Le ferie dal lavoro
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14 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Le ferie dal lavoro

Ferie dei lavoratori dipendenti: quanti giorni spettano, come si calcolano nel part time, cosa fare in caso di malattia, tutto quello che c’è da sapere.

 

L’estate è alle porte e con lei il periodo delle ferie: la loro disciplina e la loro spettanza, però, non sono sempre chiare. Dal calcolo in caso di part time o di assunzione nell’anno, alla loro interruzione in caso di malattia, al diritto di fruire di due settimane di vacanze di seguito, i dubbi sono veramente numerosi: cerchiamo di dare una risposta, in queste Faq, ai casi più frequenti.

 

 

Ferie annuali: a quanto ammontano?

Le ferie spettanti nell’anno devono essere almeno pari a 4 settimane, per tutti i lavoratori: è quanto stabilito dal Decreto sull’orario di lavoro [1], che stabilisce le 4 settimane come limite al di sotto del quale non si può mai scendere. I contratti collettivi e gli accordi individuali possono però prevedere una maggiore durata delle ferie.

 

 

Il datore di lavoro è obbligato a concedermi le ferie quando voglio?

Posto che, ove possibile, le ferie debbano essere concordate tra datore di lavoro e dipendente, la loro fruizione deve contemperare le esigenze di entrambe le parti. Deve dunque conciliarsi sia con l’interesse al riposo psicofisico del lavoratore, sia con l’interesse al corretto e produttivo svolgimento dell’attività. Il lavoratore non può, dunque, decidere unilateralmente quando assentarsi, mentre il datore è obbligato alla concessione di un periodo minimo nell’anno di maturazione, possibilmente continuativo.

 

 

Le 4 settimane di ferie devono essere tutte godute entro l’anno di maturazione?

Delle 4 settimane spettanti maturate nell’arco di un anno intero, almeno 2 devono essere godute nell’anno di maturazione. Le altre 2 settimane devono essere fruite nei successivi 18 mesi. Allo scadere del termine, se il lavoratore non ha goduto di questo secondo periodo di ferie, il datore è passibile di sanzione. Per il lavoratore, invece, significa vantare un credito di ferie arretrate delle quali potrà godere successivamente (in ultima istanza, gli verranno indennizzate a fine rapporto lavoro).

 

 

Il datore può pagarmi le giornate di ferie non godute?

La legge stabilisce il divieto di monetizzazione delle ferie, in virtù della loro indispensabile funzione di recupero psicofisico. Le ferie possono essere convertite in denaro solo alla cessazione del rapporto, se non tutte già smaltite. L’unica eccezione è costituita dal periodo di ferie aggiuntivo rispetto alle 4 settimane, eventualmente previsto dagli accordi collettivi o individuali: questo periodo è monetizzabile, dunque le giornate di ferie possono essere sostituite da un’indennità.

 

 

Quanti giorni di ferie maturo in un mese?

Le giornate mensili di ferie generalmente spettanti sono 2,166 e risultano dal seguente rapporto: 26 (giornate corrispondenti a 4 settimane)/12 (mesi nell’anno).

 

 

Se sono stato assunto nel corso dell’anno mi spettano comunque 4 settimane di ferie?

Per gli assunti nel corso dell’anno è maturato un rateo (pari a 2,166 giornate) per ogni mese di lavoro. Ad esempio, se il dipendente è assunto il 1° giugno, spetta il rateo corrispondente a 7 mesi di lavoro, cioè pari a 15,162 giornate, Le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni sono contate come mese intero, a meno che il contratto collettivo non disponga diversamente. Così,  a chi è assunto il 20 giugno spetta un rateo corrispondente a 6 mesi di lavoro.

 

 

Se ho un contratto part time orizzontale mi spettano meno ferie?

Per chi ha un contratto part time di tipo orizzontale (orario di lavoro distribuito in tutte le giornate lavorative, ma per un numero minore di ore giornaliere) le ferie spettanti sono le stesse rispetto ai lavoratori full time, in quanto sono previste le medesime giornate lavorative: cambia soltanto l’orario giornaliero (ed ovviamente cambieranno le ore di ferie fruite: ad esempio 4 ore al giorno anziché 8).

 

 

Come si calcolano le ferie nel part time verticale?

Nel part-time verticale, al contrario di quello orizzontale, l’intera prestazione lavorativa si svolge soltanto in periodi predeterminati della settimana, del mese o dell’anno (ad esempio alcuni giorni della settimana, o alcune settimane al mese).

In caso di part-time verticale o misto, il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie proporzionato alle giornate di lavoro prestate. Esemplificando, se il lavoratore presta la propria opera per 4 giorni su 6, per calcolare le ferie si devono riproporzionare le giornate spettanti al personale full time per quattro sesti. Ipotizzando che i dipendenti a tempo pieno abbiano diritto annualmente a 26 giorni di ferie, l’operazione da eseguire sarà allora : 26 (giornate) x 4/6 , quindi il lavoratore avrà diritto a 17,33 giorni di ferie all’anno.

