Genitori conviventi e mantenimento del minore
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17 Giu 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Genitori conviventi e mantenimento del minore

Separazione dei conviventi e diritti del figlio minore. Procedimento per il riconoscimento del mantenimento. Possibilità di un accordo consensuale.

 

Dalla quotidiana conflittualità della famiglia di oggi, non sono, purtroppo, esenti le famiglie non fondate sul vincolo matrimoniale. Com’è noto, infatti, tutte le problematiche connesse alla vita familiare coinvolgono anche le coppie conviventi.

Se, quindi, indipendentemente dai problemi scatenanti, viene meno la sintonia e l’armonia su cui si basava il rapporto affettivo e sociale, queste coppie si separano, così come avviene per quelle formalmente sposate.

La separazione che ne deriva, diventa un momento delicato per il figli nati dalla coppia. Poiché, per la legge italiana, essi hanno gli stessi diritti previsti a favore di quelli delle coppie sposate, diventa fondamentale regolarne la vita quotidiana, in pendenza della separazione stessa. Tale esigenza è ancor più sentita, se i genitori, come frequentemente avviene, litigano su ogni questione.

E allora come procedere?

 

Io e il mio compagno siamo separati: quali sono i diritti di mio figlio?

Come detto in precedenza, il bambino nato dalla coppia di conviventi è assolutamente sullo stesso piano di quello generato dai genitori formalmente sposati.

Pertanto, il minore ha diritto di vedere, essere seguito, educato e mantenuto da entrambi i genitori. Egli deve, altresì, conservare la possibilità di frequentare le famiglie di origine del papà e della mamma (ad esempio, i nonni e gli zii).

 

Io e il mio compagno siamo separati: ho diritto all’affido di mio figlio?

È bene ricordare che in materia, la legge prevede il cosiddetto affido condiviso del minore. In buona sostanza, quindi, il bambino sarà affidato ad entrambi i genitori.

In termini pratici, ciò significa che dovrà essere individuato un genitore prevalente (in genere la madre), presso il quale il figlio sarà residente e principalmente affidato. Tuttavia, l’altro genitore avrà ampio diritto di frequentare il bambino per almeno due volte settimanali e in un paio di week end al mese.

Entrambi i genitori manterranno il dovere di educare, indirizzare e mantenere economicamente, il proprio o i propri figli, e avranno l’onere di gestirne tutte le attività e le scelte più importanti connesse alla loro vita ed alla loro crescita.

Pertanto, non esiste più l’affido esclusivo a favore della mamma o del papà, a meno di particolari ed eccezionali problematiche che rendano indispensabile ed inevitabile limitare la presenza di uno dei genitori (ad esempio, la tossicodipendenza di uno dei due).

 

Io e il mio compagno siamo separati: ho diritto al mantenimento per mio figlio?

Assolutamente si. Il genitore prevalente sopra descritto, presso il quale il bambino è residente, indipendentemente dall’affido condiviso e dalla costante partecipazione dell’altro genitore alla vita del minore, ha diritto al mantenimento del figlio.

Pertanto, dovrà essere versata una quota mensile a favore del genitore prevalente, per il mantenimento del minore: la predetta cifra rappresenta il contributo mensile dovuto per le necessità ordinarie del figlio (cibo, vestiti, ecc), e va calcolata in proporzione al tenore di vita della famiglia già convivente ed alla capacità economica del genitore onerato.

Questi dovrà, altresì riconoscere il 50% delle spese straordinarie (spese mediche specialistiche, attività sportive, viaggi scolastici, ecc) affrontate mensilmente dal genitore prevalente per gli interessi del minore. Ovviamente, le predette spese dovranno essere preventivamente concordate e debitamente giustificate dalle ricevute di spesa (scontrini fiscali, fattura, ecc).

 

Io e il mio compagno siamo separati: come posso ottenere l’affido e il mantenimento per mio figlio? Qual è il procedimento? Possiamo concordare una soluzione amichevole durante la causa?

Il procedimento si svolgerà dinanzi al Tribunale ordinario (non quello dei minori) competente territorialmente (quello di residenza del minore).

È necessario rivolgersi ad un legale.

Per prima cosa, questi verificherà la possibilità di un accordo: se c’è, sarà depositato un ricorso congiunto, dove in armonia tra le parti, si stabiliranno le regole di comune accordo. Se non ci sono contrasti con l’interesse dei figli, il Tribunale non potrà che convalidare l’intesa raggiunta.

L’avvocato, in assenza di ogni accordo, dovrà, invece, preparare un ricorso contenente le ragioni del proprio assistito, le condizioni per l’affido del bambino e l’importo a titolo di mantenimento mensile dello stesso.

 

In buona sostanza, nel ricorso, si dovrà opportunamente:

 

1) individuare, ed eventualmente, richiedere l’affido prevalente del figlio;

2) indicare giorni ed orari per le visite dell’altro genitore nonché quando il minore potrà dormire con quest’ultimo;

3) regolamentare l’affido del figlio durante le vacanze estive, pasquali e natalizie, compresi il compleanno e l’onomastico del minore e dei genitori;

4) impegnarsi a consentire la frequentazione delle famiglie di origine (ad esempio i nonni) del figlio;

5) indicare l’importo necessario e dovuto, per il mantenimento, in relazione al tenore di vita della famiglia originaria e del reddito percepito dal genitore onerato.

 

Dopo aver depositato il ricorso, il Tribunale provvederà a fissare un’udienza di comparizione dei genitori, nella quale saranno presi i primi provvedimenti. Successivamente, si svolgerà la causa, secondo i normali criteri, a seguito della quale ci sarà un provvedimento finale, che rappresenterà l’insieme delle regole da rispettare per la gestione del minore.

 

Attenzione. In ogni momento (ad esempio, dopo aver depositato il ricorso ed in attesa della prima udienza), i genitori separati possono concordare una soluzione amichevole della vicenda: in tal caso, sottoporranno al Tribunale, un vero e proprio accordo su tutti gli aspetti oggetto del procedimento (affido prevalente, orari di visita, mantenimento, ecc). Se nella soluzione consensuale non ci sono condizioni che contrastino con gli interessi del minore, il Tribunale omologherà il tutto, cioè darà il proprio assenso al patto concluso. In tal caso, il procedimento si chiuderà.


Autore immagine: 123rf com

 


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