Rigetto istanza gratuito patrocinio: come opporsi
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18 Giu 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Rigetto istanza gratuito patrocinio: come opporsi

Se il giudice non ammette la parte al patrocinio a spese dello Stato: come fare ricorso.

 

Chi, non potendosi permettere le spese di una causa, ha chiesto di accedere alla misura del patrocinio a spese dello Stato (meglio conosciuto come “gratuito patrocinio”) può vedersi rigettare dal giudice la relativa istanza qualora non ricorrano i requisiti previsti dalla legge o questi non vengano dimostrati.

 

Si ricorda che può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.528,41.

 

L’ammissione al patrocinio è sempre esclusa per l’indagato, l’imputato o il condannato di reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, oppure se il richiedente è assistito da più di un difensore.

 

 

Il giudice, una volta ricevuta l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, può rigettarla se vi sono fondati motivi per ritenere che l’interessato non versa nelle condizioni previste dalla legge, tenuto conto delle risultanze del casellario giudiziale, del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attività economiche eventualmente svolte.

 

A tale fine, prima di provvedere, il magistrato può trasmettere l’istanza, unitamente alla relativa dichiarazione sostitutiva, alla Guardia di finanza per le necessarie verifiche.

 

Il Giudice dichiara inammissibile l’istanza o nega l’ammissione al patrocinio con decreto motivato che viene depositato, con facoltà per l’interessato o per il suo difensore di estrarne copia; del deposito è comunicato avviso all’interessato.
Il decreto pronunciato in udienza è letto e inserito nel processo verbale. La lettura sostituisce l’avviso di deposito se l’interessato è presente all’udienza.

 

 

Ricorso contro il rigetto dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio

In caso di rigetto dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, l’interessato può impugnare il decreto di rigetto proponendo ricorso, entro venti giorni, davanti al presidente del tribunale o al presidente della corte d’appello ai quali appartiene il magistrato che ha emesso il decreto [1].
Il ricorso è notificato all’ufficio finanziario che è parte nel relativo processo.

 

Il processo è quello speciale previsto per gli onorari di avvocato e l’ufficio giudiziario procede in composizione monocratica.

 

Come chiarito da una recente sentenza della Cassazione [2], si tratta del procedimento relativo alle liquidazioni degli onorari di avvocato e di quello oppositivo al decreto di pagamento delle spese di giustizia [3], procedimenti improntati alla sommarietà, alla difesa anche personale della parte e, relativamente al giudizio oppositivo sulle spese di giustizia anche a principi propri del procedimento camerale ove il presidente cui il ricorso è inoltrato può richiedere al giudice che si è pronunciato o a quello che detiene gli atti, i documenti e le informazioni necessari ai fini della decisione.

 

Secondo la Cassazione, il procedimento oppositivo in questione non è regolato dalle preclusioni e dalle decadenze proprie del giudizio civile di cognizione in punto alla produzione documentale; la disciplina del procedimento di ammissione al patrocinio a spese dello stato, anche in ipotesi di documentazione mancante o insufficiente, consente l’allegazione anche in un momento successivo ed esclude che possa essere revocata la eventuale ammissione già disposta in caso di allegazione assolutamente tardiva.

 

Il giudice, in sede di impugnazione del decreto di rigetto del gratuito patrocinio, ha il potere, stante l’effetto evidentemente devolutivo della opposizione, di esaminare compiutamente l’istanza di ammissione e verificare la ricorrenza dei presupposti negati dal primo giudice anche in presenza di omissione di specifica indagine da parte di questi.

 

L‘ordinanza che decide sul ricorso in opposizione al rigetto del patrocinio è notificata entro dieci giorni, a cura dell’ufficio del magistrato che procede, all’interessato e all’ufficio finanziario, i quali, nei venti giorni successivi, possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento.


[1] Art. 99 TU in materia di spese di giustizia (D.P.R. 115/2002).

[2] Cass. 10730/2016.

[3] Artt. 14 e 15 L. 150/2011.

 


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