Ferie, quali vanno godute entro il 30 giugno?
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20 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Ferie, quali vanno godute entro il 30 giugno?

Ferie arretrate del lavoratore: obbligo, per il datore di lavoro, di concederle entro 18 mesi dall’anno di maturazione.

 

Vacanze a inizio stagione per molti dipendenti: il 30 giugno 2016, difatti, è il termine ultimo per la fruizione delle ferie maturate nel 2014. Questo, perché ogni anno maturano 4 settimane di ferie, delle quali 2 devono essere godute proprio nell’anno di maturazione e le altre due entro i successivi 18 mesi. Di conseguenza, entro questo 30 giugno vanno godute le ferie maturate nel corso del 2014, cioè del 2° anno precedente (quelle eccedenti le 2 settimane maturate nel 2015, invece, andranno godute entro il 30 giugno 2017).

Se il datore, entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione, non concede il godimento delle ferie, può essere sottoposto a sanzioni pesanti, che arrivano a 4.500 euro. Inoltre, entro lo stesso termine, il datore è tenuto al pagamento della contribuzione su queste ferie, che siano state fruite o meno.

 

 

Ferie non godute: sanzioni per il datore

Il datore di lavoro che non concede la fruizione delle ferie, sia quelle da godere nell’anno, che quelle da fruire entro i successivi 18 mesi, è soggetto a una sanzione amministrativa che va [1]:

 

– da 100 euro a 600 euro, nella generalità dei casi;

– da 400 euro a 1.500 euro, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno 2 anni;

– da 800 euro a 4.500 euro, se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 4 anni. In questa ipotesi non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

 

Se, però, il rapporto di lavoro, nel corso dei 18 mesi, è sospeso per malattia, infortunio, maternità o assenze assimilabili, è sospeso anche il decorso del termine di fruizione delle ferie, sino alla durata dell’assenza. Il termine ricomincia a decorrere dal giorno in cui il dipendente riprende l’attività lavorativa.

Inoltre, il contratto collettivo applicato può prevedere un termine superiore ai 18 mesi per il godimento delle ferie: l’importante è che la funzione di queste assenze, che è quella di consentire un pieno recupero psico-fisico al dipendente, non risulti snaturata.

Le sanzioni esposte non possono essere applicate per il mancato godimento delle ferie ulteriori alle 4 settimane: si tratta di un periodo aggiuntivo, eventualmente previsto dal contratto collettivo applicato, che può essere anche sostituito da un’indennità.

 

 

Ferie non godute entro il 30 giugno: contributi

Il datore di lavoro, nel caso in cui le ferie maturate, eccedenti le 2 settimane, non siano godute entro il 30 giugno del 2° anno successivo, deve sommare alla retribuzione imponibile di luglio anche l’importo corrispondente al compenso per ferie non godute, sebbene non realmente corrisposto. Non si tratta, difatti, di una monetizzazione delle ferie, generalmente vietata (salvo il caso di cessazione del rapporto di lavoro o, come abbiamo visto, di ferie eccedenti le 4 settimane), in quanto queste devono comunque essere fruite dal lavoratore.

Pertanto, nel 2016, l’azienda è tenuta a pagare i contributi sulle ferie non godute maturate nel 2014 (compresi i periodi eccedenti le 4 settimane monetizzati) entro il 20 agosto (non il 16 perché il termine per il pagamento degli F24 è differito per la pausa estiva), cioè assieme alla contribuzione del mese di luglio.

Fanno eccezione soltanto:

 

– i casi in cui il termine di 18 mesi sia sospeso per impedimento del lavoratore (malattia, infortunio, maternità, etc.);

– i casi in cui il termine di 18 mesi sia differito dalla contrattazione collettiva.

 

La contribuzione erogata viene poi recuperata, tramite flusso Uniemens, al momento dell’effettiva fruizione delle ferie da parte del dipendente (diversamente, il datore sarebbe tenuto a pagare i contributi due volte).


[1] Art. 18 bis, Co. 3, D.Lgs. 66/2003.

 


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