Lavori in casa: si rischia la revisione catastale?
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23 Giu 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Lavori in casa: si rischia la revisione catastale?

Revisione catastale degli immobili: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

 

I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile possono comportare una variazione della rendita catastale e quindi un riclassamento da parte dell’Agenzia delle Entrate solo se gli interventi sono tali da modificare i caratteri originari dell’immobile (per esempio cambiamento degli impianti, diversa disposizione delle stanze ecc.).

 

Non si rischia, invece, la revisione catastale qualora si tratti di meri lavori conservativi dell’immobile.

 

È quanto confermato da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate [1].

 

La categoria catastale dell’immobile dipende dalle cartteristiche:

 

– intrinseche del fabbricato che le ospita: la destinazione dell’unità (per esempio abitativa, commerciale ecc.) deve essere ordinariamente compatibile con dette caratteristiche;

 

estrinseche: l’ubicazione e i servizi territoriali disponibili determinano essenzialmente il livello di redditività (classe) dell’immobile, valore che può ordinariamente modificarsi nel tempo.

 

Gli uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate effettuano una verifica generalizzata dei classamenti attribuiti a tutte le unità immobiliari ubicate in specifici contesti territoriali (microzone) in cui sia stato riscontrato un anomalo scostamento nei rapporti tra valori medi di mercato e valori medi catastali.

 

In caso di anomalia effettiva e di categoria inappropriata, l’Agenzia delle Entrate opera una revisione dei classamenti delle unità immobiliari interessate.

 

Tale revisione può avvenire tramite comparazione:

 

– con le “unità tipo” che presentano destinazione e caratteristiche analoghe;

 

– con unità già censite aventi analoghe caratteristiche.

 

In alcuni contesti, ove il quadro di qualificazione e classificazione e il prospetto delle tariffe non sia idoneamente popolato, è possibile procedere nel classamento per comparazione con riferimento al quadro di tariffa di altra zona censuaria del medesimo comune o di altro comune della medesima provincia che abbia analoghe caratteristiche socio-economiche e di tipologia edilizia.


[1] Ag. Entrate, circolare n. 27/E del 13.6.16.

 


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