Decreto ingiuntivo notificato con PEC senza attestazione di conformità
Professionisti
20 Giu 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Decreto ingiuntivo notificato con PEC senza attestazione di conformità

Valido il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo notificato con la PEC senza attestazione di conformità.

 

È valido il pignoramento avviato nei confronti del debitore sulla base di un decreto ingiuntivo, provvisoriamente esecutivo, notificato con la PEC ma senza l’attestazione di conformità. È quanto chiarisce il Tribunale di Caltanissetta con una recente ordinanza [1]. Secondo, il provvedimento in commento, la notifica telematica del decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo senza la relativa attestazione di conformità non costituisce un vizio che comporta l’inesistenza del titolo esecutivo, ma è un difetto formale dell’atto notificato del quale, comunque, la controparte non contesta l’effettiva conformità all’originale.

 

Pertanto, in mancanza di attestazione di conformità, non viene meno il diritto del creditore ad agire in esecuzione forzata, né si può quindi parlare di invalidità del pignoramento. In ogni caso l’eventuale contestazione circa la conformità all’originale della copia telematica del decreto ingiuntivo andrebbe contestata con l’opposizione agli atti esecutivi, e quindi entro 20 giorni dalla notifica [2].

 

 

Nel caso di specie, secondo il giudice l’attestazione di conformità non risultava necessaria in quanto il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo era stato rilasciato dalla cancelleria con formula esecutiva

 

Esiste comunque giurisprudenza contraria [3] secondo cui si ha l’inefficacia del pignoramento qualora il creditore abbia depositato tempestivamente l’atto di citazione, il titolo esecutivo e il precetto ma non le relative attestazioni di conformità. Non è di questo parere il Tribunale di Caltanissetta, visto che il procedimento esecutivo viene incardinato in virtù di un titolo che ha già accertato.

 


La sentenza

Tribunale di Caltanissetta, sez. Civile, ordinanza 1 giugno 2016

Con reclamo depositato in data 2.04.2016, D. G. L. D. chiedeva che fosse revocata l’ordinanza del 29.3.2016, resa nella procedura esecutiva mobiliare portante RG. n. 523/2015, con la quale veniva disposta la sospensione della procedura, a seguito dell’opposizione avanzata dal debitore ai sensi dell’art. 615 co. 2 c.p.c.., sulla base del fatto che il decreto ingiuntivo telematico provvisoriamente esecutivo non era stato notificato con la necessaria attestazione di conformità.
Deduceva il reclamante la illegittimità dell’ ordinanza impugnata e ciò in considerazione del fatto che, innanzitutto, la attestazione di conformità non era necessaria nel caso di specie in quanto il decreto ingiuntivo era stato rilasciato dalla Cancelleria munito di formula esecutiva; in ogni caso il vizio prospettato si sostanzierebbe in un vizio formale dell’atto che, quindi, doveva essere fatto valere nelle forme dell’opposizione agli atti esecutivi nel termine perentorio di venti giorni dalla notificazione del titolo, perfezionatasi il 15.11.2015.
Il reclamante prendeva altresì posizione avuto riguardo agli ulteriori motivi di opposizione spiegati dalla controparte innanzi al giudice di prime cure.
In particolare, il D.G. deduceva:

Mostra tutto

[1] Trib. Caltanissetta ord. 1.06.2016.

[2] Art. 617 cod. proc. civ.

[3] Trib. Pesaro, ord. 10.06.2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti