Notifiche in proprio dell’avvocato: come fare
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21 Giu 2016
 
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Notifiche in proprio dell’avvocato: come fare

Il vademecum per le notifiche in proprio degli avvocati, dalla notifica in proprio a mezzo posta a quelle a mezzo PEC.

 

La legge del 1994 [1] ha consentito agli avvocati la facoltà di notificazione da sogli degli atti giudiziari, senza valersi dell’Ufficiale Giudiziario. Si tratta ovviamente di una facoltà e non di un obbligo: pertanto l’avvocato può sempre avvalersi tutt’oggi – quando lo ritiene utile o è necessario – dell’intermediazione dell’Ufficiale Giudiziario. Va evidenziato che, nei casi in cui il difensore destinatario della notifica non abbia eletto domicilio nel luogo dove ha sede l’ufficio giudiziario presso il quale è radicata la causa, la notifica presso la cancelleria potrà essere effettuata solo se non è stato possibile effettuare la notifica al domicilio digitale.

 

La carenza di personale e le difficoltà quotidiane degli Uffici UNEP nello smaltire la mole di atti da notificare causano un quotidiano disagio per l’Avvocato. Questo strumento normativo apporta pertanto benefici all’attività quotidiana dell’Avvocato.

Da qui l’idea dell’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli avvocati di redigere un vademecum per le notifiche in proprio degli avvocati. Il documento (che riportiamo qui di seguito, perché rilasciato con licenze creative commons e scaricabile a questo link), è aggiornato a giugno 2016, ancora più prezioso in tempi di processo telematico.

 

La guida è strutturata in due sezioni:

 

 

LA NOTIFICA IN PROPRIO A MEZZO POSTA

 

Chi può fare la notifica in proprio a mezzo posta?

Può essere fatta solo dall’avvocato:

  • iscritto all’albo; [2]
  • preventivamente autorizzato dal proprio Consiglio dell’Ordine; [3]
  • munito d’apposito registro; [4]
  • munito di procura alle liti. [5]

 

L’autorizzazione del COA

L’autorizzazione deve essere richiesta e data dal Consiglio dell’Ordine competente in relazione all’iscrizione, essa è personale e – quindi – non può essere rilasciata indistintamente in favore delle associazioni professionali.

L’autorizzazione è unica e vale sia per le notifiche in proprio “dirette”, sia per quelle “a mezzo posta”.

La legge prevede che l’autorizzazione possa essere concessa solo se l’avvocato non ha procedimenti disciplinari in corso e non ha riportato la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio professionale o altra più grave sanzione (cancellazione o radiazione). Quindi chi ha riportato la sanzione della cancellazione e venisse reiscritto non può essere autorizzato a notificare in proprio.
Ottenuta l’autorizzazione dal Consiglio dell’Ordine, si provvede all’affissione del provvedimento all’albo del Consiglio, in adempimento della prescrizione di pubblicità di cui all’art. 7, IV comma, L. 53/1994. In alcuni Consigli è invalsa la prassi di comunicare copia del provvedimento alla Segreteria del Presidente del Tribunale.
Ottenuta l’autorizzazione del Consiglio, si può iniziare a notificare [6].

 

Quando si perde la facoltà di notificare

L’autorizzazione deve essere prontamente revocata dal C.d.O. nel caso in cui in seguito sia irrogata una sanzione disciplinare di sospensione, cancellazione e radiazione. Tale autorizzazione non incide sulla facoltà di notificare via PEC: l’Avvocato non potrà però notificare via PEC se sta scontando un periodo di sospensione o se cancellato o radiato, mentre potrà farlo se tali sanzioni sono state revocate o scontate. Non deve essere revocata in caso d’apertura di procedimento disciplinare, ma il Consiglio dell’Ordine ha il potere discrezionale di revocarla quando ritiene “motivatamente inopportuna la prosecuzione dell’esercizio della facoltà” [7].
Riteniamo che in caso di trasferimento ad altro Ordine sia necessario richiedere al nuovo Ordine la facoltà di notificare, in quanto la legge parla di preventiva autorizzazione dell’ordine nel cui albo il professionista è iscritto; sarà comunque opportuno provvedere nella prassi alla formale comunicazione da Ordine a Ordine dell’autorizzazione concessa, perché, se così non fosse, verrebbe vanificato il potere/dovere di controllo e revoca dell’Ordine.
Il rigetto della richiesta autorizzazione o la revoca per motivate ragioni d’inopportunità vanno emessi dal C.d.O. e previa audizione dell’avvocato interessato.
Contro questi provvedimenti, immediatamente esecutivi, è ammissibile il reclamo avanti il C.N.F. entro 10 giorni.

 

Come funziona il registro cronologico per le notifiche

Ottenuta l’autorizzazione [8], l’avvocato deve obbligatoriamente munirsi del registro cronologico [9] acquistabile presso le cartolerie specializzate.

