Obbligazione cumulativa e obbligazioni alternative
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17 Giu 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Obbligazione cumulativa e obbligazioni alternative

Obbligazione a contenuto multiplo e obbligazioni alternative: nozione, disciplina e ipotesi di impossibilità di adempimento.

 

Si parla di obbligazione cumulativa tutte le volte in cui il debitore è tenuto a eseguire «insieme» due o più prestazioni, sicché l’obbligazione ha contenuto «multiplo» e la liberazione del debitore ha luogo solo se vengono eseguite tutte le prestazioni, pur con la possibilità di eseguirle separatamente (MESSINEO). È chiaro che le due o più prestazioni possono avere uguale natura (ad es., vendita di due libri) oppure natura diversa (in tal caso si parla di obbligazioni miste, ad es., l’una di consegnare, l’altra di fare in senso stretto).

 

 

Le obbligazioni alternative

E’ quella in cui sono previste due o più prestazioni, ma il debitore si libera eseguendo una soltanto delle due (duae res, vel plures, sunt in obligatione, una autem in solutione). La fonte dell’obbligazione alternativa può essere la legge (ad es., art. 1179) la volontà delle parti. Ad es., Tizio è obbligato a consegnare un’automobile Fiat o un’automobile Lancia; è obbligato a trasportare una merce fino a Milano oppure a fornire un mezzo di trasporto per il viaggio corrispondente. In tali casi Tizio è liberato dal debito quando abbia consegnato una delle due automobili, quando abbia eseguito una delle prestazioni.

 

L’art. 1285 precisa anche che il debitore non può costringere il creditore a ricevere parte di una e parte dell’altra prestazione: infatti, due o più adempimenti parziali non costituiscono un adempimento integrale. Non rientrano tra le obbligazioni alternative quelle in cui sussiste una facoltà di scelta circa le modalità esecutive della prestazione (in tal caso si rientra nel normale margine di discrezionalità spettante al debitore nell’adempimento). Sotto il profilo della natura giuridica, la dottrina dominante ritiene che l’obbligazione alternativa configuri un’obbligazione unica e perfetta, ma a contenuto parzialmente indeterminato: in essa, cioè, la prestazione è determinabile in base alla scelta fra le prestazioni dedotte.

 

Stabilisce l’art. 1286 che il diritto di scelta tra le varie prestazioni che sono in obbligazione spetta al debitore, a meno che le parti l’abbiano attribuito al creditore o a un terzo. La scelta (cd. concentrazione) può essere fatta dal debitore direttamente con l’esecuzione di una delle prestazioni o con una dichiarazione comunicata al creditore.

 

La dottrina dominante (BIANCA) tende a riconoscere natura negoziale all’atto di scelta, poiché si verifica una modificazione del rapporto e, quindi, della posizione giuridica del soggetto: in particolare, si tratta di un negozio unilaterale recettizio se la scelta è espressa, non recettizio se è tacita. Il diritto di scelta, essendo collegato alla prestazione, si trasmette agli eredi e può essere anche trasmesso, con l’obbligazione cui inerisce, per atto fra vivi. Se, invece, la scelta è stata affidata a un terzo, concretandosi questa in un incarico affidato intuitu personae, non si ha trasmissione ereditaria. Se, tuttavia, il debitore non esegue alcuna delle due prestazioni alternative, nel termine previsto (o in quello fissato dal giudice), la scelta passa al creditore.

 

La facoltà spettante al creditore, invece, passa al debitore se il creditore non l’esercita nel termine stabilito o in quello fissatogli dal debitore medesimo. Se la scelta è rimessa ad un terzo e questi non la fa nel termine assegnatogli, essa è di competenza del giudice. Una volta fatta la scelta, l’obbligazione si concentra e cessa lo ius variandi, con la conseguenza che l’obbligazione diventa semplice.

 

Nell’ipotesi di impossibilità di adempimento per una delle due prestazioni il legislatore ha distinto le seguenti ipotesi:

 

– se l’impossibilità preesiste al rapporto obbligatorio, l’obbligazione si considera semplice sin dal suo sorgere;

 

– se l’impossibilità è sopravvenuta per causa non imputabile ad alcuna delle parti, l’obbligazione multipla si trasforma in semplice ed è preclusa, quindi, la facoltà di scelta (1288) (per l’ipotesi di colpa di una delle parti vedi la disciplina dettata nell’art. 1289);

 

– se l’impossibilità si verifica dopo la concentrazione e riguarda proprio la prestazione scelta: l’obbligazione si estingue in conformità delle regole generali, poiché in seguito alla concentrazione l’obbligazione era divenuta come semplice.

 

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