

In pratica, la funzione del sequestro conservativo può essere assimilata a quella vincolante del pignoramento. Esso assume particolare utilità nel caso in cui il creditore non abbia un titolo esecutivo e non sia in conseguenza in grado di procedere all’espropriazione dei beni del creditore.

 

Vista la sua natura, il sequestro conservativo, così come quello giudiziario, perde efficacia se non è eseguito entro trenta giorni dalla sua autorizzazione.

 

 

Sequestro conservativo: quando vi si può ricorrere?

Possono essere tutelati con il sequestro conservativo tutti i crediti per i quali, in presenza di un titolo esecutivo, si può dare luogo ad esecuzione forzata, senza tuttavia che ricorrano i presupposti richiesti per quest’ultima, che necessita di un credito certo, liquido ed esigibile.

 

Sono due i presupposti alla base dell’azione di sequestro conservativo: il periculum in mora e il fumus boni iuris.

Il periculum in mora consiste nel rischio di un pregiudizio effettivo per il diritto di credito e quindi il timore che il debitore compia atti di disposizione che possano diminuire la garanzia patrimoniale offerta (i beni con i quali estinguerà il proprio debito).

 

Il fumus boni iuris, invece, è rappresentato dalla sussistenza di elementi che risultino idonei a far ritenere fondato e motivato il diritto di credito alla base del sequestro. In altre parole, ci si riferisce a elementi che lo dimostrano, pur non potendosi parlare di una prova nel senso proprio del termine.

 

 

Sequestro conservativo: come procedere?

Il sequestro conservativo è autorizzato dal giudice, su istanza del creditore, nei limiti in cui la legge permette il pignoramento. Lo stesso giudice non individua gli elementi del patrimonio da sottoporre a sequestro: sarà il creditore a provvedervi nel momento in cui attua la misura. L’autorità giudiziaria, in sostanza, si limita a stabilire il limite massimo di valore entro il quale essa può essere posta in essere.

 

Il sequestro conservativo, in quanto anticipazione del pignoramento, si esegue nelle stesse forme di quest’ultimo. Di conseguenza, l’attuazione è diversa a seconda che abbia ad oggetto beni mobili, crediti o beni immobili.

Nel primo caso, i beni pignorabili sono solo quelli del debitore e non quelli dei terzi. Tuttavia, si presumono del debitore quelli che si trovano nella sua casa o negli altri luoghi a lui appartenenti [1]. Una volta sequestrati, i beni mobili vengono affidati a un custode.

Nel caso dei crediti, invece, occorre notificare l’atto sia al sequestrato che al suo debitore. Il primo viene, inoltre, citato a comparire all’udienza fissata dal sequestrante, alla quale il terzo debitore è tenuto a comparire solo quando i crediti nascono da rapporto di lavoro. Il sequestro si perfeziona se il debitore del sequestrato rende, in udienza o per iscritto a seconda dei casi, la dichiarazione in cui riconosce tale suo “status”. Nel caso in cui ciò non avvenga, il creditore deve chiedere l’accertamento dell’obbligo del terzo e, solo una volta ottenuto, potrà proseguire il processo.

Infine, in caso di beni immobili, il sequestro conservativo si esegue con la trascrizione del provvedimento presso l’ufficio del conservatore dei registri immobiliari in cui i beni sono situati e la custodia è disciplinata analogamente a quanto avviene per il pignoramento.

 

Proprio per la sua funzione, in caso di pericolo di deterioramento delle cose che formano oggetto del sequestro, il giudice, con lo stesso provvedimento con cui ha autorizzato il sequestro, o con un altro successivo, può ordinarne la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate. Il prezzo ricavato dalla vendita rimane sequestrato in luogo delle cose vendute.

 

 

Sequestro conservativo: quando avviene la revoca?

Il giudice istruttore può in ogni momento disporre con ordinanza non impugnabile la revoca del sequestro conservativo, se il debitore presta idonea cauzione per l’ammontare del credito e per le spese. Il vincolo si trasferisce, così, dai beni sequestrati alla cauzione.

Si precisa che, a differenza di quanto avviene per il pignoramento, in caso di sequestro la cauzione non deve necessariamente consistere nel versamento di una somma di denaro.

 

 

Sequestro conservativo: quando avviene la conversione?

Nel momento in cui il creditore sequestrante ottiene la sentenza di condanna esecutiva, il sequestro conservativo si converte in sequestro.

 

 

 

Di seguito si riporta un fac simile di ricorso per sequestro conservativo.

 


 

Tribunale di _______

Ricorso per sequestro conservativo

per

______ nato a _______ il _____ e residente in ______________ alla via __________ n. ___ (C.F.: ______________ ), domiciliato in ________ alla via __________ n. ____, presso e nello studio dell’Avv. ________ (C.F.: ___________ – fax: ___________ – p.e.c. __________) che lo rappresenta e difende giusta delega in calce al presente atto.

 

Premesso che

A) SUL FUMUS BONI IURIS

– (descrizione delle circostanze a fondamento del credito vantato dal ricorrente. Ad esempio: _______, in ragione del contratto stipulato con il ricorrente in data _______, risulta debitore nei confronti di _______ della somma complessiva di euro _______ a titolo di _______; …)

– nonostante i ripetuti solleciti, anche a mezzo del sottoscritto difensore, ad oggi _________, non ha ancora adempiuto al pagamento di quanto dovuto;

– è intenzione di ________ agire per le vie legali e promuovere un ordinario giudizio di merito dinanzi al Tribunale di _________ (N.B.: il medesimo al quale è proposto il ricorso) al fine di sentir condannare __________ al pagamento della somma sovra individuata, oltre interessi e spese e al risarcimento del danno subito da _______ a seguito della sua morosità.

 

B) SUL PERICULUM IN MORA

– (descrizione delle circostanze a fondamento del timore che la controparte possa sottrarre determinati beni alla garanzia del credito) …

– alla luce di tutto quanto sopra, è quindi evidente l’interesse dell’odierno ricorrente all’autorizzazione da parte di codesto Tribunale al sequestro conservativo del seguente bene: ______, sequestro finalizzato a tutelare il credito vantato nei confronti di ________.

Tutto ciò premesso, ________ come sopra rappresentato e difeso

 

Ricorre

all’Ecc.mo Tribunale di ________ affinché, disposti gli accertamenti necessari, voglia autorizzare l’immediato sequestro conservativo del bene ____________ di proprietà di _______, fino alla concorrenza della somma di Euro ________, a titolo di credito vantato da ______ nei confronti di ______, interessi e spese della presente procedura.

Si chiede inoltre, ai sensi dell’articolo 669 sexies, comma 2, c.p.c. che, poiché la convocazione della controparte può pregiudicare l’efficacia del provvedimento, il giudice autorizzi il sequestro con decreto emesso inaudita altera parte, con contestuale fissazione del termine per la notificazione del ricorso e del decreto.

Si produce:

1) …

2) …

3) …

Ai sensi della normativa in materia di spese di giustizia, si precisa che il valore della presente controversia è pari a Euro _____ e che pertanto il contributo unificato ammonta a Euro _____.

Luogo, data                                                                           Avv. _______

 

Procura


[1] Art. 513 cod. proc. civ.

 


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