Part time agevolato, guida completa
Le Guide
23 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Part time agevolato, guida completa

Lavoro a tempo parziale con accredito dei contributi al 100%: vademecum completo degli adempimenti necessari per aderire all’agevolazione.

 

Il part time agevolato, noto anche come opzione part time, consiste nella possibilità, per il lavoratore, di ridurre l’orario di lavoro, in prossimità della pensione, senza perdere l’integrale versamento dei contributi.

In particolare, il lavoratore, a fronte di una riduzione oraria dal 40% al 60%, ha diritto all’accredito del 100% dei contributi, come se stesse continuando a svolgere l’attività a tempo pieno: inoltre, ha diritto a un premio in busta paga versato dal datore di lavoro.

 

 

Part time agevolato, chi può beneficiarne

Possono richiedere l’opzione part time i lavoratori subordinati:

 

– non dipendenti dalla Pubblica Amministrazione;

– che non risultano con doppia attività o con attività di lavoro autonomo;

– con contratto a tempo indeterminato;

– che possiedono almeno 20 anni di contributi;

– che risultano con contratto di lavoro full time prima dell’adesione all’agevolazione;

– i cui requisiti di età per la pensione di vecchiaia sono raggiunti entro il 31 dicembre 2018.

 

 

L’accesso all’opzione part time è aperto ai lavoratori in somministrazione ed agricoli; è invece chiuso per i lavoratori domestici, a domicilio ed i co.co.co.

I lavoratori cosiddetti contributivi puri, cioè soggetti al calcolo interamente contributivo della pensione in qanto privi di versamenti al 31 dicembre 1995, possono accedere al beneficio solo se l’ammontare del futuro assegno è pari ad almeno 1,5 volte il trattamento minimo.

 

 

Requisiti per la pensione di vecchiaia

Ricordiamo che i requisiti per la pensione di vecchiaia, sino al 31 dicembre 2017, sono:

 

66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche;

66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome;

65 anni e 7 mesi per le lavoratrici del settore privato.

 

Dal 1° gennaio 2018, sino al 31 dicembre dello stesso anno, il requisito si uniformerà per tutti a 66 anni e 7 mesi.

 

 

Certificazione dell’Inps

Per poter fruire del part time agevolato, è innanzitutto necessario che l’Inps certifichi che l’interessato:

 

– possiede almeno 20 anni di contributi alla data della domanda;

– raggiunge il requisito di età previsto per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018.

 

Il semplice estratto conto dell’Inps, reperibile tramite patronato o all’interno del sito dell’Istituto, non è valido come certificazione.

 

 

Contratto part time agevolato

Una volta ricevuta la certificazione dei requisiti, azienda e lavoratore devono poi stipulare, per iscritto, la trasformazione del contratto da full time a part time: la riduzione oraria deve essere compresa tra il 60% ed il 40%.

A fronte della riduzione oraria, l’Inps riconosce comunque al lavoratore l’accredito figurativo del 100% dei contributi, come se stesse continuando a svolgere l’attività a tempo pieno.

Inoltre, l’azienda è tenuta a riconoscere un premio in busta paga, pari ai contributi sulla retribuzione persa: in pratica, è accreditato in busta paga il 33% dello stipendio non percepito per effetto della riduzione dell’orario.

Il lavoratore, così, oltre a non subire alcuna penalizzazione sulla pensione, subisce una decurtazione minore sullo stipendio.

 

 

Autorizzazione alla Dtl

Dopo la stipula del contratto, il datore di lavoro è tenuto a inviare un’apposita richiesta di autorizzazione alla Direzione territoriale del lavoro: la Direzione è tenuta a rispondere entro 5 giorni. In caso di mancata risposta, vale il principio del silenzio-assenzo.

 

 

Domanda all’Inps

La fase successiva consiste nell’inviare l’apposita domanda all’Inps. Per inoltrare la domanda, si deve utilizzare l’applicazione Diresco (dichiarazioni di responsabilità del contribuente) all’interno del cassetto previdenziale. L’Inps concederà il beneficio in base alla sussistenza dei requisiti ed alla disponibilità di risorse.

 

 

Revoca del beneficio

L’agevolazione si perde, oltreché per l’ottenimento del trattamento di pensione, anche per:

 

– revoca del beneficio derivante da accordo tra le parti o da cessazione del rapporto di lavoro;

– revoca derivante da svolgimento di altra attività lavorativa comunicata dal datore di lavoro all’Inps;

– revoca disposta dall’Inps (a seguito di accertamento ispettivo, verifica amministrativa, etc.).


 


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