Immobile pignorato: nessun risarcimento per i lavori
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15 Giu 2016
 
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Immobile pignorato: nessun risarcimento per i lavori

No alla restituzione dei soldi spesi dal proprietario della casa per i lavori di ristrutturazione fatti da questi eseguiti durante il pignoramento.

 

Se la tua casa è oggetto di un pignoramento, non ti conviene eseguire lavori di ristrutturazione o effettuare altre spese per l’immobile: difatti, qualora all’esito delle aste giudiziarie, il bene venga aggiudicato a un terzo offerente, il nuovo proprietario non è tenuto a restituirti i soldi che hai speso per le modifiche, anche se urgenti e resesi necessarie. Non è tenuto neanche a un più modesto indennizzo per l’arricchimento indiretto che ne ha conseguito. A chiarirlo è la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

Secondo la pronuncia in commento, difatti, chi durante l’esecuzione forzata esegue lavori sull’immobile pignorato non può poi esercitare, contro l’aggiudicatario, la cosiddetta azione di indebito arricchimento per richiedere gli importi spesi per la ristrutturazione. Nel caso di specie, il vecchio proprietario rivendicava la restituzione di un importo pari al valore delle opere di completamento da lui eseguite, di cui non era stato, a suo dire, tenuto conto nella determinazione del prezzo base e di quello di vendita.

 

C’è innanzitutto da dire che qualsiasi contestazione sull’inadeguatezza del prezzo di vendita va sollevata tempestivamente, coi rimedi propri del processo esecutivo. In ogni caso – precisa la Corte – il debitore-pignorato non ha diritto alla restituzione delle spese di ristrutturazione dell’immobile in quanto tali interventi sono conseguenza di una sua scelta volontaria, mai previamente autorizzata né dal Tribunale, né tantomeno dal successivo aggiudicatario.

 

Non possono così dar luogo all’azione di arricchimento senza causa – conclude la Corte – le spese sostenute dal debitore conseguenti alla sue volontarie condotte di modificazione del bene oggetto di pignoramento e in pendenza del processo esecutivo, se non fatte valere tempestivamente con gli strumenti propri dei processo medesimo, perché al di fuori del controllo dei giudice ed estranee alle finalità del pignoramento stesso.


[1] Cass. sent. n. 12242/2016 del 14.06.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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