Cassazione: violentare più alunne è meno grave di una sola
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21 Giu 2016
 
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Cassazione: violentare più alunne è meno grave di una sola

Violenza sessuale: riconosciuta la possibilità dell’attenuante al professore che stupra le alunni minorenni, e ciò perché non c’è reiterazione nei confronti della stessa vittima.

 

Attenuante al professore di scuola che violenta le sue alunne: e questo perché non c’è “reiterazione” della condotta quando la violenza viene esercitata non sulla stessa persona ma, ogni volta, su vittime differenti. È questa la discutibile conclusione cui perviene una sentenza della Cassazione pubblicata ieri [1], in aperto contrasto con gli altri precedenti [2].

 

Quando la violenza sessuale è di minore gravità si può dare al reo uno sconto della pena, ma a condizione che non si abbia una reiterazione. Scatta allora lo sconto sulla pena della “minore gravità” quando il professore, anziché violentare sempre la stessa alunna, ne stupra tante. E questo perché, secondo la Suprema Corte, mancherebbe l’elemento della reiterazione del fatto sulla stessa vittima, che impedisce invece il trattamento di favore.

 

È stato così riaperto il processo al prof che allungava le mani sulle allieve teenager: l’attenuante non può essere esclusa solo perché il delitto avviene a scuola. Secondo i giudici, non si può escludere a priori la minore gravità anche se la violenza sessuale è avvenuta ai danni di minorenni (una addirittura di 13 anni), per giunta a scuola (laddove il minore dovrebbe sentirsi più tutelato) e con condotte reiterate ma dirette nei confronti di più vittime.

 

L’attenuante della minore gravità si può applicare tenendo conto di una serie di parametri quali:

  • il grado di coartazione della vittima, tenendo conto delle sue condizioni fisiche e mentali;
  • la condotta complessiva del reo
  • l’eventuale danno subito dalla vittima anche in termini psichici.

 

Una condotta reiterata aggrava sì la lesione, ma quando la vittima è una sola; non altrettanto può dirsi quando i soggetti passivi sono diversi: in questa evenienza – scrive la Cassazione – il pregiudizio subito dalla persona offesa è certamente minore rispetto al caso in cui la violenza sia perpetrata più volte in danno di una stessa persona. Ecco che allora non c’è alcun limite ad applicare l’attenuante.

 

Neanche il fatto che la violenza sessuale sia avvenuta a scuola ha cambiato il parere della Suprema Corte: secondo precedenti arresti della Cassazione, l’attenuazione della fattispecie di violenza sessuale sarebbe sempre preclusa quando consumata nell’ambiente scolastico, luogo di crescita e di sviluppo della persona e delle sue capacità intellettive e culturali, da parte di un soggetto che abusi delle proprie qualità autoritative connesse alla funzione educativa svolta.

Tuttavia, oggi queste argomentazioni non piacciono più ai giudici, perché – dicono – non si deve sovrapporre la gravità del fatto sulla procedibilità penale del medesimo. Non ci può essere, insomma, nessun automatismo nel ritenere sempre grave uno stupro a scuola


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 22 settembre 2015 – 20 giugno 2016, n. 25434
Presidente Squassoni – Relatore Gentili

Ritenuto in fatto

La Corte di appello di Potenza ha confermato la sentenza con la quale il locale Tribunale aveva dichiarato S.V. colpevole del reato di cui agli artt. 81, cpv, 609-bis e 609-ter, comma 1, numero 1, cod. pen., per avere egli, nella qualità di insegnante presso l’Istituto alberghiero di (…), usato violenza sessuale nei confronti di diverse sue alunne, delle quali quattro dell’età di 14 anni ed una dell’età di 13 anni – abusando dell’autorità connessa alla sua funzione – consistita nel toccarle sulla cosce, anche in prossimità della natura, ovvero sui glutei, proferendo al contempo frasi di apprezzamento per le loro qualità estetiche ovvero di offerta di prosecuzione della propria condotta, condannandolo, pertanto, esclusa la possibilità sia di qualificare il fatto nell’ambito della fattispecie attenuate di cui all’ultimo comma dell’art. 609-bis cod. pen. sia di concedere al medesimo le attenuanti generiche, alla pena di anni sei e mesi sei di reclusione, oltre alle statuizioni accessorie.
Ha proposto ricorso per cassazione il S. deducendo in via preliminare la nullità della sentenza per la mancata correlazione fra la

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[1] Cass. sent. n. 25434/2016.

[2] Cass. sent. n. 14437/2014.

 

 


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