Pensione anticipata, tutti i modi per uscire prima dal lavoro
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24 Giu 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione anticipata, tutti i modi per uscire prima dal lavoro

Ape, pensione anticipata ordinaria e contributiva, salvacondotto, lavori usuranti, opzione donna, invalidità: quando può essere anticipata l’età per la pensione.

 

La riforma delle pensioni, meglio nota come Legge Fornero [1], ha imposto dei requisiti molto rigidi per il pensionamento: l’età pensionabile, difatti, è ora pari a 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti del privato e 66 anni e 1 mese per le autonome; nel 2018, peraltro, sarà pari a 66 anni e 7 mesi per tutti.

Delle modalità per anticipare la pensione, tuttavia, esistono: i requisiti richiesti per esercitare queste opzioni non sempre sono semplici da raggiungere e , quando lo sono, comportano delle penalizzazioni sul futuro assegno. Vediamo, in questo breve vademecum, tutte le forme di anticipo della pensione.

 

 

Pensione anticipata

La pensione anticipata ordinaria, istituita anch’essa dalla Legge Fornero, consente di pensionarsi a qualsiasi età, ma con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Peraltro, dal 2018 in poi, chi si pensiona prima dei 62 anni subisce una penalizzazione pari all’1% per ogni anno di anticipo, se il pensionato ha compiuto 60 anni, altrimenti pari al 2%. Per non subire la penalizzazione, dunque, bisognerà aver maturato gli anni di contributi richiesti entro il 31 dicembre 2017 (non ha rilevanza il momento del pensionamento, ma solo quello di raggiungimento dei requisiti).

 

 

Pensione anticipata contributiva

Per i soggetti che non possiedono contributi al 31 dicembre 1995 e per chi opta per il metodo contributivo, o effettua il computo nella Gestione Separata ( per optare servono non più di 18 anni versati al 31 dicembre 1995 e almeno 5 anni dal 1996 in poi), è possibile fruire della pensione anticipata contributiva. Questa consente di pensionarsi a 63 anni e 7 mesi di età con:

 

– almeno 20 anni di contributi;

– un trattamento pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.

 

Soprattutto quest’ultimo requisito è di difficile raggiungimento, in quanto il sistema contributivo di calcolo della pensione, applicato integralmente, è fortemente penalizzante e comporta decurtazioni dell’assegno che possono arrivare anche al 30%.

 

 

Ape

Il nuovo anticipo della pensione Ape, che probabilmente sarà in vigore con la Legge di Stabilità 2017, consente anch’esso di pensionarsi a 63 anni e 7 mesi, o meglio con 3 anni di anticipo. Al contrario della pensione anticipata contributiva, però, le penalizzazioni previste sono più esigue, sino a un massimo del 15% e graduate in base ai mesi di anticipo ed all’ammontare della futura prestazione. Per alcune categorie svantaggiate, come i disoccupati di lunga durata e i lavoratori a rischio esubero, una detrazione coprirà gran parte della penalizzazione. L’Ape non è una nuova tipologia di pensione anticipata: il trattamento ottenuto è quello di vecchiaia, percepito prima del compimento dell’età richiesta grazie a un prestito bancario (della cui gestione, comunque, si occuperà l’Inps). La penalizzazione, quindi, è dovuta alla restituzione delle rate del prestito.

 

 

Salvacondotto

Il Salvacondotto, previsto dalla Legge Fornero, consente ai nati sino al 31 dicembre 1952 di pensionarsi a 64 anni di età (nel 2016 64 anni e 7 mesi, per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita), se soddisfano i seguenti requisiti:

 

– almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012,per le donne;

– almeno 35 anni di contributi a 31 dicembre 2012, per gli uomini;

– occupati alla data del 28 dicembre 2011.

 

Per ottenere il trattamento non è prevista alcuna penalizzazione: è inoltre necessario che i fruitori del Salvacondotto risultino dipendenti del settore privato.

 

 

Lavori usuranti

Chi ha svolto, almeno per 7 anni, nell’ultimo decennio della vita lavorativa, lavori usuranti o turni notturni (almeno 64 giornate l’anno), può pensionarsi con le vecchie quote (sommatoria di età e contributi). I requisiti previsti variano a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore (dipendente o autonomo, che ha svolto lavori pesanti o turni notturni per almeno 78, 72 o 64 giornate l’anno). Si parte da un’età minima di 61 anni e 7 mesi, da un minimo di 35 anni di contributi e da una quota minima di 97,7. Probabilmente la disciplina sarà riformata a breve, con criteri omogenei.

 

 

Opzione donna

L’Opzione donna consente alle lavoratrici di pensionarsi:

 

– con 57 anni e 3 mesi di età, se dipendenti, o con 58 anni e 3 mesi se autonome;

– con un minimo di 35 anni di contributi;

– previa attesa di una finestra di 12 mesi, se dipendenti, o di 18 mesi se autonome, dal momento di maturazione dei requisiti alla data della pensione.

 

I requisiti devono risultare maturati entro il 31 dicembre 2015 (probabilmente, però, sarà prevista una proroga). In cambio dell’anticipo, il trattamento è calcolato col metodo integralmente contributivo, come abbiamo detto fortemente penalizzante (anche se non è possibile stabilire una percentuale fissa di decurtazione, in quanto varia a seconda della vita lavorativa dell’interessata e, ovviamente, della contribuzione accantonata).

 

 

Pensione anticipata per invalidità

Chi possiede un’invalidità pari o superiore all’80% può pensionarsi:

 

– a 60 anni e 7 mesi, se uomo;

– a 55 anni e 7 mesi, se donna.

 

Tale anticipo non è fruibile dai lavoratori pubblici. Inoltre è necessaria l’attesa di una finestra pari a 12 mesi.


[1] D.l. 201/2011.

 


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Commenti
26 Giu 2016 antonello cipriano

Io sono un docente che con la salvaguardia è andato in pensione il15/02/16. Ho richiesto le ferie non godute da 1/9/15 a 15/2/16 ma la scuola mi fa problemi (tramite tesoro) e vuole togliermi i giorni di Natale e i giorni che non firmati. Ho dato il preavviso un mese prima, a gennaio e la Dirigente poteva darmi le ferie anche per evitare la problematica (io non le ho chieste. Ho dititto ai famosi 2 1/2 giorni al mese oppure?
Grazie, Antonello

 
25 Ago 2016 Parisi Donato

La pensione anticipata per invalidità può essere richiesta dai lavoratori di Poste Italiane SpA? Poiché sono invalido e dipendente di Poste Italiane SpA, vorrei sapere se sono un dipendente pubblico o privato.
Grazie