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Lo sai che? Pubblicato il 20 giugno 2016

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Lo sai che? Se il giorno di riposo non è domenica la paga è più alta?

> Lo sai che? Pubblicato il 20 giugno 2016

Giornata di riposo settimanale differente dalla domenica: il lavoratore ha diritto a una maggiorazione in busta paga?

 

L’azienda ha stabilito il lunedì come mio giorno di riposo, ma devo lavorare la domenica: ho diritto a una maggiorazione dello stipendio?

Il datore di lavoro può decidere sia di far lavorare il dipendente occasionalmente la domenica, sia, addirittura, di farlo lavorare regolarmente in tale giornata, stabilendo un giorno di riposo differente.

Tuttavia, se, da un lato, è pacifico che chi lavora occasionalmente la domenica abbia diritto a una maggiorazione della retribuzione, ci si chiede se abbia diritto all’aumento della paga anche chi lavora regolarmente in questo giorno.

Lavoro di domenica: riposo compensativo e maggiorazione

L’attività lavorativa svolta durante il giorno di riposo settimanale, anche se non occasionalmente, deve essere sia compensata con il riposo in un giorno diverso che retribuita con le maggiorazioni previste dal contratto collettivo. Le maggiorazioni sono differenti a seconda degli accordi collettivi applicati e vanno da un minimo del 20% (ad esempio nel CCNL Turismo Confcommercio) a un massimo dell’80% (CCNL Calzature). Per chi applica il contratto collettivo Commercio e Terziario, la maggiorazione per lavoro domenicale è pari al 30%.

I contratti collettivi, generalmente, non fanno differenza tra chi lavora la domenica normalmente e chi lavora solo eccezionalmente: pertanto, in assenza di previsioni specifiche, la maggiorazione da riconoscere al dipendente è la stessa in entrambe le ipotesi, così come deve essere sempre riconosciuto il riposo compensativo.

Nonostante la previsione del riposo compensativo, comunque, in assenza di una previsione del contratto collettivo il lavoro domenicale deve sempre essere remunerato, secondo la giurisprudenza [1]: per remunerazione, però, può intendersi non solo la maggiorazione della paga, ma anche il riconoscimento di un’indennità, o il riconoscimento di riposi compensativi in misura maggiore rispetto al lavoro prestato [2]. Nel riconoscere i riposi settimanali, bisogna tener conto che la legge prevede un riposo minimo pari a 35 ore (11 ore inderogabili di riposo giornaliero più 24 ore di riposo settimanale) ogni 7 giorni: questa interruzione di 35 ore può essere conteggiata come media in 14 giorni.

Lavoro domenicale e riposo compensativo non riconosciuto

Se il datore di lavoro riconosce la maggiorazione in busta paga per il lavoro domenicale, ma non riconosce il riposo compensativo, il lavoratore ha comunque diritto al risarcimento del danno: si tratta, in particolare, del danno per usura psico-fisica per il mancato riposo settimanale [3].

L’ammontare del risarcimento è stabilito dal giudice di merito, a meno che il contratto collettivo non preveda un’indennità per il mancato riposo ritenuta sufficiente a risarcire il danno; se il contratto collettivo non prevede nulla, il risarcimento è pari all’ammontare della paga per un giorno di ferie non goduto.

Lavoro domenicale e reperibilità

Il godimento del riposo settimanale non è pregiudicato dall’obbligo di reperibilità, o disponibilità, la domenica: la reperibilità, difatti, è una prestazione strumentale e accessoria, differente dalla prestazione di lavoro. Quest’obbligo limita il godimento del riposo settimanale, ma non lo esclude: pertanto, anche se l’obbligo di reperibilità è remunerato, la retribuzione è diversa rispetto a quella riconosciuta per lo svolgimento di lavoro domenicale. Inoltre, dato che il riposo non è pregiudicato, non deve essere riconosciuto alcun riposo compensativo.

note

[1] Cass. sent. n. 21626/2013.

[2]Cass. SS.UU. sent. n. 10513/1991.

[3] Cass. sent. n. 2886/2014.

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