L’obbligazione parziaria e l’obbligazione solidale
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18 Giu 2016
 
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L’obbligazione parziaria e l’obbligazione solidale

L’obbligazione parziaria e l’obbligazione solidale: disciplina, natura giuridica, fonti e funzioni.

 

L’obbligazione parziaria è un’obbligazione con più soggetti, ciascuno dei quali è portatore di un diritto o obbligo parziale, proporzionale alla sua partecipazione al vincolo obbligatorio. Ciò comporta che:

 

– se vi sono più creditori, ognuno di essi ha il diritto di esigere dal debitore soltanto la sua parte;

 

– se vi sono più debitori, ognuno è obbligato solo per la sua parte (ad es., se Tizio e Caio debbono 100 a Sempronio a titolo di obbligazione parziaria, Sempronio potrà chiedere a ciascuno soltanto 50).

 

 

L’obbligazione solidale

È un’obbligazione con pluralità di soggetti in forza della quale ogni creditore ha diritto di pretendere la prestazione per l’intero (solidarietà attiva; ad es., in caso di più intestatari di un conto corrente: art. 1854) ovvero ogni debitore ha l’obbligo di eseguire la prestazione per l’intero (cd. solidarietà passiva; ad esempio se Tizio e Caio devono solidalmente 100 a Sempronio questi potrà pretendere da ciascuno indifferentemente l’intera prestazione).

 

I presupposti delle obbligazioni solidali sono:

 

– la pluralità di soggetti della medesima parte, cioè di debitori (solidarietà passiva) o di creditori (solidarietà attiva);

 

– l’eadem res debita, cioè un’unica prestazione. Se, quindi, con unico atto Tizio e Caio si obbligano verso Sempronio, ma ciascuno ad una prestazione completamente diversa dall’altro, non si ha obbligazione solidale;

 

– l’eadem causa obligandi: l’obbligazione solidale è costituita da una pluralità di vincoli obbligatori (quanti sono i soggetti attivi o passivi) i quali, però, derivano dal medesimo fatto giuridico e hanno, quindi, uguale causa e uguale contenuto. Secondo un’autorevole dottrina (BIANCA), l’identità della fonte o l’unicità della prestazione sono un presupposto indispensabile per l’applicazione della presunzione legale di solidarietà passiva ma non sono condizione necessaria della solidarietà: perciò, anche in difetto delle stesse, si può avere solidarietà, se prevista dalla legge o dalle parti. Ciò si verifica, ad es., nella responsabilità solidale che lega l’assicurato e l’assicuratore. Infatti, l’obbligo dell’assicuratore nei confronti del danneggiato nasce dal suo contratto d’assicurazione stipulato con il danneggiante, mentre l’obbligo del danneggiante verso il danneggiato nasce dall’illecito.

 

 

Funzione della solidarietà

La solidarietà attiva ha la funzione di agevolare l’esercizio del diritto di credito, in quanto ciascun creditore solidale può ottenere l’intera prestazione dal debitore, ma facilita anche il debitore che può liberarsi eseguendo l’intera prestazione ad uno dei creditori, senza preoccuparsi di dover conoscere l’entità delle singole quote. Nel caso della solidarietà passiva (che è il più comune) il creditore vede notevolmente rafforzato il vincolo obbligatorio in quanto può ottenere da ciascuno dei debitori l’intera prestazione, senza escutere gli altri, cosicché il vincolo solidale rappresenta un’efficace forma di garanzia personale. Tuttavia, la funzione di garanzia del vincolo solidale, non deve essere intesa nel senso che ciascuna obbligazione solidale sia costituita a causa di garanzia; il vincolo solidale ha la causa che di volta in volta sta a fondamento del suo titolo costitutivo (vendita, donazione etc.), ed assolve anche una funzione di garanzia nella misura in cui il debitore è tenuto per la parte degli altri condebitori (BIANCA).

