Raccomandata senza busta: come fare
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19 Giu 2016
 
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Raccomandata senza busta: come fare

Come spedire una raccomandata senza busta online, con i servizi online o in modo tradizionale, piegando su di sé la lettera e facendo in modo che la busta e la comunicazione costituiscano un corpo solo.

 

Spedire una raccomandata senza busta è molto più semplice, e soprattutto più sicuro, di quanto non si creda. Si tratta di un sistema di invio della corrispondenza – spesso richiesto dalla stessa legge – che, a differenza della tradizionale busta chiusa, non consente possibili contestazioni circa il contenuto inserito dal mittente all’interno della busta. Peraltro oggi esistono servizi online che provvedono alla spedizione di raccomandate con o senza la busta, a costi peraltro accessibili, come spiegheremo a breve. Ma procediamo con ordine.

 

 

Se spedisco la raccomandata in una busta quali rischi corro?

Chi opta per la spedizione della raccomandata con busta si espone al rischio che il destinatario contesti il contenuto ivi inserito dal mittente: egli, cioè, potrebbe affermare (anche per scopi strumentali e dilatori) che, all’interno del plico, non vi era la comunicazione riferita dal mittente, ma altri documenti o un numero inferiore di fogli tale da non consentire la completa comprensione del suo contenuto.

Sul punto, la Cassazione a lungo ha affermato che l’onere di provare l’esattezza del contenuto della busta sarebbe del mittente (continua ad essere di questo parere ancora qualche tribunale [1]). Quest’anno, invece, l’orientamento è mutato: spetta al destinatario dimostrare la verità delle proprie contestazioni, ossia che nella busta non vi era la comunicazione che il mittente, invece, asserisce esservi stata.

 

Resta il fatto che, molto spesso, è la legge stessa a richiedere l’invio della raccomandata senza busta. Un esempio è l’autocertificazione del canone Rai (quando non può essere inviata con i sistemi telematici); è anche il caso della notifica del ricorso alla controparte, contro un atto fiscale, per il giudizio innanzi alla Commissione Tributaria [2]. Gli esempi si possono moltiplicare.

Spesso, in materia di locazione e di disdette del contratto è utilizzata la raccomandata senza busta.

 

 

Come si invia una raccomandata senza busta?

Per chi non vuole complicarsi troppo la vita e risolvere tutto tramite computer, esiste un servizio online che predispone, per conto vostro, la spedizione di raccomandate senza busta avvalendosi di internet. Ad esso va inviato il testo della lettera; il gestore della piattaforma provvede poi all’imbustamento e alla spedizione, dando pieno valore legale alla raccomandata, al pari dei servizi di Poste Italiane. Si tratta del sito www.letterasenzabusta.com, un vero e proprio ufficio postale online, che permette di spedire raccomandate senza busta con pieno valore legale, direttamente dal proprio pc, tablet o smartphone. In questo modo si evitano anche le lunghe file presso gli uffici postali e gli spostamenti da casa. In pratica, l’utente che si vuole valere del servizio, crea direttamente online un documento, scrivendolo prima su word e poi salvandolo in formato .pdf. Il documento va firmato digitalmente, con Firma Elettronica Avanzata (FEA), anche con il proprio smartphone con l’applicazione mobysign (disponibile per tutti i dispositivi). In questo modo è assicurata anche la firma sul documento e l’identità del mittente ha pieno valore legale, come se la sottoscrizione fosse stata apposta di suo pugno a penna. A questo punto, il documento viene inviato ai gestori del servizio che appongono una marca temporale: quest’ultima ha la funzione di fornire la cosiddetta data certa, proprio come avviene con il timbro postale tradizionale.

 

Per chi, invece, vuol fare tutto da sé, è necessario seguire le istruzioni illustrate qui di seguito con il tutorial fotografico.

 

La busta e il foglio di carta con la comunicazione da inviare devono formare un unico corpo.

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Dividete idealmente il foglio in tre sezioni. Piegate le due sezioni agli estremi su sé stesse, in corrispondenza della sezione centrale.

 

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L’indirizzo quindi andrà apposto sul lato rimasto “bianco” del foglio ove è stata stampata la comunicazione. Su quello stesso lato verrà apposto il francobollo.

In caso di pluralità di fogli, questi andranno spillati l’uno con l’altro.

 

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Spillate la lettera su entrambi i lati come mostrato nell’esempio

 

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La lettera dovrà apparire, alla fine, verosimilmente come nella foto

 

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[1] Trib. Roma, sent. n. 7124/2016: In tema di cartella di pagamento e notifica con busta raccomandata, la sola ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario non costituisce prova del contenuto di essa giacché all’interno potrebbe esserci qualunque altra cosa. In caso di contestazione da parte del destinatario è onere del mittente fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto. C. App. Bologna, sent. n. 423/2015: In caso di comunicazione spedita in busta raccomandata e non in plico, ove il destinatario contesti il contenuto della busta medesima, è onere del mittente provarlo. (Principio applicato in una fattispecie in cui la lettera di impugnazione del licenziamento sottoscritta dal solo avvocato faceva riferimento ad un allegato di ratifica di cui era negata la ricezione. La Corte d’Appello ha confermato la decisione del giudice di 1mo grado che aveva ritenuto l’insufficienza di tale riferimento ai fini di una valida impugnazione del licenziamento).

[2] CTR Brescia, sent. n. 3240/2015: “Nel processo dinanzi alle Commissioni tributarie, le notificazioni possono avvenire a mezzo del servizio postale, in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento. La notificazione si considera avvenuta nella data della spedizione, ovvero, nel giorno in cui il plico viene consegnato al servizio postale, per il successivo inoltro e recapito al destinatario, mentre i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l’atto è ricevuto. L’avviso di ricevimento di una raccomandata postale costituisce atto pubblico, le cui attestazioni godono di fede privilegiata. Tale principio non può essere esteso alle notificazioni compite mediante un servizio di posta privata, in quanto gli agenti postali che svolgono tale servizio privato non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali e, pertanto, i loro atti non godono di nessuna presunzione di veridicità fino a querela di falso.

 


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