Requisiti Cassa Integrazione Ordinaria 2016: pubblicato il decreto
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16 Giu 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Requisiti Cassa Integrazione Ordinaria 2016: pubblicato il decreto

Quando è possibile accedere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO)? I requisiti e criteri di valutazione delle domande nel decreto appena pubblicato.

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto [1] che definisce i criteri per l’approvazione dei programmi di cassa integrazione salariale ordinaria (cosiddetta CIGO).  Viene trattato l’esame delle domande e la disciplina delle singole fattispecie che integrano le causali di intervento della CIGO.

 

A decorrere dal 1° gennaio 2016, l’integrazione salariale ordinaria è concessa dalla sede Inps territorialmente competente per situazioni aziendali dovute a:

 

eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali:

 

situazioni temporanee di mercato.

 

La transitorietà e la temporaneità sussistono quando è prevedibile, al momento della presentazione della domanda di CIGO, che l’impresa riprenda la normale attività lavorativa.

 

La non imputabilità all’impresa o ai lavoratori sussiste quando la situazione aziendale è involontaria e non riconducibile ad imperizia o negligenza delle parti.

 

Quando può essere richiesta la cassa integrazione guadagni ordinaria?

In base al decreto, le ragioni di carattere oggettivo che possono giustificare una richiesta di integrazione salariale sono:

 

mancanza di lavoro o di commesse: cioè significativa riduzione di ordini e commesse. La causale non è integrabile nelle ipotesi di imprese che, alla data di presentazione della domanda, abbiano avviato l’attività produttiva da meno di un trimestre;

 

crisi di mercato: cioè mancanza di lavoro o di commesse derivante dall’andamento del mercato o del settore merceologico a cui appartiene l’impresa. La causale non è integrabile per imprese in attività da meno di un trimestre;

 

fine cantiere o lavoro: brevi periodi di sospensione dell’attività lavorativa tra la fine di un lavoro e l’inizio di un altro, non superiori a 3 mesi;

 

fine fase lavorativa: sospensione dell’attività dei lavoratori specializzati addetti ad una particolare lavorazione che, al termine della fase lavorativa, rimangono inattivi in attesa di reimpiego;

 

perizia di variante e suppletiva al progetto, dovuta a situazioni di accertata imprevedibilità ed eccezionalità, non imputabile alle parti o al committente e non derivante da necessità di variare il progetto originario o di ampliarlo per esigenze del committente sopraggiunte in corso d’opera;

 

mancanza di materie prime o componenti necessari alla produzione, non imputabile all’impresa;

 

eventi meteo, comprovati dai bollettini meteo rilasciati da organi accreditati;

 

sciopero di un reparto o di altra impresa: sciopero e picchettaggio di maestranze non sospese dall’attività lavorativa all’interno della medesima impresa o di sciopero di altra impresa la cui attività è strettamente collegata all’impresa richiedente la CIGO. Chiaramente, lo sciopero non deve aver riguardato il reparto per il quale è stata richiesta la CIGO e vi devono essere ordini non evasi per la suddetta causale;

 

incendi, alluvioni, sisma, crolli, mancanza di energia elettrica, in quanto eventi non dolosi e non imputabili alla responsabilità dell’impresa;

 

impraticabilità dei locali anche per ordine di pubblica autorità e sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori, indicanti, rispettivamente, eventi improvvisi e di rilievo, quali alluvioni o terremoti, e fatti sopravvenuti, non attribuibili ad inadempienza o responsabilità dell’impresa o dei lavoratori, dovuti ad eventi improvvisi e di rilievo o da ordini della pubblica autorità determinati da circostanze non imputabili all’impresa;

 

guasti ai macchinari causati da un evento improvviso e non prevedibile e manutenzione straordinaria dovuta a revisione e sostituzione di impianti con carattere di eccezionalità e urgenza che non rientra nella normale manutenzione.

 

Ai fini della concessione della CIGO, l’impresa deve sempre documentare in una relazione tecnica dettagliata, le ragioni che hanno determinato la sospensione o riduzione dell’attività, oltre a dimostrare, sulla base di elementi oggettivi, di continuare ad operare sul mercato.

 

La valutazione dei presupposti deve sempre avvenire con riferimento all’epoca in cui ha avuto inizio la sospensione o riduzione dell’attività, a prescindere delle circostanze sopravvenute durante il periodo per cui la CIGO è stata chiesta.

 

La CIGO può essere concessa nelle unità produttive in cui è in corso una riduzione dell’orario di lavoro a seguito di stipula di contratto di solidarietà, purché si riferisca a lavoratori distinti e non abbia una durata superiore a tre mesi, fatta salva l’ipotesi di eventi oggettivamente non evitabili.

 

Nell’unità produttiva interessata da trattamenti di CIGO e di integrazione salariale straordinaria, ai fini del computo della durata massima complessiva, le giornate in cui vi è coesistenza tra CIGO e integrazione salariale straordinaria per contratto di solidarietà sono computate per intero e come giornate di  CIGO.


[1] Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Decreto n. 95442/2016, G.U. n. 137 del 15.6.16.

 


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