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Lo sai che? Pubblicato il 15 giugno 2016

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Lo sai che? Part time, esiste un numero minimo di ore?

> Lo sai che? Pubblicato il 15 giugno 2016

Orario ridotto in caso di contratto part time: esiste un monte ore minimo al di sotto del quale non si può scendere?

 

Il mio datore di lavoro mi ha assunta con un part time del 15%, pari a 6 ore settimanali: può farlo o deve adeguarsi a una percentuale minima?

La normativa non prevede, in via generale, un numero di ore minime settimanali per i contratti part time. Tuttavia, alcuni contratti collettivi, come il CCNL Commercio, prevedono che non sia possibile scendere al di sotto di un determinato orario settimanale (nel Commercio, pari a 16 ore). Vediamo, in questi casi, quali sono le conseguenze a cui va incontro il datore per il mancato rispetto dell’orario minimo.

Pagamento dei contributi previdenziali

In primo luogo, secondo quanto chiarito dall’Inps [1], il mancato rispetto dell’orario minimo non ha conseguenze in merito alla contribuzione da pagare. Questa, difatti, deve essere calcolata tenendo conto dell’orario pattuito tra le parti nel contratto di lavoro a tempo parziale, anche se inferiore a quello minimo definito dal CCNL di riferimento.

Se la contribuzione versata non copre i minimali stabiliti annualmente, la conseguenza è un minore accredito di contributi previdenziali, che diminuisce la misura della pensione del lavoratore

Il minimale settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi per i lavoratori dipendenti ammonta al 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio di ogni anno: ciò vuol dire che nel 2016, poiché il trattamento minimo è pari a 501,86 euro, il minimale settimanale su cui calcolare i contributi è pari a 200,74 euro. Il lavoratore deve dunque risultare con una retribuzione minima settimanale pari alla predetta cifra, diversamente i contributi sono ridotti proporzionalmente e non risulteranno accreditate, nell’anno, tutte le 52 settimane di contribuzione.

Sanzioni

Il datore di lavoro che, nonostante la previsione del monte ore minimo nel CCNL, utilizzi comunque una percentuale part time inferiore, è sanzionabile da parte dell’ispettorato del lavoro, con diffida ad adeguarsi.

Orario inferiore alle previsioni di CCNL e contratto individuale

Se l’orario inferiore alle previsioni del contratto collettivo nazionale è contemplato da un contratto individuale, questo può essere comunque impugnato dal lavoratore: questi può richiedere, ai sensi del codice civile [2] l’ applicazione del regime più favorevole previsto a sua tutela dalla contrattazione collettiva. Secondo il Codice, difatti, i contratti individuali di lavoro tra gli appartenenti alle categorie a cui si riferisce il contratto collettivo devono uniformarsi alle disposizioni di questo: pertanto, le disposizioni che contrastano col contratto collettivo devono essere sostituite di diritto da quelle del contratto stesso, salvo condizioni di miglior favore per i dipendenti.

Certificazione del contratto

Se, dunque, si vuole assumere un dipendente con un orario part time inferiore a quello previsto dagli accordi collettivi, è bene effettuare la certificazione del contratto, che esclude la possibilità di sanzioni da parte dell’ispettorato e fornisce prova dell’effettiva volontà del dipendente.

note

[1] Inps mess. n. 5143/2005.

[2] Art. 2077 Cod. Civ.

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1 Commento

  1. Vorrei sapere…
    il mio datore di lavoro da gennaio mi metterà a 24 ore part time e mi ha assicurato che ai fini dei contributi saranno conteggiate tutte le 52 settimane.
    Io sapevo(e ho fatto presente) che il minimo erano le 30 ore (chi dice anche 27!)per coprire la settimana contributiva…lei mi ha assicurato che anche le 24 ore coprono.Ora a me mancano 2anni e mezzo per andare in pensione….e non voglio allungare ancora i tempi…Potete aiutarmi?grazie anticipatamente

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