Il registro può essere anche costituito da moduli continui vidimati “uso computer”, che –ovviamente – devono contenere tutte le voci previste dal modello stabilito.

 

Il registro, ottenuta l’autorizzazione, va numerato e vidimato, in ogni mezzo foglio, dal Presidente del Consiglio dell’Ordine o da un consigliere delegato all’uopo.

Le buste e gli avvisi di ricevimento necessari per le notifiche possono essere acquistate presso gli Uffici postali.

 

Nel registro va annotata giornalmente ogni notificazione eseguita.

Anche ai fini del compimento di tali annotazioni, l’avvocato è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge.

Non devono essere annotate le notifiche eseguite in proprio a mezzo pec.

 

Come si tiene il registro

Nel registro va annotata giornalmente ogni notificazione eseguita.
Anche ai fini del compimento di tali annotazioni, l’avvocato è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge.
Non devono essere annotate le notifiche eseguite in proprio a mezzo pec.

 

Nel registro bisogna annotare i seguenti dati:

  • il numero d’ordine della notificazione è progressivo per ogni notifica, anche se i destinatari sono più di uno (è comunque possibile attribuire un numero progressivo anche per ogni destinatario del medesimo atto da notificare); si consiglia di proseguire nella numerazione anche se cambia l’anno (ma non è prevista alcun divieto per chi opti per iniziare nuovamente la numerazione partendo dal nr. 1; in questo caso, per evitare errori di identificazione, si consiglia di far seguire al numero l’annodi riferimento – ad es. 1/2016 – e così di seguito);
  • il cognome ed il nome della parte istante;
  • la natura dell’atto da notificare;
  • l’Ufficio Giudiziario ed eventualmente la Sezione (se la notifica è fatta in coso di causa);
  • il cognome ed il nome del destinatario della notifica;
  • l’indirizzo ove l’atto deve essere spedito (notifica postale) o il luogo ove è avvenuta la notifica diretta;
  • il numero della raccomandata e l’Ufficio Postale;
  • la data di spedizione e quella di ricezione;
  • le spese postali;
  • se la notifica è fatta a mani d’altro avvocato, la data e l’ora della consegna, indicando le generalità del ricevente e facendogli sottoscrivere l’atto ed il registro;
  • gli estremi del deposito in cancelleria di copia dell’atto notificato in opposizione ex art. 645 C.p.c. o per impugnazione.

 

Il registro va redatto senza spazi bianchi, abrasioni, con cancellazioni leggibili e senza uso del cd. “bianchetto” per cancellare.

Ogni notificazione deve essere annotata, giornalmente, sul registro cronologico.

 

L’avvocato notificatore è pubblico ufficiale

L’avvocato è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge ed ogni irregolarità o abuso nel compimento di tali annotazioni comporta conseguenze penali e costituisce illecito disciplinare [10].

 

Quali atti si possono notificare in proprio a mezzo posta?

Gli atti che si possono notificare secondo la legge 53/1994 sono:

  • gli atti in materia civile ed amministrativa [11];
  • gli atti stragiudiziali (quali la messa in mora, la diffida, la disdetta, l’opzione e gli atti amministrativi di diffida o di messa in mora per provocare il silenzio assenso o il silenzio rifiuto).

Quindi quasi tutti gli atti processuali, gli atti civili di esercizio di diritti sostanziali, quali la messa in mora, la diffida, la disdetta, l’opzione e gli atti amministrativi di diffida o di messa in mora per provocare il silenzio assenso o il silenzio rifiuto.
L’avvocato non può notificare gli atti processuali che sono e restano di competenza esclusiva degli ufficiali giudiziari, quali ad esempio le intimazioni ai testi [12] (il problema è facilmente superabile attesa la nuova formulazione del terzo comma dell’art. 250 c.p.c.), l’avviso di sloggio ed i pignoramenti immobiliari o presso terzi.
Si ritiene ormai pacifico che possano essere notificati in proprio anche gli atti d’introduzione del giudizio arbitrale, indipendentemente dalla natura dell’arbitrato (ovviamente dall’avvocato munito di procura).

