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Lo sai che? Pubblicato il 10 giugno 2016

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Lo sai che? Vittima di reato: come avere il risarcimento dallo Stato

> Lo sai che? Pubblicato il 10 giugno 2016

La vittima di un reato violento ha diritto di ottenere dal colpevole il risarcimento del danno subito. Se però il colpevole non paga, la vittima può chiedere il risarcimento allo Stato.

 

Una direttiva europea stabilisce che lo Stato deve risarcire il danno di chi subisce un reato violento intenzionale e non può ottenere il risarcimento da parte del colpevole perché è irreperibile o nullatenente.

Lo ha stabilito pochi giorni fa il Tribunale di Bologna [1] che ha condannato il Governo a risarcire ad una donna il danno subito a causa della morte della figlia, uccisa diversi anni fa.

Il colpevole è stato condannato definitivamente, ma non ha mai risarcito il danno perché nullatenente.

Una direttiva europea stabilisce che gli Stati devono garantire che le vittime dei reati intenzionali violenti commessi sui loro territori ricevano un indennizzo equo ed adeguato [2].

L’Italia ha attuato questa direttiva solo in parte, prevedendo un indennizzo per le vittime dei reati di mafia e di terrorismo, ma non anche per tutti gli altri reati, come omicidi, violenze sessuali, lesioni ecc.

Per questo motivo l’Italia è già stata condannata dalla Corte europea, ma comunque ancora oggi non ha provveduto ad approvare una legge che attui la direttiva.

Il Tribunale di Bologna ha seguito l’esempio di altri Tribunali che negli anni scorsi avevano condannato il Governo a risarcire il danno a vittime di reati che non avevano ottenuto il giusto risarcimento da parte del colpevole.

Secondo il Tribunale il fatto che l’Italia non abbia approvato una legge e abbia violato gli obblighi europei permette l’applicazione diretta della direttiva europea e quindi la possibilità di condannare il Governo a risarcire il danno.

Seguendo l’esempio di queste sentenze, le moltissime vittime che non ricevono e non hanno mai ricevuto un risarcimento per aver subito reati anche molto gravi, potranno chiedere al giudice di condannare il Governo a pagare un adeguato indennizzo.

Trattandosi di un indennizzo e non di un vero e proprio risarcimento, la somma sarà più bassa di quella che dovrebbe pagare il colpevole, ma comunque sarà molto meglio che restare completamente a bocca asciutta, come è capitato fino ad oggi a migliaia di vittime incolpevoli.

Bisogna ricordare che l’indennizzo è dovuto solo per reati violenti e intenzionali, quindi sono esclusi sia i reati colposi (ad esempio incidenti stradali), sia i reati non violenti (come una truffa o una diffamazione).

note

[1] Trib. Bologna, III Sez., sent. 7 giugno 2016.

[2] Art. 12, par. 2, dir. 2004/80/CE.

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1 Commento

Adriano Germanò

19 ottobre 2016 alle 15:08

Buongiorno, sono molto interessato alla questione.
Siamo seguiti da un avvocato qui a Torino, ma mi stavo guardando attorno, per un confronto e per velocizzare le cose.
Eravamo in attesa che l’Italia entrasse a fare parte, come Stato, del risarcimento ad una persona/e lesionata per reato.
Vorrei capire come dovrei muovermi a riguardo?

Grazie

Cordiali saluti

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