Lo Stalking condominiale
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14 Giu 2016
 
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Lo Stalking condominiale

Atti persecutori in condominio: se il vicino di casa ce l’ha con te e ti fa continui dispetti o tenta di danneggiare i tuoi beni, fino a diventare una vera e propria mania.

 

Lo stalking, ossia il delitto di atti persecutori [1], si può verificare non solo tra ex coniugi, partner e ammiratori segreti (ipotesi, di certo, numerose), ma in qualsiasi ambito, lavorativo e non, come ad esempio all’interno di un condominio: in tal caso si usa parlare di stalking condominiale. Anzi, proprio in tali ambienti “domestici” le ipotesi di comportamenti problematici e di disturbo risultano sempre più numerose: comportamenti ossessivi di chi, ad esempio, ruba la posta altrui o la apre per leggerne il contenuto; pedina un condomino e spia le sue mosse; origlia alla porta di uno dei condomini, perseguita il vicino con una serie di condotte moleste come il gettito sull’altrui balcone di polvere, molliche, acqua di scolo dei panni, cicche di sigarette in più occasioni e con l’intenzione e la consapevolezza di farlo nell’ambito di un disegno persecutorio unitario.

 

La definizione di stalking – o meglio, di atti persecutori – che offre il codice penale [1] è particolarmente ampia, tanto da farvi rientrare una serie numerosa di casi. In particolare, la legge punisce chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno tanto da:

  • cagionargli un perdurante e grave stato di ansia o di paura
  • oppure da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione affettiva
  • oppure da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

 

La parola stalking deriva dalla lingua inglese e significa letteralmente “cacciare”, “inseguire”, “perseguitare”. Esso indica il comportamento di chi, attraverso la propria condotta, affligge un’altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità

 

Quando si parla di stalking condominiale ci si riferisce alle sistematiche vessazioni ed ai soprusi subiti da un soggetto per opera di un condomino.

Di solito lo stalking condominiale origina da conflitti fra condomini. Il condominio diventa spesso il luogo ove, da semplici dissidi e contrasti, si passa facilmente al penale quando vengono lesi o messi in pericolo beni giuridici tutelati da norme penali. Talvolta le attenzioni moleste sono rivolte nei confronti dell’amministratore, il quale polarizza le tensioni che si creano nell’ambito del “microcosmo” condominio.

 

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Le semplici molestie

Quando si tratta di episodi occasionali o di offese, ingiurie o liti verbali, non si è ancora di fronte a stalking, ma ciò non toglie che potrebbero scattare altri tipi di reato.

 

Ad esempio scatta il reato di getto pericoloso di cose (atte a offendere o imbrattare o molestare persone) nel caso del condomino che, occasionalmente, getta nel piano sottostante rifiuti, quali cenere e cicche di sigarette, nonché detersivi corrosivi, quale la candeggina.

 

Altre condotte potrebbero essere ascrivibili a molestie continuate, senza però far scattare lo stalking. È il caso di un condomino che ha arrecato molestie ad una coppia di giovani sposi, suoi vicini di casa, rimanendo per ore, giorno e notte, alla finestra, scrutando in continuazione all’interno del loro appartamento. La coppia, a causa del comportamento del vicino, si sentì costretta tenere i tendaggi sempre tirati per proteggere la propria privacy.

 

 

Quando scatta lo stalking condominiale

Si passa dalle molestie al vero e proprio stalking condominiale quando tutte le suddette condotte, di per sé e autonomamente qualificabili come mere azioni di molestia o di disturbo, si trasformino in atti persecutori, ossia prendano la forma di un’azione di molestia e di disturbo reiterata, nonostante le numerose lamentele della vittima [2].

 

Ci si può trovare davanti a stalking anche quando non c’è reiterazione, ma sistematicità. Si cita ad esempio il caso di un uomo di 44 anni della provincia di Torino che aveva arrecato fastidio a quasi tutte le donne presenti in un palazzo, a volte intimando loro di andarsene, altre volte pedinandole, altre ancora bloccando l’ascensore.


[1]  Lo stalking condominiale rientra nel delitto di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis cod. pen., introdotto dall’art. (convertito in legge 23 aprile 2009 n. 38).

[2]  MINNELLA CARMELO, «Stalking condominiale: la versione camaleontica del delitto di atti persecutori. Cassazione penale , sez. V, sentenza 26.09.2013 n° 39933», in  Altalex, 4 ottobre 2013.

 


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