Per l’avvocato che notifica personalmente per mezzo del servizio postale non esistono i limiti di competenza territoriale, cui è soggetto invece l’Ufficiale Giudiziario (vedi però appresso i limiti territoriali per la notifica diretta). La Suprema Corte ha avuto modo di precisare che “ Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla l. n. 53 del 1994 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull’eliminazione del coinvolgimento della figura dell’ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio. Ne consegue che – a differenza di quanto avviene per l’ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell’organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale – nei confronti dell’avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria” (Cassazione civile, sez. lav., 19 febbraio 2000, n. 1938).
In tal senso anche Consiglio Stato sez. V, 28 settembre 2005, n. 5185: “Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla l. 21 gennaio 1994 n. 53 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull’eliminazione del coinvolgimento della figura dell’ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio, con la conseguenza che, a differenza di quanto avviene per l’ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell’organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale, nei confronti dell’avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria.”
Per gli atti stragiudiziali vi è il problema che la legge prevede, per potersi avvalere della facoltà di notificare, che l’avvocato sia titolare di una procura alle liti rilasciata ex art. 83 C.p.c.; di conseguenza, per la notifica in proprio di atti stragiudiziali, il difensore dovrà essere preventivamente munito di procura rilasciata con atto pubblico o scrittura privata autenticata che lo legittimi.

 

Copie di file digitali.

L’avvocato può stampare atti o provvedimenti (non documenti) scaricati dai fascicoli informatici o ricevuti in allegato alle comunicazioni telematiche (PEC) dalla cancelleria [13]. Tali copie, esenti da marca da bollo, possono essere notificate, purché siano munite di attestazione di conformità, che l’avvocato deve apporre in calce o a margine della copia oppure su foglio separato purché lo stesso sia materialmente congiunto alla copia. La formula d’autentica non abbisogna di citazioni normative e può essere quella dell’applicativo reperibile sul sito dell’Unione Triveneta.

 

Particolari adempimenti successivi alla notifica di alcuni atti processuali

Gli atti d’impugnazione e l’atto d’opposizione a decreto ingiuntivo comportano l’obbligo per il difensore notificante di sostituirsi all’Ufficiale Giudiziario nel dare avviso alla Cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato o il decreto opposto mediante deposito di copia dell’atto notificato.
La Cassazione civile 25 febbraio 2011 n. 4704 ha specificato che l’omissione di tali formalità non comporta nullità della notifica.
Nei casi di notificazione dell’intimazione di sfratto, qualora l’atto non sia ricevuto personalmente dal destinatario, l’avvocato deve provvedere all’inoltro con lettera raccomandata della comunicazione di cui all’art. 660 ult. comma c.p.c.

 

Come si fa una notifica in proprio

Il vademecum tratta due diverse forme di notifica:

  • quella diretta
  • quella a mezzo del servizio postale.
  • mezzo pec.

 

La notifica diretta

Consiste nella consegna diretta dell’atto, da parte del difensore, nel domicilio del destinatario.

Ciò è possibile a condizione che:

– il destinatario sia altro avvocato che abbia la qualità di domiciliatario di una parte.

– il destinatario sia iscritto nello stesso albo del difensore notificante

– l’atto sia preventivamente vidimato e datato dal Consiglio dell’Ordine nel cui albo entrambi sono iscritti. La formula da apporre sull’originale e sulla copia, prima della relata di notifica, potrebbe essere la seguente “Si vidima il presente atto ai sensi del secondo comma art. 4 Legge 21.1.1994 nr. 53, composto di … pagine. Luogo, Data, Timbro C.d.O e firma”.

L’atto deve essere consegnato personalmente (la notifica diretta non può essere delegata a collaboratori o segretarie [14]) nelle mani proprie del destinatario nel suo domicilio (e quindi non in un qualunque luogo), oppure, se la notifica non può essere fatta personalmente, a persona addetta allo studio ovvero al servizio del destinatario [15]. Non è pertanto ammissibile la consegna ad altri soggetti quali il portiere, il vicino.

 

La notifica a mezzo posta o del servizio postale

L’avvocato che procede alla notifica a mezzo posta deve:

  • preventivamente acquistare speciali buste e moduli conformi al modello stabilito dall’Amministrazione Postale per la notifica degli atti giudiziari (simili a quelle usate dagli Ufficiali Giudiziari);
  • sulle buste il notificante deve apporre il nome ed il cognome, la residenza o il domicilio del destinatario, il numero del registro cronologico, sottoscriverle ed indicare il proprio domicilio;
  • precompilare l’avviso di ricevimento ed apporvi tutte le indicazioni richieste dal modulo predisposto dall’Amministrazione postale; inoltre riportarvi il numero di registro cronologico e, per le notificazioni effettuate prima dell’iscrizione a ruolo della causa, indicare come mittente il nominativo della parte istante e del suo procuratore (esempio: Tizio presso il proc. e dom. avv. ….), mentre per quelle in corso di causa va apposta anche l’indicazione dell’ufficio giudiziario e, se esiste, della sezione (esempio: Trib. Vr. Sez. A);
  • scrivere la relata di notifica sull’originale e sulla copia dell’atto, indicando l’ufficio postale per mezzo del quale è spedita la copia dell’atto. La relata potrà essere del seguente tenore: “Io sottoscritto avvocato … in virtù dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di … in data …. rilasciata il …, previa iscrizione al nr. … del mio registro cronologico, ho notificato per conto di (specificare le generalità di chi ha dato la procura) il su esteso atto (specificare tipo) a …, ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con racc. a.r. nr. … spedita dall’Ufficio Postale di Verona – Poste Centrali in data corrispondente a quella del timbro postale. Avv. … (e sottoscrizione dell’avvocato)”;
  • presentare all’ufficio postale l’originale e la copia dell’atto completi della relata, la busta non chiusa e l’avviso di ricevimento come sopra completati.