 

 

Fonti della solidarietà

Fonti della solidarietà attiva sono la volontà delle parti o la legge (ad es., l’art. 1854 stabilisce la solidarietà fra più cointestatari di un conto corrente); la solidarietà attiva deve essere espressamente stabilita e non si presume. Il debitore ha la scelta di pagare all’uno o all’altro dei creditori in solido, ma tale possibilità di scelta dura fino al momento in cui uno dei creditori prevenga gli altri proponendo una domanda giudiziale (art. 1296). Fonte della solidarietà passiva è innanzitutto la legge. In particolare, a norma dell’art. 1294, i condebitori si presumono sempre solidalmente obbligati rispetto al creditore, se dalla legge o dal titolo non risulti diversamente.

 

 

Disciplina della solidarietà

Il codice disciplina la solidarietà prevedendo una serie di regole che si riferiscono:

 

– al pagamento che, compiuto da qualsiasi condebitore (nella solidarietà passiva) o a favore di qualsiasi concreditore (nella solidarietà attiva), estingue tutto il complesso delle obbligazioni;

 

– all’azione di regresso: il debitore solidale che ha pagato l’intero ammontare al creditore può rivolgersi, con l’azione di regresso, agli altri condebitori per ottenere da ciascuno il rimborso delle rispettive quote di debito; egli può agire in regresso anche se ha eseguito un pagamento parziale, avendo diritto al rimborso dell’eccedenza rispetto alla sua parte; se l’obbligazione è stata contratta nell’interesse esclusivo di uno degli obbligati, questi dovrà rimborsare per l’intero chi ha pagato (ad es., il fideiussore che ha pagato ha diritto al rimborso integrale dal debitore principale: artt. 1298 e 1299). Analogamente, il creditore che ha riscosso il credito per l’intero ammontare dovrà corrispondere le rispettive quote agli altri creditori;

 

– alla non estensione dei fattori pregiudizievoli: se si verifica un fatto o un atto sfavorevole a uno dei debitori solidali, gli effetti non si comunicano agli altri; così, la costituzione in mora di uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri (art. 1308) e la rinuncia alla prescrizione fatta da uno non ha effetto verso gli altri. Eccezionalmente, tuttavia, l’interruzione della prescrizione nei confronti di uno (art. 1310) ha effetto verso tutti i debitori; d) l’estensione dei fatti favorevoli: se si verifica un fatto o un atto favorevole nei confronti di un debitore solidale, gli effetti si comunicano agli altri; così, a es., la remissione, ossia la rinuncia gratuita al credito, fatta dal creditore a uno dei debitori, libera anche gli altri condebitori.

 

 

Natura giuridica delle obbligazioni solidali

Al riguardo bisogna distinguere i rapporti interni fra condebitori e fra concreditori ed i rapporti esterni fra condebitori e creditore nella solidarietà passiva, fra concreditori e debitore in quella attiva. Per quanto riguarda i rapporti esterni vengono in rilievo due teorie:

 

– per la teoria dell’unico vincolo ci si trova di fronte a un’unica obbligazione caratterizzata da più soggetti;

 

– per la teoria della pluralità di vincoli ci si trova di fronte a una pluralità di obbligazioni collegate dall’interesse comune che lega i vari creditori o debitori.

 

Questa teoria rispecchia la tendenza del codice: l’art. 1293, infatti, ammette la possibilità che i singoli debitori siano solidali con modalità diverse (ad es., per l’esistenza, per un debitore, di una condizione o di un termine). Per quanto riguarda i rapporti interni, vigono due teorie:

 

– per la teoria del rapporto di mandato il creditore solidale che incamera l’intero incassa per sé e per gli altri e analogamente il debitore che paga l’intero paga per sé e per gli altri: l’azione di regresso si configura, quindi, come conseguenza dell’obbligo del mandatario nei confronti del o dei mandanti;

 

– per la teoria dell’indebito arricchimento, invece, l’azione di regresso si fonda sull’indebito arricchimento che si verifica a favore del creditore che ha riscosso l’intero o a favore dei condebitori che non hanno pagato.

 

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