 

 

Sono un’insegnante: sono obbligata a fruire delle ferie durante le vacanze estive?

Per quanto concerne le ferie del personale docente, queste devono essere godute durante i periodi di sospensione delle attività didattiche; durante il resto dell’anno, può essere comunque fruito un massimo di sei giornate lavorative. Tali sei giorni possono essere goduti solo se i lavoratori assenti possono essere sostituiti con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, senza comportare oneri aggiuntivi per l’istituto scolastico.

 

 

Mi sono ammalato durante le vacanze: posso sospendere le ferie?

Il verificarsi di una malattia durante le ferie non sempre determina il diritto alla sospensione delle stesse, ma soltanto in quei casi in cui la patologia determini l’impossibilità di godere della finalità ricreativa del periodo di riposo [2] (ad esempio, per febbre elevata, ingessatura, ricovero ospedaliero…); non pregiudicano le vacanze, invece, le patologie che trovano beneficio dalle attività ricreative, come stress psicofisico, sindrome ansioso-depressiva, cefalea, etc.

 

 

Se mi ammalo durante le ferie sono soggetto alla visita fiscale?

Quando la malattia interrompe le ferie, il lavoratore è soggetto alla visita fiscale alla pari degli altri dipendenti. Se lavoratore del settore privato, dovrà dunque essere disponibile, all’indirizzo indicato nel certificato medico, nelle fasce di reperibilità, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Se dipendente pubblico, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il medico fiscale può passare anche le domeniche e nei giorni festivi (per approfondimenti: Malattia durante le ferie).

 

 

Se mi ammalo all’estero posso interrompere le ferie?

Se ci si ammala in vacanza all’estero, per ottenere la sospensione delle ferie e l’indennità per malattia, la procedura è differente a seconda dello Stato in cui ci si trova:

 

– nei Paesi UE o  convenzionati con l’Italia, il lavoratore ammalato deve rivolgersi entro 3 giorni dal verificarsi della patologia  ad un’apposita istituzione estera, munito di certificato medico; deve poi inoltrare all’Inps ed all’azienda la certificazione sanitaria, rilasciata su determinati moduli;

 

– nei Paesi non convenzionati, è necessario legalizzare la documentazione sanitaria presso il Consolato Italiano, ed inviarla entro due giorni all’Inps ed al datore di lavoro.

 

 

Se mi ammalo durante le ferie rientro più tardi al lavoro?

La malattia insorta durante le ferie, anche se ne interrompe la fruizione, non autorizza il lavoratore a rientrare più tardi al posto di lavoro. Pertanto, un eventuale rientro tardivo deve essere concordato col datore di lavoro, in quanto il termine non slitta automaticamente.

 

 

Posso prendere le ferie durante il preavviso?

Il periodo di preavviso deve essere interamente lavorato: eventuali ferie fruite durante tale periodo, dunque, spostano più avanti il termine del preavviso. È diverso se la parte interessata rinuncia al periodo di preavviso corrispondente ai giorni di ferie: la rinuncia deve essere formalizzata tramite accordo scritto.

 

 

Se ho finito la malattia il datore di lavoro deve concedermi le ferie?

Per evitare il licenziamento al termine del periodo di comporto (il periodo tutelato di malattia, entro il quale si ha diritto alla conservazione del posto di lavoro) è possibile domandare la fruizione delle ferie residue: nessuna norma, però, obbliga il datore di lavoro alla loro concessione, anche se questi deve tener conto dell’interesse del subordinato alla conservazione del  posto (per saperne di più: Si possono fare le ferie dopo la malattia?).

 

 

Il diritto alle ferie si prescrive?

Le ferie non si prescrivono, nel senso proprio del termine, ma si prescrive l’indennità connessa al loro mancato godimento: poiché quell’indennità ha natura non di retribuzione, ma di risarcimento, il termine di prescrizione è di 10 anni, a partire non dal momento della maturazione delle ferie, ma dal momento in cui sarebbe dovuto avvenire il pagamento dell’indennità[3].

 


[1] D.lgs 66/2003.

[2] Sent. C. UE n. C-78/11 del 21/06/2012.

[3] Cass. Sent. 10341/2011.

 


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Commenti
18 Giu 2016 Giulio Mario Palenzona

Vorrei sottoporre un quesito sul calcolo delle ferie per part-time verticale.
Il calcolo che indicate l’ho capito (ed era la medesima proporzione lineare che facevo), ma il mio dubbio è : questo computo, ridotto, va però spalmato su settimane di calendario fatte di un numero di giorni pure ridotto, vero ? Non sulla settimana canonica (di 6 o 5 giorni a seconda). Non sono sicuro di essermi spiegato bene :\