Dimissioni online: ecco la procedura
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17 Giu 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Dimissioni online: ecco la procedura

Per lasciare il lavoro non basta più la lettera sulla scrivania del capo. Il Jobs Act impone di scrivere “nero su byte”. Altrimenti il licenziamento volontario non sarà valido.

 

Non è solo una scelta moderna ma un obbligo. Per lasciare il posto di lavoro oggi è necessario comunicare le dimissioni online attraverso un messaggio di posta elettronica. La procedura, imposta dal Jobs Act e accessibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riguarda tutti i lavoratori del settore privato, ad eccezione dei collaboratori domestici, dei lavoratori in prova, di chi ha risolto il rapporto di lavoro in seguito a conciliazione stragiudiziale e dei genitori lavoratori che rientrano nelle ipotesi di convalida previste dalla legge [1].

 

 

Dimissioni online: la procedura

Il Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015 regola il modulo delle dimissioni, la loro revoca, gli standard e le norme per la compilazione del modulo, oltre che per la sua trasmissione alla Direzione territoriale del lavoro (Dtl). La procedura può essere fatta direttamente dal lavoratore dimissionario o con l’assistenza di un patronato, di un sindacato o di altri soggetti abilitati (commissioni di certificazione ed enti bilaterali).

 

La prima cosa da fare è procurarsi, se non lo si ha già, un codice PIN dell’Inps attraverso il sito o una delle sedi dell’Istituto di previdenza. Con quel codice è possibile accedere al modulo online per comunicare le dimissioni.

 

Per i rapporti di lavoro sottoscritti prima del 2008, verranno chiesti alcuni dati sull’azienda: codice fiscale del titolare, Comune della sede di lavoro e indirizzo e-mail o PEC. Infine, sarà necessario indicare il tipo di comunicazione: dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca con la data di trasmissione.

 

Per i rapporti di lavoro successivi al 2008, verranno recuperati in automatico i dati più recenti sulla comunicazione obbligatoria del loro avvio, proroga, trasformazione o rettifica.

Una volta compilato il modulo con tutti i dati richiesti, potrà essere salvato in PDF e verrà inviato automaticamente al datore di lavoro (anche a mezzo PEC) e alla sede territoriale della Dtl. Questa sarà l’unica comunicazione che dovrà essere tenuta in considerazione per interrompere il rapporto di lavoro. Qualsiasi altra formula (compresa la lettera raccomandata) non avrà alcuna validità legale ed il rapporto dovrà continuare normalmente.

Il modulo salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. Dati che saranno richiesti in caso di ripensamenti: entro 7 giorni, infatti, è possibile revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

 

Per i datori di lavoro che alterano il modulo delle dimissioni è prevista una sanzione da 5.000 a 30.000 euro.

 

Viceversa, il lavoratore che non comunica le dimissioni online e non si presenta in ufficio rischia un procedimento disciplinare secondo quanto stabilito dalla legge, dal contratto di categoria o dal regolamento dell’azienda. Conclusa questa procedura, il datore di lavoro può licenziare il dipendente, pur dovendo versare all’Inps il contributo di licenziamento.

 

 

Che succede con il preavviso

La nuova procedura non modifica l’obbligo del lavoratore di rispettare il preavviso, cioè il tempo che deve trascorrere tra la data delle dimissioni e l’effettiva cessazione dell’attività. In caso contrario, il dipendente sarebbe comunque obbligato a risarcire economicamente il datore di lavoro.

 

 

Obbligo di dimissioni online: perché?

Con l’obbligo delle dimissioni online, il Governo ha voluto dare una stretta al fenomeno delle dimissioni in bianco, quel pezzo di carta, cioè, senza una data che viene chiesto al lavoratore di firmare al momento di sottoscrivere un contratto e che lascia il dipendente in balia della buona e della cattiva volontà dell’azienda. Inoltre, si è cercato di creare una procedura standard fuori dalla quale le dimissioni o la risoluzione consensuale non saranno valide.


[1] Art. 55 comma 4 D. Lgs. 151/2001.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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