Come collegare l’allarme antifurto di casa al 112 della polizia
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14 Giu 2016
 
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Redazione
 


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Come collegare l’allarme antifurto di casa al 112 della polizia

Furto in appartamento: come collegare il proprio allarme antifurto con la centrale operativa della polizia per le abitazioni e gli esercizi pubblici.

 

Il furto in appartamento è uno dei reati più frequenti degli ultimi tempi, con una crescita annua che, purtroppo, non conosce sosta: solo nel 2014 le denunce sono state circa 256 mila. Ogni giorno sono oltre 700 le abitazioni di cittadini italiani svaligiate.

Tornare a casa e trovare il proprio appartamento svaligiato dai ladri è una tra le esperienze più traumatiche che i proprietari di casa possano sperimentare: non è tanto la perdita di oggetti che, spesso, hanno un valore più affettivo che economico, quanto l’invasione della privacy, la sensazione di “sporco” lasciata da mani estranee, prepotentemente entrate nei cassetti e nei più intimi segreti del proprietario; non in ultimo, c’è il senso di impotenza e il timore che l’evento possa capitare altre volte. Non a caso, chi subisce un furto nel proprio appartamento si dota, immediatamente dopo, di misure volte a prevenire il ripetersi del reato: una nuova porta blindata più moderna, un sistema di telecamere a circuito chiuso montate sul pianerottolo, un allarme antifurto.

 

Proprio a riguardo degli allarmi, il proprietario di abitazione privata, di negozio o di altro esercizio pubblico può sempre chiedere che il proprio allarme antifurto venga collegato con il 112 della polizia. Da tale centrale operativa, infatti, è più facile e diretto l’intervento delle autorità anche al fine di evitare la consumazione definitiva del reato.

 

Per chiedere il collegamento del proprio allarme con il 112 è necessario presentare una apposita richiesta al locale Comando di Stazione; la “notifica” (così viene chiamata) va presentata su apposito stampato, indirizzato al Comando Compagnia/Provinciale competente per territorio, allegando il certificato di omologazione dell’allarme. Il modulo (scaricabile a questo link) dovrà indicare i seguenti dati:

 

– nominativo dell’interessato;

– se l’allarme è installato in abitazione o in esercizio pubblico;

– esatta ubicazione (via, numero civico e Comune) dell’appartamento al quale è collegato l’allarme;

– numero telefonico dell’appartamento in questione;

– la descrizione del messaggio registrato sul nastro;

– nominativo ed indirizzo dell’eventuale possessore delle chiavi.

 

Collegare il proprio allarme al 112 è gratuito. Tuttavia bisogna impostare correttamente la “sensibilità” dell’allarme. Difatti, qualora la poca accuratezza dei proprietari nell’utilizzo improprio dell’antifurto dovesse portare ad un eccesso di chiamate per cattiva gestione dell’allarme il numero da parte della polizia verrà cancellato.

 

Il Nord Italia presenta i tassi di furto in abitazione per 1.000 famiglie più alti rispetto al resto d’Italia; le regioni del Nord-ovest hanno il primato per quanto riguarda i borseggi, mentre il Sud mantiene quello sulle rapine.

La graduatoria dei furti in abitazione nel 2012, vede ai primi posti l’Emilia-Romagna con 27,1 episodi criminosi per 1.000 famiglie, seguita da Umbria (21,5) e Lombardia (20,3), ed è chiusa da Basilicata e provincia di Bolzano (rispettivamente 6,4 e 8,8).


 


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