Le siepi: distanza, altezza, spese
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16 Giu 2016
 
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Le siepi: distanza, altezza, spese

A che distanza vanno piantate le siepi dal confine della proprietà ed a chi appartengono invece quelle collocate proprio sulla linea di confine tra due terreni?

 

A chi appartengono le siepi piantate sulla linea di confine tra due proprietà, chi deve sostenere le relative spese per la loro manutenzione, qual è l’altezza massima che, in tal caso, possono raggiungere? Se, invece, le siepi vengono piantate all’interno del giardino, a che distanza dal confine devono stare?

Sono numerose le domande che i proprietari di villette e cortili si pongono quando hanno a che fare con le siepi, un elemento certamente di decoro architettonico e di particolare pregio, tuttavia spesso causa di numerosi litigi tra proprietari limitrofi. Cerchiamo quindi, con questa breve scheda, di fornire i giusti chiarimenti.

 

 

A chi appartengono le siepi poste sul confine tra due terreni privati?

La siepe che funge da muro di confine tra due proprietà si presume (salvo prova contraria) in comune tra i titolari dei relativi immobili. Questo significa che entrambi devono concorrere, al 50%, alle spese per la loro manutenzione, potatura, irrigazione, ecc.

 

Se però la siepe si trova all’interno di un recinto, essa appartiene al proprietario del terreno recintato.

 

Nel caso in cui tra i due terreni vi sia un termine di confine e la siepe è posta in uno dei due fondi, appartiene al relativo proprietario.

 

 

Se la siepe è all’interno di un terreno, a che distanza va posta dal confine?

Nel caso invece in cui la siepe non sia posta sulla linea di confine tra due proprietà, ma all’interno di una di esse, deve essere piantata a:

  • non meno di mezzo metro dal confine, in generale;
  • non meno di un metro per le siepi di ontano, catagno e di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo;
  • non meno di due metri per le siepi di robinie.

 

Le distanze si misurano dalla linea di confine al tronco dell’albero o al luogo della semina, ma non devono essere rispettate se sul confine esiste un muro purché le piante non siano più alte del muro stesso.

 

Tali regole sulle distanze non si applicano più nel caso in cui:

  • sul confine esiste già un muro divisorio – di proprietà esclusiva o in comune – a condizione che le siepi siano tenute ad altezza pari od inferiore al muro stesso;
  • se i due fondi sono separati da un fosso in comproprietà [1];
  • alle piante in vaso mobile e alle piante rampicanti.

 

Queste sono le regole dettate dal codice civile e che si applicano sempre che i regolamenti e gli usi locali non prevedano discipline differenti.

 

I proprietari dei due terreni confinanti possono però accordarsi per derogare tali norme (salvo che vi siano norme esplicitamente ostative nei regolamenti locali o nelle norme di settore). La deroga deve avere la forma scritta a pena di nullità.

 

 

Quale tutela se la siepe non rispetta la distanza minima dal confine?

Il vicino può chiedere al giudice di ordinare, al proprietario del terreno, l’estirpazione delle siepi poste a distanza non regolamentare dal confine. Un diritto che gli spetta anche se le siepi non gli arrechino alcun effettivo danno. In pratica, il giudice è tenuto esclusivamente a valutare il rispetto delle distanze e non anche a valutare l’esistenza di particolari danni.

 

Le leggi speciali che tutelano il paesaggio e l’ambiente non possono salvare dall’estirpazione la pianta troppo vicina al confine.


La sentenza

Cass. sent. n. 1682/2015

Ai fini della distanza dal confine, l’art. 892 c.c. distingue le siepi formate da arbusti, da piante basse, da canneti, escludendo gli alberi di alto e medio fusto, purché oggetto di periodica recisione vicino al ceppo, al fine di impedire la crescita in altezza e consentire l’avvicinamento dei rami e dei vari alberi e la formazione di una barriera contro gli agenti esterni. Non è escluso, quindi, che anche gli alberi di alto e medio fusto possano costituire siepe, come si desume dall’art. 892, comma 2, c.c. pur se appartengano a specie non contemplate espressamente dalla norma, come i cipressi. Consegue che, ove il giudice di merito abbia accertato che la collocazione di essi sia stata finalizzata a costituire una siepe che adempia alla sua naturale funzione di barriera contro gli agenti esterni, sussiste l’obbligo di rispettare la distanza di un metro dal confine.

 

Gli alberi di alto o medio fusto possono costituire siepe, ai sensi dell’art. 892 secondo comma, cod. civ., anche se non appartengano – come i cipressi – a specie contemplate espressamente dalla norma purché siano tagliati periodicamente vicino al ceppo così da impedirne la crescita in altezza e favorirne quella in

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[1] Cass. sent. n. 19936/2007.

 


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