Strisce blu: scaduto l’orario del ticket non c’è multa
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23 Giu 2016
 
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Strisce blu: scaduto l’orario del ticket non c’è multa

Sosta a pagamento: non esiste una norma del codice della strada che punisca l’automobilista che non rinnova il ticket una volta scaduto l’orario.

 

Lasciare l’auto parcheggiata sulle strisce blu per un tempo superiore a quanto pagato al momento dell’acquisto del ticket non è un comportamento vietato dal codice della strada: la nostra legge, infatti, contiene una vera e propria lacuna – mai colmata dal legislatore – che di fatto finisce per autorizzare gli automobilisti ad acquistare un “grattino” per la sosta a pagamento anche per pochi minuti e poi rimuovere l’auto dopo molto tempo (anche il giorno successivo), senza dover versare altri soldi. L’eventuale multa sarebbe quindi del tutto illegittima e il cittadino potrebbe farsela annullare dal giudice di pace, anche ricorrendo personalmente, senza cioè l’avvocato (trattandosi di importi inferiori a 1.100 euro, non c’è bisogno di difesa assistita da un legale). Lo ha appena chiarito il Tribunale di Treviso [1].

 

 

Strisce blu: ammesso solo il recupero crediti

La questione non è nuova. Anzi, l’anno scorso era stata portata all’evidenza del Ministero, il quale aveva ammesso il problema. La situazione è, infatti, così sintetizzabile:

 

  • non essendo prevista una norma del codice della strada che punisca il mancato rinnovo del ticket sulle strisce blu, l’eventuale sosta oltre l’orario non può essere sanzionata come illecito amministrativo. Si tratta, al massimo, di un inadempimento contrattuale avendo l’automobilista accettato tacitamente (e non rispettato) un accordo con l’ente in virtù del quale il primo gli consente l’occupazione del suolo pubblico dietro pagamento;
  • pertanto, l’unico modo per punire tale illecito sono gli strumenti del codice civile che prevedono il recupero del credito o mediante un decreto ingiuntivo (fondato sulla prova scritta dell’accertamento del vigile, che è pubblico ufficiale e quindi in grado di attestare la violazione) o mediante una causa ordinaria: due procedure certamente costose e lunghe, che non sono proporzionate allo scopo. Peraltro, in questo modo, tutto ciò che può chiedere l’amministrazione è il pagamento della sosta residua, spesso di pochi centesimi, ma senza applicazione di multe o sanzioni, in quanto non previste dalla legge;
  • il ministero ha così invitato i Comuni [2] ad emanare regolamenti interni volti a disciplinare l’utilizzo delle aree a strisce blu: solo in questo modo, colmando con tali norme locali la lacuna del codice, è ancora possibile infliggere le multe per ticket scaduto;
  • ciascun cittadino può verificare – con un accesso agli atti amministrativi – se il proprio Comune ha disciplinato la materia, ma ad oggi gli enti che non si sono adeguati sono di gran lunga la maggioranza. Con il risultato che gran parte delle multe – come giustamente conferma la sentenza in commento – sono nulle.

 

In poche parole il guidatore non può essere multato per una violazione del codice della strada ma va applicato semplicemente un sovraprezzo in funzione del tempo in più rispetto a quanto già pagato. Il tutto, si legge nella sentenza rientra, quindi, in una vera e propria contrattazione di tipo privatistico senza che possa intervenire quanto disposto dal codice della strada.

 

La sanzione prevista dal codice della strada [3], in definitiva, è possibile solo in caso di omesso acquisto del ticket orario o in caso di mancata esposizione in modo visibile (sul parabrezza o altre sezioni dell’auto ove sia visionabile dal vigile). Al contrario, dove la sosta è consentita a tempo indeterminato, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento si configura come una inadempienza contrattuale.

 


La sentenza

TRIBUNALE DI TREVISO

Nel procedimento per Opposizione ord. ingiunzione ex artt. 22 L689/1981 ((violazione codice strada) R.G. 5323/2014

promosso con ricorso/atto di citazione

da: FOGALE LEOPOLDO

contro: COMUNE DI CASTELFRANCO VENETO

Oggi 14/04/2016 ad ore 10.35 dinanzi al Giudice dott.ssa Daniela Ronzani

sono comparsi

l’avv. Alessandro Zanetti per l’appellante e l’avv. Mariano Bonato per l’appellato.

L’avv. Zanetti discute la causa richiamandosi agli atti in particolare alla comparsa conclusionale e memoria di replica. L’avv. Bonato si richiama agli atti depositati, comparsa di costituzione e memoria di replica e si oppone alla produzione dei documenti depositati con la memoria di replica 4.3.2016 in quanto tardivi e inammissibili.

Il Giudice invita le parti alla discussione e decide la causa come da sentenza con motivazione contestuale.

Il Giudice Dott.ssa Daniela Ronzani



REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI TREVISO

I^ SEZIONE CIVILE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale in composizione monocratica nella persona del giudice, Dott.ssa Daniela Ronzani, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di appello iscritta al n.5323/014 di ruolo generale dell’anno 2014 del Tribunale di

Mostra tutto

[1] Trib. Treviso, sent. n. 1069/2016 del 21.04.2016.

[2] Min. Trasporti, pareri n. 25783/2010, 3615/2011 e 2074/2015.

[3] Art. 157 cod. str.

 


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Commenti
1 Lug 2016 Luca beghelli

Infatti fare il ricorso ti costa più della multa.Non dovrebbero proprio farla ,invece i comuni la fanno lo stesso così il cittadino è costretta a pagarla perché se fa ricorso gli costa di più