L’obbligazione degli interessi
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18 Giu 2016
 
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Edizioni Simone
 


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L’obbligazione degli interessi

Caratteristiche dell’obbligazione di interessi; interessi legali e convenzionali, interessi moratori e corrispettivi; l’anatocismo.

 

La moneta, oltre che mezzo di scambio, costituisce una merce, nel senso che può essere ceduta ad altri dietro corrispettivo. Da un punto di vista economico tale corrispettivo, ossia il costo del denaro, è rappresentato dagli interessi ossia da quella somma accessoria che il debitore deve, oltre quella principale, a chi gli ha prestato il cd. capitale. Così, il mutuatario dovrà corrispondere, oltre la somma avuta in prestito, la somma aggiuntiva degli interessi.

 

Caratteri dell’obbligazione degli interessi sono:

 

l’accessorietà: l’obbligazione degli interessi è accessoria a quella principale del capitale. Se questa è nulla o risolta, viene meno anche quella accessoria degli interessi;

 

–  la pecuniarietà (fungibilità): oggetto dell’obbligazione di interessi può essere solo una cosa fungibile (danaro) dello stesso genere del capitale. L’obbligazione degli interessi è, quindi, anch’essa un’obbligazione pecuniaria;

 

– la percentualità: gli interessi sono dovuti in misura percentuale al capitale dell’obbligazione principale;

 

– la periodicità: gli interessi sorgono (maturano) e quindi diventano esigibili con il decorso del tempo, in ragione della durata del diritto. Possono essere pagati man mano che scadono (ogni sei mesi, ogni anno etc.), anticipatamente oppure contestualmente al rimborso rateale del capitale.

 

 

Distinzione degli interessi in relazione alla fonte

Si distinguono:

 

interessi legali: trovano la loro fonte nella legge che, all’art. 1282, stabilisce il principio generale per cui ogni credito di somme liquide (determinate nel loro ammontare) ed esigibili (non sottoposte a termine né a condizione) produce interessi di pieno diritto. Il saggio di interesse legale è determinato dal Ministro del tesoro (ora Ministro dell’economia e delle finanze) con proprio decreto da pubblicare in Gazzetta Ufficiale non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il nuovo saggio intende riferirsi. Ai sensi dell’art. 1284 c.c., il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari all’1% dal 1° gennaio 2014 (D.M. Economia 12-12-2013);

 

interessi convenzionali: sono quelli previsti dalla volontà delle parti, le quali possono fissare una misura diversa da quella legale; qualora il saggio sia superiore a quello legale esso deve essere pattuito per iscritto: in mancanza gli interessi, anche se convenzionali, sono dovuti nella misura legale.

 

 

Distinzione degli interessi in relazione alla loro funzione

Rispetto alla funzione possiamo avere:

 

interessi moratori, dovuti per il ritardo nell’adempimento. Si tratta di una forma di risarcimento del danno provocato al creditore per il mancato godimento di quanto dovutogli per un certo periodo di tempo (art. 1224);

 

interessi corrispettivi, dovuti per la sola esistenza di un credito in denaro liquido ed esigibile, anche se non vi è stata mora del debitore, ossia non gli è stato richiesto il pagamento in via formale. Loro fondamento è il principio della fecondità naturale del denaro, in base al quale l’utilizzazione del denaro altrui va compensata in proporzione del godimento e, quindi, dell’obiettivo vantaggio economico per il debitore;

 

– alcuni autori, infine, parlano anche di interessi compensativi che, dovuti nei contratti di scambio, valgono a compensare il venditore del mancato godimento dei frutti della cosa consegnata prima del ricevimento della controprestazione; la particolarità di tali interessi sta nel fatto che essi sono dovuti anche se il credito non è né liquido né esigibile. In effetti questa categoria si identifica con quella precedente, se non nel concetto, certamente nel fondamento.

 

 

L’anatocismo

La legge (art. 1283) vieta l’anatocismo, ossia la produzione di interessi sugli interessi. Gli interessi scaduti producono a loro volta interessi soltanto in due casi:

 

– dal giorno della domanda giudiziale specificamente diretta ad ottenere il pagamento degli interessi sugli interessi scaduti o per effetto di convenzione posteriore alla scadenza degli interessi (sempre che siano dovuti almeno per sei mesi);

 

– se esistono usi che espressamente li prevedono.

 

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