Come aprire una tabaccheria
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14 Giu 2016
 
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Come aprire una tabaccheria

Tabacchi, rivenditoria ordinaria: gli adempimenti e le autorizzazioni per la distribuzione dei generi di monopolio.

 

La tabaccheria è forse una delle attività commerciali che, come la farmacia, ha resistito di più al tempo e alle rivoluzioni economiche, complice anche l’esistenza dei generi di monopolio statale che richiedono apposite autorizzazioni. In questo articolo ci occuperemo di spiegare come aprire una tabaccheria ordinaria: un iter ad ostacoli che parte da una segnalazione all’Agenzia delle Dogane, per poi seguire l’assegnazione sulla base di un concorso pubblico (con priorità a determinate categorie di soggetti) e che, infine, richiede comunque la frequentazione di un corso di formazione per tabaccai. Procediamo con ordine.

 

 

I diversi tipi di tabaccherie

La vendita al pubblico dei generi di monopolio sul territorio nazionale può essere effettuata attraverso:

 

– le rivendite ordinarie: si tratta delle normali tabaccherie, accessibili al pubblico, che espongono il numero della concessione sull’apposita insegna a forma di “T“;

– le rivendite speciali: sono situate presso particolari strutture quali porti, aereoporti, stazioni ferroviare, aree di servizio automobilistiche, caserme, istituti penali, ecc;

– i patentini: istituiti nei bar di rilevante frequentazione, i cui titolari si riforniscono presso la rivendita ordinaria più vicina;

– i distributori automatici: installati a cura del rivenditore nelle immediate vicinanze del locale sede della rivendita.

 

Occupiamoci, in questa sede, delle rivenditorie ordinarie, ossia i tabacchini che troviamo spesso sul fronte strada, con l’insegna a forma di “T” (ed, accanto, il numero di concessione), dove è possibile acquistare sigarette, tabacco e, oggi, tutta una serie di altri prodotti non necessariamente collegati al fumo.

 

 

Condizioni per aprire una tabaccheria: distanze

Per aprire una tabaccheria ordinaria, bisogna rispettare una serie di condizioni. In primo luogo è necessario mantenere una distanza minima dalla più vicina rivendita; le distanze sono le seguenti:

 

– 300 metri nei Comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti;

– 250 metri nei Comuni con popolazione da 30.001 fino a 100.000 abitanti;

– 200 metri nei Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

In ogni caso, nei Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti non è possibile aprire un nuovo tabacchino qualora sia stato già raggiunto il rapporto di una rivendita ogni 1.500 abitanti, salvo che la rivendita ordinaria più vicina già in esercizio risulti distante oltre 600 metri.

 

Per stimare il rispetto delle predette distanze, la misurazione della lontananza dalla più vicina rivendita va fatta seguendo il percorso pedonale più breve, nel rispetto del Codice della strada.

 

 

Condizioni per aprire una tabaccheria: produttività

Oltre alla distanza minima, bisogna rispettare anche il limite della cosiddetta produttività. In particolare, non si può aprire un nuovo tabacchino quando la quarta parte della somma degli aggi realizzati dalle tre rivendite più vicine a quelle da istituire ed ognuna delle quali poste a una distanza inferiore a 600 metri rispetto alla sede proposta per l’istituzione della nuova rivendita, non è pari o superiore a:

 

– Euro 19.965 nei Comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti;

– Euro 31.990 nei Comuni con popolazione da 30.001 fino a 100.000 abitanti;

– Euro 39.825 nei Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

 

In tutti i casi in cui la sede della rivendita da istituire disti più di 600 metri dalla tre rivendite più vicine non trovano applicazione i parametri di distanza e produttività.

 

Gli importi anzidetti sono adeguati ogni due anni con provvedimento del Direttore dell’Agenzia.

 

 

Come presentare la domanda di apertura di un tabacchino

Chi vuol presentare domanda di apertura di un tabacchino deve innanzitutto presentare una segnalazione (scaricabile da questo link) in carta semplice all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ufficio dei Monopoli). La segnalazione può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno.

 

Ogni sei mesi l’Ufficio Territoriale raccoglie tutte le segnalazioni inviate dagli interessati e formula un piano provvisorio delle istituzioni a valere sul semestre successivo. Tale piano provvisorio viene pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli affinché tutti ne possano prendere visione per presentare eventuali osservazioni. Le osservazioni vanno inoltrate entro massimo venti giorni liberi dalla pubblicazione dello stesso.

 

Trascorso tale termine, il competente Ufficio Territoriale formulerà il piano definitivo anch’esso reso pubblico sul citato sito istituzionale.

 

Sulla base del piano definitivo approvato il competente Ufficio Territoriale provvede, per ciascuna zona ritenuta idonea per la nuova istituzione, a pubblicare l’avviso per l’assegnazione della nuova rivendita che avverrà nei seguenti modi:

 

– nei Comuni con popolazione non superiore ai 30.000 abitanti con un concorso riservato a particolari categorie di soggetti e nell’ordine:

  1. a) profughi già intestatari di analoga licenza nei territori di provenienza;
  2. b) invalidi di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate;
  3. c) decorati al valor militare, altri profughi riconosciuti tali, mutilati ed invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 40%, vedove di caduti sul lavoro.

 

A parità di titoli, viene preferito chi ha il maggior carico famigliare ed, in caso di ulteriore parità, chi ha proposto il locale riconosciuto più idoneo a insindacabile giudizio dell’Agenzia.

 

– nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti e nei Capoluoghi di Provincia mediante asta pubblica cui possono partecipare tutti i cittadini, indistintamente. È necessario però dimostrare di aver la disponibilità di un locale ricompreso nella zona di gara.

I relativi avvisi sono resi pubblici mediante la pubblicazione sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane, nonché nell’Albo pretorio del Comune dove si istituisce la nuova rivendita e presso l’albo dell’Ufficio Territoriale competente.

 

Qualora le suddette gare diano esito negativo, l’Agenzia può procedere all’assegnazione della rivendita a trattativa privata al miglior offerente sulla base della somma stabilita da apposita Commissione. Il relativo avviso sarà reso pubblico con le modalità più sopra descritte.

 

Il soggetto che risultasse assegnatario della rivendita dovrà frequentare un corso di formazione per tabaccai [1].


[1] Ai sensi dell’art. 55, comma 2 quinquies, D.L. 78/2010.

 


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