Vendita della nuda proprietà con obbligo di assistere l’usufruttario
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22 Giu 2016
 
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Vendita della nuda proprietà con obbligo di assistere l’usufruttario

Contratto atipico di vitalizio: cessione della nuda proprietà, riserva dell’usufrutto e obbligo per l’acquirente di prendersi cura del precedente proprietario.

 

La cessione della nuda proprietà su un proprio appartamento, in favore di un parente o un familiare, con obbligo per il beneficiario di prendersi cura del cedente ed assisterlo, specie negli ultimi anni di vita, è un contratto che ricorre spesso nella pratica quotidiana. In tal caso, si realizza il seguente schema: il vecchio proprietario diventa usufruttuario, egli continua a vivere all’interno dell’immobile, ma, alla sua morte, l’intera proprietà passa al nudo proprietario.

 

Tale cessione può avvenire sia a titolo gratuito – e in tal caso saremo in presenza di una donazione – oppure a titolo oneroso – realizzandosi in tale ipotesi una vendita (della sola nuda proprietà). A riguardo si parla, più tecnicamente, di contratto atipico di vitalizio alimentare con cessione della nuda proprietà.

 

Ma che succede se il beneficiario di tale trasferimento viene meno all’ obbligo di assistere l’usufruttuario? Il chiarimento viene da una recente sentenza della Cassazione [1].

 

Secondo la Cassazione, si verifica un vero e proprio inadempimento contrattuale. I rimedi sono, quindi, quelli previsti dal codice civile: risoluzione del contratto ed eventuale risarcimento del danno. Il che, in termini pratici, significa che l’intera proprietà dell’immobile torna al vecchio intestatario o, in caso di suo decesso, ai suoi eredi. Anzi, ad agire contro il nudo proprietario inadempiente possono essere proprio gli stessi eredi, alla morte del parente usufruttuario: essi potranno ricorrere al giudice affinché accerti il mancato ottemperamento, da parte del primo, agli obblighi di assistenza ai quali si era impegnato.

 

Nel contratto atipico di vitalizio alimentare con cessione della nuda proprietà dell’immobile, l’inadempimento di prendersi cura sotto il profilo materiale e morale della persona fa perdere, dunque, il diritto di proprietà sull’immobile ed esso andrà restituito al primo proprietario o ai suoi eredi.

 


[1] Cass. sent. n. 12746/16.

 


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