Si segnala, comunque, sulla possibilità di presentare gli atti per la notifica a mezzo posta anche per mezzo di persona addetta allo studio, la circolare numero 289 della direzione provinciale delle Poste di Padova 1 luglio ’94, che riporta precisazioni del Ministero della Giustizia ove non risultano sollevate questioni in punto. Si rinviene anche una sentenza della Corte di Cassazione in data 13.06.00 n. 8041 che nella parte motiva riconosce la possibilità dell’intervento di soggetti diversi limitatamente all’ipotesi di notificazione, da parte dell’avvocato, a mezzo del servizio postale (escludendo invece detta possibilità espressamente nell’ipotesi di notifica diretta).

L’ufficio postale:
– appone in calce all’originale ed alla copia dell’atto il timbro di vidimazione;

– inserisce la copia o le copie da notificare nelle buste predisposte dall’avvocato notificante;

– restituisce all’avvocato che richiede la notifica l’originale dell’atto vidimato.

Prima di depositare o esibire l’atto, l’avvocato deve apporre ed annullare la marca da bollo per i diritti di notifica [16] prevista dall’art. 2 del D.M. 27.5.1994. Detta normativa viene ritenuta non abrogata con l’entrata in vigore del contributo unificato che sopprimerebbe il solo diritto di chiamata (che non esisteva più da tempo), ma non quello di notifica [17].

I bolli devono essere pari a:

  • euro 2,58 per atti aventi sino a 2 destinatari,
  • euro 7,75 da 3 a 6 destinatari,
  • euro 12,39 oltre 6 destinatari [18].

Va conservato l’avviso di spedizione della raccomandata, che va poi allegato all’atto e che, in ogni caso, consente l’iscrizione a ruolo della causa, anche se non è ancora ritornata la cartolina postale di ricevimento.
Si ricorda che nei casi in cui il cancelliere deve prendere nota sull’originale del provvedimento dell’avvenuta notificazione di un atto di opposizione o di impugnazione ai sensi dell’art. 645 c.p.c. e art. 123 disp. att. c.p.c., il notificante deve provvedere a depositare copia semplice dell’atto notificato presso il cancelliere del giudice che ha pronunciato il provvedimento.

 

L’emissione della CAN (comunicazione avvenuta notifica)

La legge di conversione del c.d. “decreto milleproroghe” (L. n.31/08) ha introdotto (art. 36, commi 2-quater e 2-quinquies) modifiche alla disciplina dettata dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, recante disciplina in materia di “Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari” (in G.U. 4 dicembre 1982, n. 334). In particolare si è stabilito, a garanzia dell’effettiva conoscenza da parte del destinatario dell’avvenuta notifica, che, qualora l’agente postale provveda alla consegna del piego a soggetto diverso dal destinatario dell’atto da notificare, ha comunque l’obbligo di notiziare quest’ultimo dell’avvenuta notificazione del piego a persona diversa mediante l’invio di una raccomandata al soggetto destinatario.
Tali modifiche si applicano conseguentemente anche alla notifica a mezzo posta ex legge 53/1994.
Qualora nella notifica in proprio non sia stato emesso dall’agente postale il CAN, bisogna farlo presente all’Ufficio Postale del destinatario dell’atto ed inviare a detto Ufficio l’avviso di ricevimento perché provveda all’emissione ed annotazione del CAN sull’avviso medesimo che verrà poi restituito all’avvocato notificatore [19]. In caso di smarrimento dell’avviso di ricevimento o del CAN ci si può recare con la ricevuta della raccomandata presso l’Ufficio Postale di spedizione e chiedere il duplicato.

 

La notifica in proprio degli atti trasmessi via fax
Se l’avvocato che trasmette l’atto e quello che lo riceve sono muniti di procura alle liti ex art. 83 c.p.c. e sono rispettate le altre formalità previste dalla L. 7 giugno 1993, n. 183 (attenzione alla leggibilità della sottoscrizione anche di chi conferisce la procura), il procuratore domiciliatario che ha ricevuto l’atto, sempre che sia autorizzato dal proprio Ordine a eseguire le notifiche in proprio, dopo aver sottoscritto l’atto ricevuto via fax per dare conformità all’originale, potrà provvedere alla notifica ex L. 53/1994 dell’atto trasmesso via fax [20].

