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Lo sai che? Pubblicato il 23 luglio 2016

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Lo sai che? Parcheggio selvaggio in condominio: quali conseguenze?

> Lo sai che? Pubblicato il 23 luglio 2016

Condomini che parcheggiano in maniera incivile? Può configurasi il reato di violenza privata anche quando, ostruendo l’ingresso al garage condominiale, si rifiutano di rimuoverla.

 

Uno dei principali motivi di discussioni tra condòmini riguarda il parcheggio del proprio veicolo nelle aree comuni. In alcuni condomìni l’anarchia regna sovrana. C’è chi parcheggia lungo i viali per il passaggio, chi usa il proprio spazio per fini diversi dal parcheggio, chi intralcia gli altri veicoli. Insomma, il parcheggio in condominio può effettivamente mettere a rischio la pace sociale.

Parcheggiare irregolarmente la propria auto nei posti comuni condominiali, in modo da impedire agli altri condomini di transitare con il proprio veicolo per accedere alla via pubblica, integra gli estremi del delitto di violenza privata [1], punibile anche con la reclusione. Attenzione, quindi, a lasciare l’auto ferma davanti al box del vicino oppure posteggiata nei viali interni del condominio.

Ricordiamo, infatti, che non occorrono particolari comportamenti per integrare gli estremi di quella violenza che fa poi scattare la sanzione penale, ma è sufficiente rifiutarsi, una volta che si è invitati a farlo, di spostare il proprio veicolo [2].

Considerata la gravità del reato, è importante accertare che non si tratti di un fatto episodico e che la persona offesa abbia già provveduto a segnalare l’abuso, oltre alla presa di coscienza da parte del condomino ‘trasgressore’ dell’antigiuridicità della propria condotta. Altrettanto rilevante è segnalare come il reato sia procedibile d’ufficio: significa che il “condomino maleducato”, una volta denunciato, anche in caso di rimessa della querela, dovrà comunque essere tenuto a sottoporsi a processo. Un aspetto, questo, che rende particolarmente difficoltosa la pacifica risoluzione delle liti condominiali in tema di parcheggio.

note

[1] Art. 610 cod. pen.

[2] Sent. n. 603, del 12.01.2012.

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