Unioni civili e permesso di soggiorno: le novità
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10 Giu 2016
 
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Guglielmo Mossuto
 


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Unioni civili e permesso di soggiorno: le novità

La nuova legge riguardante le unioni civili ha introdotto importanti novità anche per quanto riguarda il rilascio al compagno del permesso di soggiorno per motivi personali.

 

Accade quasi sempre che uno straniero si rechi in uno degli Stati membri dell’Unione Europea da solo, lasciando i propri parenti nel Paese di origine, con la speranza di trovare un lavoro e un alloggio che consenta loro di raggiungerlo. Quella prospettata è una vicenda che riguarda non solo i nuclei familiari tradizionalmente intesi, composti da moglie e marito (ed eventualmente dai propri figli), ma si riferisce anche a coppie omosessuali o eterosessuali non unite in matrimonio.

Questi casi sono disciplinati sia dalla normativa europea sia da quella nazionale e, per quanto riguarda l’Italia, assume particolare rilievo la nuova legge sulle unioni civili e la disciplina delle convivenze entrata in vigore da pochi giorni, soprattutto per le conseguenze riguardanti la possibilità di richiedere e ottenere il permesso di soggiorno.

Secondo quanto previsto dalla riforma, infatti, le coppie gay che decidono di ufficializzare la propria unione potranno usufruire della possibilità, già riconosciuta a coloro che sono uniti in matrimonio, di ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari per il proprio compagno o compagna.

 

Occorre però distinguere due diverse situazioni in base alla condizione del soggetto che già si trova nel territorio italiano o comunque in uno Stato membro dell’Unione Europea.

  1. cittadino straniero che si trova regolarmente nel territorio italiano. In questo casa sarà possibile usufruire della procedura di ricongiungimento familiare.
  2. cittadino italiano o comunque cittadino dell’Unione Europea. Secondo quanto previsto dalla normativa europea, nel territorio dell’UE vige il principio della libera circolazione e stabilimento dei cittadini comunitari, e questo vale anche per i propri congiunti, anche cittadini di uno Stato straniero. A ciò si aggiunge quanto previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione che sancisce il principio di inespellibilità del coniuge. In tal modo pertanto il compagno di un cittadino italiano, che sia coniuge o convivente unito secondo la normativa delle unioni civili, potrà vivere con il partner senza temere di essere espulso.

 

Si noti però che quanto sopra evidenziato non vale per i conviventi di fatto, anche nel caso in cui questi avessero regolamentato i propri rapporti tramite la sottoscrizione di un contratto di convivenza.

Infatti la nuova legge non prevede l’equiparazione del convivente di fatto al coniuge, così come invece avviene in caso di unione civile tra persone dello stesso sesso.


 


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