 

Le nullità

L’art. 11 legge cit. prevede quali sono le nullità della notifica fatta personalmente dagli avvocati. Si ritiene applicabile l’art. 156, 3° comma c.p.c. anche a queste notificazioni [21].
La nullità colpisce la notificazione nel caso in cui vengano a mancare i requisiti oggettivi ovvero quei requisiti formali richiesti perché il procedimento notificatorio sia compiuto e debba essere portato a termine quali la mancanza del numero cronologico, la sottoscrizione ed ogni altro accorgimento richiesto dalla legge, a meno che l’atto non abbia raggiunto il suo scopo (Cass., sez. III, 4 aprile 2001, n.4986; Cass., sez. III, 22 giugno 2001, n. 8592).

 

Il momento di perfezionamento della notifica

Il principio enunciato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 477 del 2002, in base al quale la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, si applica anche alla notificazione cui proceda “tout court” il difensore, in forza di autorizzazione rilasciatagli dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza ai sensi della l. n. 53 del 1994. In tal senso anche Cassazione civile sez. III, 13 novembre 2009, n. 24041.
Tale principio è stato fatto proprio dalla nuova formulazione dell’art. 149, III comma, c.p.c. [22].

Ancora Cassazione civile sez. I, 30 luglio 2009, n. 17748: “In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, il principio, derivante dalla sentenza n. 477 del 2002 Corte cost., secondo cui la notificazione a mezzo posta deve ritenersi perfezionata per il notificante con la consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario, ha carattere generale, e trova pertanto applicazione anche nell’ipotesi in cui la notifica a mezzo posta venga eseguita, anziché dall’ufficiale giudiziario, dal difensore della parte ai sensi dell’art. 1 l. n. 53 del 1994, essendo irrilevante la diversità soggettiva dell’autore della notificazione, con l’unica differenza che alla data di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario va in tal caso sostituita la data di spedizione del piego raccomandato, da comprovare mediante il riscontro documentale dell’avvenuta esecuzione delle formalità richieste presso l’ufficio postale, non estendendosi il potere di certificazione, attribuito al difensore dall’art. 83 c.p.c. alla data dell’avvenuta spedizione, e non essendo una regola diversa desumibile dal sistema della l. n. 53 del 1994. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto tempestivamente proposto un ricorso per cassazione spedito al sessantesimo giorno dalla notifica della sentenza, come da attestazione dell’ufficio postale apposta su “striscette” meccanizzate applicate alle buste recanti le copie del ricorso notificate ai controricorrenti e da questi prodotte)”. Così anche T.A.R. Veneto sez. II, 11 settembre 2009, n. 2393: “In tema di notifica effettuata per posta è applicabile anche al difensore, che si avvalga di tale facoltà in materia di notificazione degli atti processuali concessa dalla legge n. 53 del 1994, il meccanismo anticipatorio del momento perfezionativo della notifica alla consegna del plico all’ufficiale postale: pertanto, la notificazione del ricorso può ritenersi perfezionata con la consegna del plico all’ufficio postale da parte dell’avvocato nel sessantesimo giorno dalla piena conoscenza del provvedimento impugnato.”
Sul punto vedasi anche Cassazione civile sez. trib., 05 agosto 2004, n. 15081 [23] e Cassazione civile sez. III, 01 aprile 2004, n. 6402 e Cass. civ., sez. I, 30-07-2009, n. 17748 (il testo in nota 18) [24].
Di segno contrario il solo T.A.R. Piemonte sez. I, 10 aprile 2009, n. 1018. [25]

Il Consiglio di Stato, però, con la sentenza del 13.4.2010 n. 2055 ha riformato tale decisione applicando anche alle notifiche eseguite dagli avvocati in proprio la disciplina dettata per le notifiche effettuate dagli Ufficiali Giudiziari, applicando pertanto – anche alle notifiche fatte dagli avvocati in proprio- il meccanismo anticipatorio del momento perfezionativo della notificazione.
Può così dirsi ora definitivamente risolta la “querelle” insorta sul momento di perfezionamento della notifica a mezzo posta!
Per il notificato i termini partono invece dal ricevimento della raccomandata o dallo spirare del termine di compiuta giacenza.

 

Come ottenere un titolo idoneo per la trascrizione delle domande giudiziali nel caso sia stata eseguita la notificazione mediante notifica in proprio

Non disponendo l’avvocato notificatore – a differenza dell’ufficiale giudiziario – del potere di certificare la conformità della copia cartacea rispetto all’originale, la trascrizione delle domande potrà eseguirsi avvalendosi del titolo costituito dalla “copia c.d. conforme uso trascrizione” dell’atto notificato; copia che potrà essere richiesta al cancelliere immediatamente dopo l’iscrizione della causa a ruolo (si richiede però, a questo fine, che sia allegato l’avviso di ricevimento dell’atto notificato). Avendo urgenza di dover trascrivere l’atto si consiglia di ricorrere alla notifica “a mani” a mezzo Ufficiale Giudiziario, poiché si entra subito in possesso della copia per la trascrizione.

