Obbligazioni indivisibili
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18 Giu 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Obbligazioni indivisibili

Obbligazioni indivisibili: nozione e struttura, disciplina e differenza con le obbligazioni solidali.

 

 

Nozione e struttura

L’obbligazione è indivisibile quando la prestazione ha ad oggetto una cosa o un fatto non suscettibile di divisione per sua natura o per il modo in cui è stato considerato dalle parti contraenti. L’indivisibilità può essere oggettiva o soggettiva:

 

– è oggettiva quando l’oggetto della prestazione non può essere diviso senza fargli perdere il suo valore o senza diminuirlo (un quadro, un animale venduto vivo etc.);

 

– è soggettiva quando le parti hanno considerato indivisibile una prestazione, per sua natura divisibile, per la funzione che essa è destinata a realizzare. Si è discusso, in dottrina, se il concetto di divisibilità e indivisibilità andasse riferito alla prestazione ovvero all’oggetto di quest’ultima (al fatto dovuto o al bene). CICALA, al riguardo, rileva che essendo l’interesse del creditore direttamente e immediatamente riferito all’oggetto della prestazione, solo a quest’ultimo la legge può aver riferito il concetto e la disciplina della indivisibilità.

 

 

Disciplina

L’art. 1317 prescrive che le obbligazioni indivisibili sono regolate dalle stesse norme delle obbligazioni solidali, con la conseguenza che ogni debitore è obbligato ad eseguire per intero la prestazione al creditore e ogni creditore può esigere l’intera prestazione dal debitore. Sono, tuttavia, previste alcune eccezioni:

 

– l’indivisibilità opera anche nei confronti degli eredi, in deroga al principio per cui ogni successore del debitore risponde solo per la sua quota (art. 752). La ragione della deroga si individua agevolmente: nelle obbligazioni indivisibili, derivando l’indivisibilità dalla natura della prestazione o dal modo in cui essa è stata considerata dalle parti, è indifferente il mutamento dei soggetti dell’obbligazione (la prestazione indivisibile rimane tale e non muta se gli eredi si sostituiscono al debitore originario); nelle obbligazioni solidali, invece, i debitori sono legati da un vincolo reciproco che rende unica la prestazione, vincolo che si trasferisce sull’eredità, ma non agli eredi, i quali succedono al defunto per quota e questa segna il limite della loro responsabilità;

 

– se interviene un fatto estintivo dell’obbligazione nei confronti di uno dei creditori (ad es., remissione del debito fatta da uno dei concreditori), il debitore non è liberato verso gli altri creditori, i quali hanno diritto alla prestazione per l’intero, pur dovendo poi restituire al debitore il valore della parte di colui nei cui confronti si è verificato il fatto estintivo (art. 1320).

 

 

Differenze tra obbligazioni indivisibili e obbligazioni solidali

Le obbligazioni indivisibili si distinguono dalle obbligazioni solidali:

 

— quanto alla funzione: la solidarietà ha lo scopo di agevolare la riscossione del credito; l’indivisibilità ha lo scopo di proteggere, anche in fase di esecuzione, l’unità della prestazione, assicurando che l’adempimento avvenga con unico atto. Quindi la solidarietà ha sempre una funzione di tutela del creditore (o dei creditori), è, cioè, sempre un mezzo di rafforzamento del credito; invece l’indivisibilità non ha questa funzione specifica, ma il vantaggio per il creditore, rappresenta una conseguenza riflessa dell’istituto;

 

— quanto alla struttura: mentre nella solidarietà è da ravvisare una pluralità di obbligazioni, nell’indivisibilità si ha un’obbligazione unica.

 

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