Come fare un prelievo in banca legalmente
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13 Giu 2016
 
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Redazione
 


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Come fare un prelievo in banca legalmente

Un prelievo del denaro depositato sul conto corrente, attraverso il bancomat o allo sportello, può creare problemi con il fisco se non motivato correttamente.

 

Come effettuare un prelievo in banca senza insospettire il fisco? In verità, se i soldi servono per la normale gestione quotidiana della famiglia non vi è ragione di preoccuparsi, né vi sono particolari precauzioni da adottare. Tanto più che, dal 1° gennaio 2016, la soglia di utilizzo del contate è stata elevata da 1.000 a 3.000 euro. Peraltro, contrariamente a quanto si crede, non vi sono limiti di prelievo del contante dal proprio conto, sia che ciò avvenga allo sportello che tramite bancomat (in quest’ultimo caso, la carta potrebbe essere limitata nell’importo massimo giornaliero, per evitare il rischio di usi fraudolenti). Infatti, i limiti sull’impiego del denaro contante (e, quindi, le norme sulla cosiddetta tracciabilità dei pagamenti) valgono solo in caso di passaggio dei soldi tra soggetti differenti, cosa che non ricorre quando si effettua un prelievo o un versamento dal/sul proprio conto (il denaro, infatti non passa dalla banca al correntista, poiché la titolarità rimane sempre in capo a quest’ultimo).

 

Quando però si è un imprenditore, specie se il conto è lo stesso di quello utilizzato per la propria ditta individuale, è sempre meglio tenere traccia dell’impiego del denaro, per evitare accertamenti fiscali. Non sono poche, infatti, le sentenze che hanno confermato la validità degli accertamenti fiscali nei confronti di chi non ha saputo dare giustificazioni al fisco sulla destinazione dei prelievi, senza fornire l’indicazione del beneficiario dei soldi.

Ecco, quindi, alcune semplici regole da adottare quando si preleva dal conto corrente.

 

 

Sempre meglio pagare con bonifico

Quando l’importo serve per pagare l’acquisto di un determinato bene o di un singolo servizio o una specifica prestazione professionale, è sempre preferibile effettuare un bonifico bancario sul conto del beneficiario piuttosto che prelevare la somma e poi consegnarla in contanti nelle mani di quest’ultimo, salvo che non si tratti di corrispettivi particolarmente bassi.

 

 

Se il beneficiario non vuole rilasciare la fattura

Anche qualora il beneficiario non voglia rilasciarvi la fattura, è quantomeno opportuno farsi firmare una quietanza liberatoria. Ciò per evitare che, dall’eventuale scelta di evadere il fisco effettuata dal beneficiario dei soldi, non debba discenderne un pregiudizio anche per chi ha pagato, non avendo altrimenti la possibilità di giustificare all’Agenzia delle Entrate – con idonea documentazione fiscale – l’impiego del denaro.

 

Se ciò vale anche per gli importi inferiori a 3.000 euro, è a maggior ragione valido per quelli superiori, benché – come detto in apertura – la legge non pone limiti al prelievo del contante dal conto corrente, anche al di sopra di tale soglia.

 

 

La scelta della causale corretta

Qualora si opti per il bonifico, sarà bene indicare anche con cura la causale, ossia la ragione per la quale è avvenuto il trasferimento del denaro, facendosi eventualmente consigliare da un professionista (noi abbiamo dato qualche consiglio nell’articolo “La causale per ogni bonifico bancario”).

 

 

Nel caso di prelievo, meglio tenere un registro

Quand’anche si effettui un prelievo in contanti per una cifra inferiore a 3.000 euro, è più prudente segnare, in un proprio registro da custodire sempre con cura, il beneficiario dell’importo. Secondo alcuni giudici, infatti, il prelievo di importi consistenti – al di là ed a prescindere dal rispetto del limite di tracciabilità – può portare a un accertamento fiscale se il contribuente non è in grado, in un momento successivo, di spiegare al fisco le ragioni del prelievo stesso. Tale principio, applicato ormai costantemente ai lavoratori autonomi e agli imprenditori (con esclusione dei soli professionisti, per via di una recente sentenza della Corte Costituzionale) vale anche per i lavoratori dipendenti (leggi “Il prelievo dal conto senza indicazione del beneficiario è evasione”). Infatti, il fisco presume che il prelievo di ingenti quantitativi di denaro potrebbe essere destinato ad uso investimenti i quali, qualora non dovessero risultare, evidenzierebbero anche la possibilità di un reddito “in nero”;

 

 

Per le donazioni è meglio firmare un documento

Anche nel caso in cui il prelievo venga effettuato per una donazione è sempre meglio che il denaro venga trasferito a mezzo di bonifico bancario. Diversamente, le parti potranno sottoscrivere una scrittura privata (qui il modello), dotandola di data certa (ad esempio, con la spedizione tramite raccomandata a.r. senza busta).


Autore immagine: 123rf com

 


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