Nel processo civile, un’alternativa alla richiesta alla cancelleria di copia conforme uso trascrizione è quella di utilizzare l’iscrizione a ruolo telematica. Una volta che l’atto farà parte del fascicolo informatico equivarrà all’originale e sarà possibile estrarne duplicato o copia (da attestare conforme) a norma dell’art. 16, co. 9 bis, del D.L. n. 179/2012 che potrà essere utilizzata per la trascrizione della domanda giudiziale.

 

I vantaggi della notifica in proprio a mezzo del servizio postale

  • consente di effettuare le notifiche degli atti negli orari di apertura degli Uffici Postali, e quindi anche nel pomeriggio
  • è possibile effettuare una notifica da qualsiasi Ufficio Postale, senza alcun limite di competenza territoriale [26]
  • consente l’immediata disponibilità dell’originale dell’atto notificato senza doversi recare nuovamente a ritirare l’atto
  • consente di poter verificare l’esito della raccomandata utilizzando dal sito delle Poste il servizio di monitoraggio per sapere se è stata già consegnata al destinatario
  • ulteriore vantaggio è costituito dall’applicazione anche alle notifiche postali fatte dall’avvocato sul momento in cui si perfeziona la notifica a mezzo posta.

Facsimile registro per l’annotazione delle notifiche a mezzo posta.

Facsimile_registro1

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LA NOTIFICA IN PROPRIO A MEZZO PEC

La trattazione prosegue all’articolo “Notifica in proprio dell’avvocato a mezzo PEC“.
Licenza Creative Commons

 

 


[1] L. n. 53/1994.

[2] È quindi esclusa la possibilità per il praticante avvocato di poter ricorrere alla notifica in proprio. Si pone peraltro il problema relativo all’avvocato stabilito. In tal senso il parere n. 27/2014 del Consiglio nazionale forense (rel. Morlino): “sia consentito ad un avvocato stabilito di avvalersi della facoltà di notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali prevista dalla legge 21 gennaio 1994, n. 53, con l’avvertenza peraltro che, ove si verta in tema di azioni giudiziali, questi dovrà necessariamente essere destinatario di una procura ex art. 82 c.p.c. d’intesa con un professionista abilitato, onde ogni adempimento connesso, preordinato e conseguente ad un procedimento giudiziario dovrà essere espressione di quella intesa formalizzata secondo le modalità di cui al comma 2 dell’art. 8, l. 96/2001” (pareri conformi: n. 33/12 e 97/11).

[3] Non è necessaria l’autorizzazione per le notifiche via PEC (art. 7, comma 4 bis della Legge).

[4] Non è necessaria l’annotazione per le notifiche via PEC (art. 8, comma 4 bis della Legge).

[5] Art. 83 (Procura alle liti)
Quando la parte sta in giudizio col ministero di un difensore, questi deve essere munito di procura.
La procura alle liti può essere generale o speciale, e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d’intervento, del precetto, o della domanda d’intervento nell’esecuzione, ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato. In tali casi l’autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all’atto cui si riferisce, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e e trasmessi in via telematica
La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo quando nell’atto non è espressa volontà diversa.
Si ricorda che la procura alle liti è necessaria anche per le notifiche in proprio telematiche (vedi meglio in appresso).

[6] L’attività di notificazione svolta dagli avvocati, ai sensi della legge n. 53 del 1994, in mancanza dei requisiti prescritti dalla legge stessa (nella specie, quello relativo alla previa autorizzazione del consiglio dell’ordine), va considerata nulla e non inesistente. Ne consegue che tale nullità, quand’anche riscontrata, è sanata dalla rituale e tempestiva costituzione dell’intimato e, quindi, dall’accertato raggiungimento dello scopo della notificazione stessa. (Cassazione civile Sez. V, 05 agosto 2004, n. 15081).
L’attività di notificazione svolta dagli avvocati, ai sensi della legge n. 53 del 1994, in mancanza dei requisiti prescritti dalla legge stessa va considerata nulla e non inesistente. Ne consegue che tale nullità, quand’anche riscontrata, è sanata dalla rituale e tempestiva costituzione dell’intimato e, quindi, dall’accertato raggiungimento dello scopo della notificazione stessa. (Cassazione civile, sez. III, 22 giugno 2001, n. 8592).
L’attività di notificazione svolta dall’avvocato munito di procura mediante consegna di copia dell’atto, ai sensi della l. 21 gennaio 1994 n. 53, ove compiuta in mancanza del requisito e dell’osservanza delle modalità prescritti dalla stessa legge (relativi alla previa autorizzazione del consiglio dell’ordine, alla previa vidimazione dell’originale e della copia dell’atto nonché all’istituzione e all’impiego del registro cronologico per la documentazione della consegna della copia), va considerata nulla e non inesistente (Cassazione civile sez. III, 04 aprile 2001, n. 4986).
L’attività di notificazione svolta dagli avvocati, ai sensi della legge n. 53 del 1994, in mancanza dei requisiti prescritti dalla legge stessa (nella specie, quello relativo alla previa autorizzazione del consiglio dell’ordine), va considerata nulla e non inesistente. Ne consegue che tale nullità, quand’anche riscontrata, è sanata dalla rituale e tempestiva costituzione dell’intimato e, quindi, dall’accertato raggiungimento dello scopo della notificazione stessa. (Cassazione civile sez. trib. 05 agosto 2004/ n. 15081 e Cassazione civile sez. un., 01 dicembre 2000, n. 1242).

