PCT: il rifiuto del deposito della Cancelleria deve arrivare subito
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14 Giu 2016
 
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PCT: il rifiuto del deposito della Cancelleria deve arrivare subito

Processo telematico: il messaggio della cancelleria con cui comunica l’impossibilità a ricevere l’atto deve essere tempestivo e indicare la natura fatale dell’errore riscontrato.

 

Nel caso di deposito di un atto processuale a mezzo del PCT (processo civile telematico), qualora la cancelleria intenda rifiutare il suddetto deposito, deve inviare immediatamente la terza pec con il rifiuto di accettazione; infatti la mancata indicazione della natura “fatale” dell’errore riscontrato giustifica l’aspettativa dell’avvocato depositante circa l’accettazione dell’atto. Lo ha chiarito il Tribunale di Milano con una recente sentenza [1].

 

 

La vicenda

Nell’ambito di un giudizio in materia di lavoro, a seguito di deposito telematico dell’atto di costituzione in giudizio, la parte resistente, dopo aver ricevuto le prime due ricevute PEC di conferma dell’invio, riceveva anche la terza da parte della cancelleria con la quale tuttavia veniva comunicata la necessità di ulteriori verifiche da parte dell’ufficio. Successivamente, quando il ormai il termine per la costituzione era scaduto, la cancelleria inviava il definitivo rifiuto di deposito. La parte chiedeva così al tribunale la rimessione in termini.

 

 

La terza Pec della cancelleria

La cancelleria deve accettare o rifiutare il deposito telematico, inoltrato dall’avvocato tramite PCT, entro il giorno lavorativo successivo a quello del deposito stesso, seguendo l’ordine cronologico di consegna delle buste telematiche.

Questo significa che, nell’arco di massimo 48 ore, il depositante deve avere contezza dell’esito dell’attività e sapere se l’atto è stato accettato o meno.

 

Difatti, una volta esperiti dal sistema i controlli automatici preliminari, la Cancelleria deve provvedere solo all’accettazione del deposito telematico.

La stessa Cancelleria, inoltre, secondo la Circolare 23 ottobre 2015 del Ministero della Giustizia, ha il compito di accettare sempre il deposito in presenza di anomalie del tipo WARN o ERROR, segnalando le relative informazioni al giudice. Sarà quest’ultimo poi a valutare nel merito la regolarità del deposito.

Al contrario, in caso di errore FATAL, ossia non gestibile, il deposito deve essere rifiutato, anche al fine di evitare che il deposito rimanga in attesa di accettazione, tenuto conto che l’errore “fatale” non impedisce un nuovo deposito entro i termini assegnati o di legge.

 

Solo in questo modo, l’avvocato che non si riduca all’ultimo giorno per il deposito telematico, qualora la cancelleria provveda nei termini a rifiutare l’atto, potrà sanare l’irregolarità provvedendo a un nuovo deposito nei termini perentori fissati dalla legge.

 

Se manca l’indicazione del tipo di errore nella terza Pec della cancelleria, il legale può confidare nell’accettazione della Cancelleria.

 

In tali casi, pertanto, si può applicare la norma del codice di procedura civile [2] che prevede la possibilità, per la parte incorsa in decadenza per causa ad essa non imputabile, di chiedere al giudice la rimessione in termini.


La sentenza

Tribunale di Milano, sez. Lavoro, ordinanza 10 maggio 2016
Giudice Cassa

Fatto e diritto

Il Giudice invita le parti alla discussione sull’istanza di rimessioni in termini depositata dalla parte resistente. L’avv.to C. rileva che la terza PEC che genera il sistema in automatico ha denotato un errore nel deposito il 28 aprile, il che avrebbe dovuto comportare o un deposito cartaceo o un rideposito telematico e quindi eccepisce la tardività dell’avversa costituzione.
L’avv.to M. insiste per la rimessione in termini rilevando che la terza pec indica un errore e riferisce della necessità di verifiche da parte dell’ufficio procedente.
Il Giudice, all’esito della discussione delle parti:
– rilevato che l’avvocato depositante riceve nella propria casella quattro messaggi di posta elettronica: 1) ACCETTAZIONE: DEPOSITO (ossia la ricevuta di presa in carico del messaggio da parte del gestore PEC del mittente, equivalente della ricevuta che l’ufficio postale rilascia al mittente di una raccomandata A/R); 2) CONSEGNA: DEPOSITO (ossia la ricevuta con cui il gestore pec del destinatario attesta che il messaggio è stato ricevuto nella casella del destinatario, equivalente dell’avviso di ricevimento di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento); 3) ESITO CONTROLLI

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[1] Trib. Milano, ord. del 10.05.2016.

[2] Art. 153 co. 2 cod. proc. civ.

 


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