Inabilità temporanea assoluta, chi ne ha diritto?
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23 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Inabilità temporanea assoluta, chi ne ha diritto?

Indennità di inabilità temporanea assoluta: a chi spetta, a quanto ammonta, da chi viene erogata, come richiederla.

 

Se un lavoratore, a causa di un infortunio o di una malattia professionale, si trova in uno stato di inabilità temporanea assoluta, cioè risulta impossibilitato a svolgere la propria attività, la legge [1] prevede che debba essere comunque retribuito. In particolare, la retribuzione è a carico:

 

– del datore di lavoro per i primi quattro giorni;

– dell’Inail per le successive giornate: l’indennità che corrisponde l’Inail è chiamata, appunto, indennità di inabilità assoluta; questa prestazione è comunque integrata dal datore di lavoro, secondo le disposizioni dei contratti collettivi applicati.

 

 

Inabilità temporanea assoluta, per quanto spetta

La misura dell’indennità varia a seconda delle giornate di assenza. In particolare:

 

– nella giornata in cui si verifica l’infortunio, o in cui si è manifestata la malattia professionale, la retribuzione è pari al 100% del guadagno medio giornaliero;

 

– dal 1° al 3° giorno successivi all’evento (cosiddetto periodo di carenza) la retribuzione è pari al 60% del guadagno medio giornaliero;

 

– dal 4° al 90° giorno successivi all’evento, l’indennità è pari al 60% della retribuzione media giornaliera;

 

– dal 91° giorno alla guarigione, la prestazione è pari al 75% della retribuzione media giornaliera.

 

 

Indennità temporanea assoluta, come si calcola

L’indennità temporanea assoluta è commisurata alla retribuzione media giornaliera (RMG) degli ultimi 15 giorni immediatamente precedenti quello dell’infortunio o della malattia professionale. La retribuzione media giornaliera deve essere poi moltiplicata per il numero di giorni indennizzati e per le percentuali previste dalla legge.

Le modalità di calcolo della RMG sono differenti, a seconda del tipo di retribuzione adottato:

 

– se le retribuzione è oraria, si deve prima quantificare il guadagno medio orario, dividendo la retribuzione percepita nei 15 giorni precedenti l’evento e il corrispondente numero di ore di lavoro ordinario svolto; il guadagno medio orario, moltiplicato per il normale orario settimanale e diviso per 6, dà la retribuzione media giornaliera ordinaria;

– se la retribuzione è mensilizzata, la RMG si ottiene dividendo la retribuzione del mese precedente l’evento per 25.

Tale importo deve però essere incrementato degli eventuali altri compensi corrisposti dal datore di lavoro, tra i quali vi sono:

 

  • compensi per lavoro straordinario;
  • ferie, festività, gratifica natalizia o tredicesima, riposi compensativi, altri compensi dovuti in caso di assenza;
  • compensi aggiuntivi, come indennità, maggiorazioni per festività, rimborso spese non documentate, etc.

 

Se per il lavoratore assicurato sono stabilite delle retribuzioni convenzionali, l’indennità si calcola sulla base di tali retribuzioni.

 

 

Indennità temporanea assoluta: calcolo in caso di ricaduta

Se l’inabilità è la conseguenza di una ricaduta, l’indennità è basata sulla retribuzione più favorevole tra:

 

– quella percepita dal lavoratore nei 15 giorni precedenti l’infortunio o la malattia professionale;

– quella percepita al momento della ricaduta.

 

Se, al momento della ricaduta, il lavoratore non ha alcuna occupazione, o svolge un’attività per la quale l’assicurazione non è prevista, si deve considerare, per determinare l’indennità, la retribuzione stabilita o percepita, alla data della ricaduta, nella stessa località, dai lavoratori appartenenti alla medesima categoria. Se quest’ultima retribuzione è inferiore a quella percepita dal lavoratore nell’ultima attività assicurata, o a quella goduta al verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale, si deve utilizzare la retribuzione più favorevole.

 

 

Indennità temporanea assoluta, come viene corrisposta

L’indennità viene corrisposta per tutti i giorni di durata dell’inabilità, compresi i festivi, sino alla guarigione del dipendente: è pagata posticipatamente e settimanalmente, non oltre 20 giorni dall’evento.

Il datore di lavoro, su richiesta dell’Inail, anticipa l’indennità al lavoratore, che viene poi conguagliata dall’Istituto alla fine del mese. L’azienda può comunque rivalersi sull’Inail per l’indennità anticipata al lavoratore, anche se l’Istituto non ne ha richiesto l’anticipazione.

L’Inail, ricevuto il certificato medico contenente gli esiti definitivi inerenti l’infortunio o la malattia, è tenuto ad informare immediatamente il lavoratore:

 

– sulla data della cessazione dell’indennità;

– sull’esistenza di conseguenze permanenti indennizzabili.

 

 

Indennità temporanea assoluta, cumulabilità con altre prestazioni

L’indennità per inabilità temporanea non è compatibile con altre prestazioni previdenziali corrisposte dall’Inps durante l’assenza del lavoratore. Pertanto, non può essere cumulata:

 

– con le indennità di malattia e di maternità;

– con i trattamenti di integrazione salariale (Cig, Cigs, Cds, etc.).

 

L’indennità temporanea assoluta può essere invece cumulata con l’assegno per il congedo matrimoniale: l’assegno deve essere però corrisposto in misura minore, pari alla differenza tra la retribuzione spettante per lo stesso periodo e il trattamento Inail.

Inoltre, l’indennità temporanea assoluta assorbe, sino al suo intero ammontare, ulteriori assegni e prestazioni dovute per legge o secondo accordi collettivi, se devono essere corrisposti in caso di infortunio o malattia professionale; resta salva la possibilità di ricevere un supplemento di indennità sino alla concorrenza dell’intero stipendio.


[1] Artt. 68 e 73 DPR 1124/65.

 


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