[7] Deve ritenersi – secondo un interpretazione letterale della disposizione contenuta nella legge del 1994- che la facoltà di revoca discrezionale sia rimasta in capo al Consiglio dell’Ordine circondariale, anche se dopo la legge 247/2012 le funzioni disciplinari sono passate al Consiglio Distrettuale di Disciplina.

[8] Non necessaria per le notifiche via PEC.

[9] Non serve munirsi di registro se si intende notificare solo via PEC.

[10] Art. 6 L. 53/1994.
L’avvocato, che compila la relazione di cui all’articolo 3 o le annotazioni di cui all’articolo 5, è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto.
Il compimento di irregolarità o abusi nell’esercizio delle facoltà previste dalla presente legge costituisce grave illecito disciplinare, indipendentemente dalla responsabilità prevista da altre norme.

[11] Non sono suscettibili di notifica in proprio a mezzo posta gli atti dei procedimenti penali in quanto non richiamati dalla legge 53/1994.

[12] L’intimazione al teste non è atto della parte, ma è atto dell’ufficiale giudiziario. Ne consegue che tale atto, anche quando venga notificato direttamente dall’avvocato, ai sensi dell’art. 1 l. 21 gennaio 1994 n. 53, deve essere formato dall’ufficiale giudiziario, o quanto meno deve essere compilato in modo che l’ufficiale giudiziario risulti il soggetto intimante. Tribunale Roma, 15 maggio 2002/Soc. Eaglès Fly c. Di Nella /Giur. romana 2003, 79. Il problema nella pratica risulta superato perché ora l’intimazione può avvenire a mezzo raccomandata indirizzata al teste (v. nuova formulazione art. 250 cpc).

[13] Art. 16bis, comma 9 bis D.L. 179/2012 “Le copie informatiche, anche per immagine, di atti processuali di parte e degli ausiliari del giudice nonché dei provvedimenti di quest’ultimo, presenti nei fascicoli informatici o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dei procedimenti indicati nel presente articolo, equivalgono all’originale anche se prive della firma digitale del cancelliere di attestazione di conformità all’originale. Il difensore, il dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti di cui al periodo precedente ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche, anche per immagine, estratte dal fascicolo informatico e munite dell’attestazione di conformità a norma del presente comma, equivalgono all’originale. …”.

[14] La notificazione di un atto processuale (nella specie, sentenza di primo grado) eseguita, “ex lege” n. 53 del 1994, in forma “diretta” (e non a mezzo del servizio postale) da un avvocato munito di procura alle liti e dell’autorizzazione del consiglio dell’ordine di appartenenza deve considerarsi giuridicamente inesistente se delegata ad altri, neppure se il delegato eserciti la medesima professione legale. (Cassazione civile, sez. I, 13 giugno 2000, n. 8041).

[15] Cassazione nr. 4986/2001: “Si può però ritenere che la norma sulla consegna diretta si presti ad essere applicata anche nei casi di difesa personale della parte (art. 86 cod. proc. civ.) e, per ulteriore estensione, anche in quello delle notificazioni indirizzate al pubblico ministero, visto che l’ufficio del pubblico ministero sta in giudizio senza ministero di difensore.”

[16] Il che autorizza a ritenere che la marca possa essere applicata anche in seguito, quando la citazione è depositata per l’iscrizione a ruolo o il precetto consegnato per l’esecuzione.

[17] Una circolare del Ministero di Giustizia ha affermato la vigenza di tale bollo, ribadendo che non può ritenersi abrogato tale diritto dall’introduzione del “contributo unificato”.

[18] Art. 34 DPR 115/2002 n. 44.

