Sui servizi offerti dall’azienda non si pagano le tasse
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2 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Sui servizi offerti dall’azienda non si pagano le tasse

Asili nido aziendali, borse di studio, assistenza ai familiari, ludoteche, centri sportivi: detassazione completa anche se non sono riconosciuti come premi produttività.

 

I servizi di welfare erogati a tutti i dipendenti, o a loro categorie omogenee, sono sempre pienamente detassati: è quanto previsto nella Legge di Stabilità 2016, che ha modificato il Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), prevedendo l’esenzione dalle imposte di numerosi benefits riconosciuti dall’azienda ai lavoratori e ai loro familiari.

I servizi, peraltro, sono detassati anche se non vengono erogati come premi di produttività: un conto, infatti, sono i compensi in denaro collegati ai miglioramenti di produttività, efficienza, innovazione e qualità, che beneficiano di una tassazione sostitutiva al 10% (ma solo entro determinati limiti e se si rispettano precisi parametri contrattuali); le prestazioni di welfare aziendale, invece, sono sempre detassate, anche se non collegate a tali miglioramenti.

 

 

Servizi di welfare: quali sono

I servizi di welfare totalmente detassati sono:

 

– i servizi di educazione e istruzione, compresi quelli fruiti dai bambini in età prescolare (come gli asili nido), inclusi i servizi integrativi e di mensa connessi;

– la frequenza di ludoteche, di centri estivi e invernali ed i servizi di ricreazione in generale;

– l’erogazione di borse di studio;

– i servizi di assistenza agli anziani e ai non autosufficienti;

-i servizi di assistenza sociale e sanitaria in generale.

 

L’elenco dei servizi presente nel Tuir non è esaustivo, ma indica, in via generale, la detassazione per le opere e le prestazioni con scopi di educazione, istruzione, ricreazione, culto, assistenza sociale e sanitaria: in pratica, sono riconducibili alla normativa tutti i servizi di welfare presenti oggi sul mercato.

 

 

Servizi di welfare: familiari del lavoratore

I servizi, per essere detassati, devono essere fruiti dai familiari del lavoratore. Possono dunque beneficiarne:

 

– il coniuge del dipendente;

– i figli;

– i genitori e, in loro mancanza, i nonni;

– i generi e le nuore;

– il suocero e la suocera;

– i fratelli e le sorelle germani o unilaterali.

 

Il beneficio è valido anche se il familiare che lo utilizza non risulta fiscalmente a carico del lavoratore.

 

 

Servizi di welfare: voucher

La detassazione è valida anche quando i servizi non sono erogati direttamente dall’azienda, ma sono offerti sotto forma di voucher (buoni cartacei o elettronici) e, dunque, erogati da terzi.

I voucher devono però essere nominativi e non possono essere monetizzati o ceduti ad altre persone; devono inoltre dare diritto ad un solo bene, prestazione, opera o servizio per l’intero valore nominale, senza integrazioni a carico del titolare (non valgono, dunque, i buoni sconto) [1].

La detassazione è valida, per quanto riguarda i servizi assistenziali ai familiari anziani non autosufficienti, anche se l’azienda riconosce delle somme in denaro.

 

 

Servizi di welfare: offerta ai dipendenti

Come accennato, la detassazione è legittima solo se i servizi sono offerti a tutti i dipendenti o a categorie omogenee di essi.

La nozione di categoria, dapprima molto ampia (operai, impiegati, quadri, dirigenti), è stata cambiata negli anni, sino a racchiudere dipendenti appartenenti a tipologie particolari: ad esempio, tutti i dipendenti dell’azienda che svolgono turni notturni.

Diversamente, se le opere e i servizi sono posti a disposizione solo di alcuni lavoratori e non di una specifica categoria, questi costituiscono fringe benefits per gli aventi diritto e, pertanto, risultano pienamente tassati [2].

Ad ogni modo, la detassazione non opera nei confronti dei soli dipendenti, ma anche dei collaboratori (co.co.co.) in quanto il loro reddito è assimilato a quello di lavoro dipendente.


[1] D.I. 25.03.2016.

[2] Ris. 378/E/2007.

 


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