Auto del lavoro: lo stop al fermo non pregiudica il pignoramento
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19 Giu 2016
 
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Redazione
 


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Auto del lavoro: lo stop al fermo non pregiudica il pignoramento

Il divieto di iscrivere il fermo sull’auto necessaria all’attività professionale o d’impresa non esclude, in astratto, il possibile pignoramento.

 

Che faccia farebbe il contribuente che, convinto del fatto che Equitalia non gli possa iscrivere il fermo auto sul mezzo utilizzato per il lavoro, se lo veda, invece, di punto in bianco, pignorato ed espropriato? Può sembrare un controsenso: da un lato la legge limita una misura ritenuta troppo vessatoria nei confronti del debitore e dall’altro, invece, ne consente una più invasiva.

Per quanto possa sembrare assurdo, è proprio così e (forse) ancora nessuno se n’è accorto. Questo significa che, sebbene Equitalia non possa iscrivere il fermo sulle auto utilizzate per l’esercizio della professione o dell’impresa, può invece espropriarle del tutto (a determinate condizioni). Ma procediamo con ordine per comprendere le ragioni dell’ennesima contraddizione di un legislatore poco attento.

 

Il famoso decreto del fare, datato 2013 [1], ha stabilito che il fermo auto non può essere iscritto se il debitore, entro 30 giorni dalla notifica del preavviso di fermo, dimostra a Equitalia che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione. Tale beneficio non riguarda tutti i tipi di lavoratori, ma solo determinate categorie (leggi “Il fermo amministrativo sull’auto di lavoro è possibile?”). Ad esempio, secondo alcuni giudici, l’automobile del lavoratore dipendente può essere oggetto di fermo auto in quanto la norma esclude solo le attività di tipo professionale o imprenditoriale. Esiste comunque anche qualche sentenza di segno contrario.

 

Cosa succede, dunque, in questi casi? Qualora il contribuente (o altro soggetto coobbligato al pagamento della cartella di pagamento) eserciti attività di impresa o professione, egli può impedire l’iscrizione del fermo, dimostrando che il veicolo che l’Agente della Riscossione intende “bloccare” è strumentale alla propria attività d’impresa o professionale (ad esempio, l’escavatore per un’impresa edile o l’autovettura per l’agente di commercio). Per fornire tale dimostrazione è sempre meglio inserire il mezzo nei registri dei beni strumentali.

La norma in questione – lo ribadiamo ancora una volta – vieta però (solo) l’iscrizione del fermo. Questo pertanto non pregiudica la possibilità che Equitalia avvii direttamente il pignoramento dell’automobile, senza prima passare dal fermo. La vera funzione del fermo, del resto, è di impedire che il mezzo, nelle mani del contribuente, possa deprezzarsi, rovinarsi o distruggersi. Insomma, il fermo non è una misura rivolta a coartare il contribuente togliendogli uno dei beni primari (così come, di fatto, oggi viene utilizzato), ma serve solo a garantire la buona riuscita del successivo pignoramento. È quindi strumentale a quest’ultimo (tant’è vero che viene chiamato “misura cautelare”). Ciò non toglie, però, che Equitalia possa benissimo far a meno del fermo e procedere direttamente al pignoramento senza il gradino intermedio (al contrario del pignoramento immobiliare dove, invece, l’iscrizione dell’ipoteca è condizione obbligatoria per poter procedere alla vendita giudiziaria con le aste).

 

Ebbene, la norma inserita nel decreto del fare dimentica tutto ciò (una svista?) e, sulle auto destinate al lavoro, vieta solo il fermo, ma non il pignoramento.

 

 

L’auto è comunque un bene strumentale per la professione o l’impresa

Una attenuazione di questa contraddizione è comunque contenuta in altre disposizioni di legge [2]. In particolare il testo unico sulla riscossione stabilisce un limite al pignoramento dei beni mobili indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Essi possono essere pignorati nei limiti di un 1/5, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale della riscossione o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. Il limite si applica anche per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.

 

Tuttavia, secondo alcune sentenze, non vi è una perfetta coincidenza tra questa categoria di beni (concetto più ristretto) e l’auto necessaria al lavoro (concetto più ampio). Il divieto di fermo, infatti, fa riferimento alle auto che servono all’imprenditore o al professionista anche, ad esempio, per i trasporti personali. Nella seconda categoria, invece, il concetto di utilità si sposta dalla persona alla struttura, all’azienda (vi rientrerebbe, ad esempio, l’escavatore o il furgone per il trasporto della merce). Senza contare che, come detto, il divieto di fermo è stato esteso da qualche giudice anche ai lavoratori dipendenti, cui non si applicherebbe invece il predetto divieto di pignoramento.


[1] DL n. 69/2013 art. 52 co. 1, lett. m-bis), convertito dalla legge L. 98/2013, che ha modificato l’art. 86 del dPR n. 602/1973.

[2] dPR n. 602/1973 art. 62, art. 515 co. 3, cod. proc. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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