730, posso presentarlo in ritardo?
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15 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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730, posso presentarlo in ritardo?

Presentazione tardiva della dichiarazione dei reddito con modello 730, correzione degli errori nel modello, integrazione dei dati.

 

Che cosa succede se presento il 730 oltre la scadenza? Non è mai possibile presentare il modello 730 in ritardo: se la dichiarazione, difatti, è presentata dopo il termine di scadenza del modello (nel 2016, per il 730, la scadenza è prevista il 22 luglio), è possibile presentare soltanto il modello Unico, che scade, normalmente, il 30 settembre.

Il modello 730 rettificativo, o integrativo, difatti, è utile soltanto a chi ha già presentato il 730 e non serve a chi non lo ha inviato entro il termine della scadenza.

 

 

Presentazione del modello Unico al posto del 730

Quando, dunque, il 730 non viene presentato entro il termine previsto, il contribuente è comunque in tempo per presentare il modello Unico: questo, difatti, non è riservato a chi ha la partita Iva, ma può essere compilato e inviato da qualunque contribuente. A seconda della categoria di appartenenza del contribuente, però, variano sia la tipologia del modello (per un semplice lavoratore senza partita Iva aperta è sufficiente il modello Unico PF), sia i quadri da compilare (relativamente ai redditi di lavoro dipendente e di pensione, il quadro RC).

La differenza fondamentale tra la presentazione del modello Unico e del 730 è che, mentre quest’ultimo dà la possibilità di effettuare rimborsi e trattenute direttamente in busta paga, se si ha un sostituto d’imposta (cioè un datore di lavoro o un ente previdenziale), col modello Unico i debiti d’imposta devono essere direttamente saldati dal contribuente (con modello F24) ed i rimborsi, effettuati dall’Agenzia delle Entrate, hanno tempistiche più lunghe.

 

 

Presentazione Modello Unico entro il 30 settembre

Se ci si accorge di non aver presentato il 730 entro il 30 settembre, il modello Unico può essere presentato senza il pagamento di alcuna sanzione, in quanto i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi non risultano scaduti.

Eventuali imposte dovute, però, devono essere maggiorate, a seconda della data in cui sono saldate, se successiva al 16 giugno.

Se le imposte sono pagate entro il 16 luglio, l’intero importo deve essere maggiorato dello 0,40%. Se si decide di rateizzare l’importo (computando come base anche la maggiorazione dello 0,40%), ad ogni rata devono essere applicati gli interessi, pari al 4% annuo. Il numero delle rate può essere scelto fino ad un massimo di 7, ma in ogni caso il pagamento deve essere completato entro il mese di novembre. Gli interessi non vanno versati, se di importo inferiore a 1,03 euro.

Oltre le predette scadenze, le imposte possono essere comunque saldate tramite modello F24, utilizzando il nuovo ravvedimento operoso, che permette il pagamento di sanzioni e interessi in misura ridotta.

 

 

Presentazione Modello Unico a sfavore

Se il modello 730 è stato presentato in tempo, ma ci si accorge che la dichiarazione ha comportato un maggior debito o un minor credito per il contribuente, non è possibile presentare un nuovo 730, ma se deve necessariamente inviare un Modello Unico: si tratta della dichiarazione correttiva nei termini, se inoltrata entro il 30 settembre.

Nel Modello Unico, oltre a correggere lo sbaglio fatto nel precedente modello, è necessario, in questo caso, indicare l’ Irpef e le addizionali che risultano dal prospetto di liquidazione delle imposte originario (il 730/3).

In pratica:

 

– l’Irpef a credito o a debito, che si trova nel rigo 91 del 730, deve essere riportata nel rigo RN40 del modello Unico, indicando separatamente quanto trattenuto o rimborsato dal sostituto, oppure l’eventuale importo del credito compensato con F24;
– le addizionali regionali (rigo 92) e comunali (rigo 93), devono essere riportate, rispettivamente, nei righi RV6 ed RV14 dell’Unico, indicando separatamente quanto trattenuto o rimborsato dal sostituto, oppure l’eventuale importo del credito compensato con F24.

 

È poi necessario riportare gli importi del prospetto di liquidazione 730/3 nel modello Unico senza variazioni, anche se sono sbagliati, dato che il sostituto d’imposta ha già effettuato il conguaglio.

Una volta compilata la dichiarazione, le imposte vengono ricalcolate, e gli importi a debito devono essere versati tramite F24 con ravvedimento operoso.

 

 

Nuovo ravvedimento operoso: come funziona

Come accennato, il ravvedimento operoso dà la possibilità di saldare il proprio debito col fisco anche oltre le scadenze delle imposte, usufruendo di sanzioni ridotte.

In particolare, la sanzione è pari:

 

– allo 0,2% dell’imposta, per ogni giorno di ritardo, sino al 14° dalla scadenza;

– al 3%, dal 15° al 30° giorno;

– al 3,3%, dal 31° al 90° giorno;

– al 3,75%, dal 91° giorno;

– al 4,2%, se il versamento è eseguito entro 2 anni dalla scadenza, o entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno d’imposta successivo a quello in cui c’è stata la violazione;

– al 5%, oltre tale termine.

 

Gli interessi devono essere pagati nella misura legale, pari, nel 2016, allo 0,2% annuo.

 

 

Presentazione Modello Unico dopo il 30 settembre

Se ci si accorge di non aver presentato il 730, o che lo stesso è errato, dopo il 30 settembre, è comunque possibile presentare il modello Unico entro 90 giorni, col pagamento di una sanzione ridotta di 25 euro (si tratta della sanzione di 258 euro ridotta a un decimo ). La sanzione è dovuta anche se non c’è nessuna imposta da pagare. Alla sanzione vanno, se dovuti, aggiunti gli importi delle imposte da saldare, maggiorati da sanzioni e interessi ridotti dal ravvedimento operoso, come descritto nei paragrafi precedenti.

La sanzione per la presentazione tardiva deve essere versata con modello F24, indicando il codice 8911.

Se si ritarda di oltre 90 giorni dalla scadenza del modello Unico, la dichiarazione viene considerata omessa, ma costituisce comunque titolo per la riscossione delle imposte.


 


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