Termine per opporsi alla cartella di pagamento per multe
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17 Giu 2016
 
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Termine per opporsi alla cartella di pagamento per multe

Se Equitalia invia una cartella esattoriale senza che la contravvenzione per violazione al codice della strada sia mai stata notificata il termine per impugnarla al giudice di pace è di 30 giorni.

 

Chi riceve una cartella di pagamento, da parte di Equitalia, per una multa che, in verità, non ha mai ricevuto, ha solo 30 giorni di tempo per opporsi e non, invece, 60 come per gran parte delle altre impugnazioni contro l’Agente della riscossione. A ricordarlo è la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

Può capitare che l’automobilista si veda recapitare a casa una cartella di pagamento di Equitalia nel cui dettaglio è esplicitata, quale ragione dell’invio dell’atto di riscossione, il mancato pagamento di una contravvenzione per violazione del codice della strada. Se però, a monte, detta multa non è mai stata notificata o è stata consegnata a soggetto non abilitato a riceverla (ad esempio, a familiare non convivente o di età inferiore a 14 anni) o, ancora, è stata spedita per posta presso un indirizzo diverso da quello di residenza oppure, infine, è stata depositata presso la Casa Comunale, ma senza darne comunicazione al destinatario irreperibile, allora la cartella di Equitalia è nulla. La legge infatti prescrive che, nell’iter del procedimento amministrativo di notifica della richiesta di pagamento, prima ancora dell’avvio delle azioni esecutive (pignoramenti) e cautelari (fermi auto o ipoteche), il contribuente deve sempre essere messo nella condizione di estinguere il debito bonariamente, versando l’importo richiesto senza aggravi di sanzioni, interessi e aggi di riscossione. Il che significa che la multa (cosiddetto “atto prodromico”, ossia che viene [notificato] prima) deve essere sempre stata consegnata all’automobilista e questo deve aver avuto i classici 30 giorni per ricorrere al giudice di pace o 60 per ricorrere al Prefetto.

 

Se la multa non è mai stata notificata, dunque, essa è nulla e lo è anche la successiva cartella di Equitalia. Il contribuente, essendo venuto a conoscenza della contravvenzione solo grazie a quest’ultima, dovrà opporsi contro Equitalia. A tal fine, però – ed è qui il punto essenziale della sentenza in commento – il termine [2] per presentare ricorso al giudice di pace è di 30 giorni e non di 60, come invece in gran parte dei casi di impugnazione contro le cartelle di Equitalia. In questo modo, l’automobilista viene posto nella stessa condizione e con gli stessi diritti di chi riceve la multa e ha, anch’egli, 30 giorni per fare opposizione (per questo si dice, in gergo tecnico, che “l’impugnazione ha funzione recuperatoria”, ossia restituisce al trasgressore la posizione che avrebbe avuto se la violazione gli fosse stata contestata).

 

Con la conseguenza che, se non impugnato nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, l’accertamento contenuto nel verbale di contestazione della violazione, anche se non notificato, diviene definitivo.

 

All’automobilista sarà sufficiente, nel ricorso contro la cartella di pagamento, sollevare quale unica eccezione il difetto di notifica della multa, senza scendere nel merito della multa stessa (che peraltro, non essendo mai stata ricevuta e, quindi, letta, non potrà essere contestata nel merito). Per il semplice fatto dell’omessa consegna del verbale con la contravvenzione anche la cartella di Equitalia verrà annullata, benché la multa potesse essere potenzialmente legittima.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 8 marzo – 16 giugno 2016, n. 12412
Presidente Amendola – Relatore Barreca

Svolgimento del processo

1.- Con la sentenza qui impugnata, pubblicata il 21 febbraio 2014, il Tribunale di Roma ha pronunciato sull’appello proposto da Malangi S.r.l., nei confronti del Comune di Roma Capitale e di Equitalia Sud S.p.a., avverso la sentenza del Giudice di Pace di Roma del 9 ottobre 2012, con la quale era stata rigettata l’opposizione proposta dalla società avverso una cartella di pagamento emessa per violazioni al codice della strada. L’opponente aveva dedotto la mancata notificazione dei verbali sottesi con la conseguente estinzione del diritto preteso, l’illegittima maggiorazione delle sanzioni applicate, il difetto di allegazione dei verbali, la decadenza dall’iscrizione a ruolo nonché la mancata sottoscrizione della cartella.
1.1.- Il Tribunale ha ritenuto che, pur non risultando notificati i verbali di accertamento, la successiva cartella di pagamento era stata notificata il 3 dicembre 2011, mentre l’atto di opposizione era stato notificato in data 9/11 gennaio 2012; che perciò erano decorsi più dei trenta giorni previsti per proporre l’opposizione con funzione c.d. recuperatoria (per lamentare l’omessa notifica degli atti presupposti per

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[1] Cass. sent. n. 12412/16 del 16.06.2016.

[2] Ex art. 7, co. 3, d.lgs. n. 150/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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