IVA sulle bolletta illegittima. Come ottenere il rimborso
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13 Giu 2016
 
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Maura Corrado
 


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IVA sulle bolletta illegittima. Come ottenere il rimborso

La “doppia imposta”, che si ha quando nelle bollette viene conteggiata l’IVA sulle accise, è illegittima. Le conseguenze di quanto detto potrebbero aprire un buco da 2 miliardi nelle casse dello Stato. Vediamo perché.

 

 

Iva sulle accise in bolletta: non va pagata

Addio Iva sulle accise in bolletta: un “vizio” – questo – che troppo a lungo ha gravato sulle tasche sui contribuenti più del dovuto e, quel che più conta, al di là di ciò che è lecitamente consentito.

È di meno di un anno fa la pronuncia con la quale la Cassazione ha dato ragione a un consumatore veneziano che ha presentato ricorso contro la quota Iva sui consumi di acqua e gas, calcolata anche sulle accise. Una sentenza storica, nella quale il giudice di pace del capoluogo veneto ha accolto le rimostranze del’uomo, che ha presentato come “corpo del reato” otto bollette relative al gas e dodici per la luce elettrica. In base a queste, la Corte ha intimato a Enel l’obbligo di un risarcimento pari a 103,78 euro, a cui dovranno aggiungersi interessi e spese.

 

 

Iva sulle accise in bolletta: perché è illegittima?

Il giudice richiama il principio, secondo il quale, salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra [1], espresso in occasione di un’altra vicenda che aveva visto i consumatori sul piede di guerra: quella sul rimborso dell’Iva indebitamente pagata dai cittadini sulla Tassa dei rifiuti (Tia). E anche in quell’occasione, la battaglia è stata vinta, dal momento che la nuova Tari non prevede più il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto.

 

Nel caso oggetto d’esame, toccherà allo Stato, trattandosi di una tassa che finisce nelle casse dell’erario, restituire il denaro alla società, in seguito alla nota di variazione annuale sull’Iva. Da parte della società, non era arrivato nessun accenno di opposizione, ragione sufficiente a traghettare il decreto ingiuntivo in giudicato, saltando a piedi pari gli ulteriori gradi di giudizio.

 

 

Iva sulle accise in bolletta: che cosa potrebbe succedere?

Resta, ora, da capire quanto questa pronuncia potrà fare scuola: se, davvero, tutti i contribuenti seguissero la strada del coraggioso consumatore veneziano, allora per le casse dello Stato si aprirebbe improvvisamente una voragine di difficile chiusura, almeno in tempi brevi, visto lo stato delle casse pubbliche. Si pensi che, secondo i primi conteggi, a fronte di 21 milioni di utenze attivate, lo Stato potrebbe, dall’oggi al domani, dover risarcire oltre due miliardi di euro.

 

È doveroso ricordare, tuttavia, che i consumatori che intendono chiedere il rimborso, devono attivarsi per tempo: il relativo diritto, infatti, si prescrive in 5 anni dal giorno in cui lo si può far valere.

 

Secondo Federconsumatori, però, le famiglie hanno tutto l’interesse a far valere il proprio diritto a non pagare l’imposta, dal momento che, in base ad alcune stime, senza Iva si risparmierebbero, in ogni casa, almeno 75 euro annui. Senza contare, poi, quanto potrebbe avvenire sui carburanti, dove la situazione si ripete in maniera identica, con l’Iva sulle accise che incrementa il già elevato costo di benzina e gasolio.

 

 

Come ottenere il rimborso per l’IVA sulle bollette

L’indirizzo giurisprudenziale in commento potrebbe garantire la possibilità di ottenere il rimborso dell’IVA corrisposta su tutte le bollette negli ultimi cinque anni. In verità, posto che ogni giudice può decidere in autonomia rispetto ai precedenti, non c’è bisogno di attendere ulteriori conferme perché già diversi fori potrebbero essere della stessa opinione. Il punto è che, prima di avviarsi in causa, è sempre bene farsi due conti in tasca. La prima cosa da valutare, infatti, è la convenienza dell’azione rispetto all’importo preteso. Una causa presenta dei costi oltre al normale rischio di rigetto della domanda che devono essere ammortizzati dalla prospettiva di rimborso.

Inoltre bisogna disporre di tutta la documentazione necessaria a provare il credito: non solo le bollette, ma anche le ricevute di pagamento (o gli estratti conto dai quali risultano gli addebiti automatici).

Inoltre è bene dotarsi di una consulenza di parte che chiarisca al giudice gli importi che vanno restituiti.


[1] Cass., SS.UU., sent. n. 3671 del 29.04.1997.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
12 Ago 2016 Alfreda Cavalieri

Salve, per essere più chiari, si potrebbe riportare come esempio quali sono le voci in bolletta che si definiscono “accise”?
Per ciò che riguarda benzina e gasolio, purtroppo sappiamo, ma come comuni cittadini come potremmo mai dimostrare che nel computo del prezzo finale paghiamo con IVA anche le accise?
Grazie per la risposta.