[19] Le Sezioni unite con la sentenza n. 9962 del 27 aprile 2010 hanno confermato il principio secondo cui “se dall’avviso di ricevimento della notificazione effettuata ex art. 149 c.p.c a mezzo del servizio postale non risulti che il piego sia stato consegnato dall’agente postale a persona diversa dal destinatario tra quelle indicate dall’art. 7, comma 2, della legge n. 890 del 1982, deve ritenersi che la sottoscrizione illeggibile apposta nello spazio riservato alla firma del ricevente sia stata vergata dallo stesso destinatario, la notificazione è valida, non risultando integrata alcuna delle ipotesi di nullità di cui alí art. 160 c.p. c.”.

[20] Ricordarsi, però, di depositare in causa l’originale dell’atto contenente la procura.

[21] T.A.R. Cagliari Sardegna sez. I, 26 marzo 2009, n. 363: Il principio generale di cui all’art. 156 comma 3 c.p.c., in base al quale la nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato, si applica anche alle violazioni delle formalità imposte dalla legge (art. 3 comma 1 lett. b) ultimo periodo l. 21 gennaio 1994 n. 53 e art. 3 l. 20 novembre 1982 n. 890) quando il ricorso sia notificato per posta dall’avvocato del ricorrente (nella fattispecie, le buste contenenti il ricorso, notificate ai soggetti evocati in giudizio, erano prive della sottoscrizione del notificante, tuttavia dalla documentazione prodotta in giudizio risultava provato che la notifica fosse giunta all’indirizzo dei destinatari).
Tribunale Modena 11 febbraio 2004: “Alle notificazioni effettuate dal difensore in proprio (ai sensi della l. 21 gennaio 1994 n. 53) è applicabile l’art. 156 c.p.c., che, in via generale, per la inosservanza di forme di qualunque atto processuale, esclude la comminatoria di nullità se l’atto ha raggiunto il proprio scopo (Nel caso di specie, in applicazione del riferito principio, è stata disattesa l’eccezione di nullità della notificazione effettuata dal difensore in proprio ai sensi della l. n. 53/1994 per inosservanza delle forme di cui all’art. 3 l. cit. e, in particolare, per mancata indicazione dell’ufficio postale per mezzo del quale era stata spedita la copia al destinatario, e per mancata apposizione del timbro di vidimazione dell’ufficio postale, espressamente comminata dall’art. 1 l. cit. anche per il caso di mancanza dei requisiti oggettivi previsti dalla legge medesima).”

[22] Art. 149 (Notificazione a mezzo del servizio postale)
Se non ne è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi anche a mezzo del servizio postale.
In tal caso l’ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, facendovi menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. Quest’ultimo è allegato all’originale.
La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell’atto.

[23] “In caso di notifica effettuata dall’avvocato a mezzo del servizio postale, essa si deve considerare effettuata dal notificante al momento dell’affidamento del plico alle poste”.

[24] “In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, a seguito della pronunzia n. 477 del 2002 della Corte cost., la notificazione a mezzo posta deve ritenersi tempestiva per il notificante al solo compimento delle formalità direttamente impostegli dalla legge, ossia con la consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario, mentre per il destinatario resta fermo il principio del perfezionamento della notificazione soltanto alla data di ricezione dell’atto, attestata dall’avviso di ricevimento del plico postale che lo contiene. Tale principio ha carattere generale, e trova pertanto applicazione anche nell’ipotesi in cui la notifica a mezzo posta venga eseguita, anziché dall’ufficiale giudiziario, dal difensore della parte ai sensi dell’art. 1 legge n. 53 del 1994, irrilevante essendo al riguardo, nei limiti di tale richiamata normativa, il dato soggettivo dell’autore della notificazione, con l’unica differenza che alla data di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario va in tal caso sostituita la data di spedizione del piego raccomandato (In applicazione di tale principio la S.C. ha ritenuto tempestivamente proposto un ricorso incidentale spedito entro i quaranta giorni, ma ricevuto dopo tale termine dal destinatario)”.

[25] Lo stesso Tar Piemonte, sez. I, 9 aprile 2008, n. 604 era pervenuto ad analoghe conclusioni, ma con diversa motivazione. Vedi però Consiglio di Stato sentenza del 13.4.2010 n. 2055.

[26] Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla l. 21 gennaio 1994 n. 53 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull’eliminazione del coinvolgimento della figura dell’ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio, con la conseguenza che, a differenza di quanto avviene per l’ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell’organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale, nei confronti dell’avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria. Consiglio Stato sez. V, 28 settembre 2005, n. 518.
In tema di notificazione eseguita dall’avvocato ai sensi della l. 21 gennaio 1994 n. 53, non può configurarsi alcuna questione di competenza per territorio, detta legge non ponendo limiti territoriali alla potestà notificatoria in essa contemplata. (fattispecie relativa alla notificazione di un ricorso per cassazione). Cassazione civile sez. I, 25 giugno 2003, n. 10077

 

 


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