Multe: i trabocchetti della comunicazione dei dati del conducente
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23 Giu 2016
 
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Multe: i trabocchetti della comunicazione dei dati del conducente

Chi impugna la multa davanti al giudice di pace o chi paga immediatamente il verbale deve comunque comunicare immediatamente i dati dell’effettivo conducente ai fini della decurtazione dei punti dalla patente.

 

Attenzione ai trabocchetto in cui cadono molti: quando ricevete a casa la notifica di una multa stradale che non vi è stata contestata nell’immediatezza, avete sessanta giorni per comunicare all’autorità procedente le generalità dell’effettivo conducente dell’auto. Tale comunicazione serve affinché la polizia possa procedere, nei confronti di quest’ultimo (e solo di quest’ultimo), alla decurtazione dei punti dalla patente se previsto dalla contravvenzione. Se non ottemperate all’obbligo in questione, vi ritroverete un secondo verbale con una multa che va da 268 euro a 1.142 euro.

 

Detta così sembrerebbe una norma di facile interpretazione; tuttavia sono in molti a cadere in errore e a sbagliarsi. Tanto è confermato dall’enorme mole di sentenze emesse su tale tema. Cerchiamo allora di sfatare i luoghi comuni e di chiarire alcune questioni per molti ancora incerte.

 

 

Chi paga la multa deve inviare la comunicazione

Anche chi paga la multa deve rispondere all’invito dell’autorità a fornire i dati del conducente. In molti credono che l’estinguere immediatamente la contravvenzione, andando a versare l’importo dovuto, sia una tacita dichiarazione di responsabilità, con conseguente ammissione di essere stati l’effettivo conducente al momento dell’infrazione. Non è così. La polizia non può sapere chi era alla guida del mezzo multato se non siete voi stessi a dirglielo. La comunicazione è, infatti, un dovere di collaborazione con le autorità, che spetta a ogni cittadino, per la punizione degli illeciti amministrativi: la violazione di tale dovere è sanzionata autonomamente rispetto alla multa.

 

 

Chi presenta ricorso deve inviare la comunicazione

Nonostante qualche giudice ritenga il contrario, l’orientamento maggioritario – affermato dalla Cassazione [1] e più di recente dal Giudice di Pace di Catania [2] – è di ritenere che l’impugnazione della multa non sospende l’obbligo di indicare le generalità dell’effettivo conducente. In pratica, chi presenta ricorso al giudice di pace deve comunque inviare la comunicazione alle autorità entro 60 giorni dalla notifica della multa e non al termine della causa e solo in caso di sconfitta.

 

Infatti, secondo la giurisprudenza, il termine assegnato al proprietario per comunicare alla polizia i dati relativi al conducente decorre non dalla definizione del procedimento di opposizione contro il verbale, ma dalla notifica della iniziale multa al proprietario. Quest’ultimo quindi non può soprassedere alla richiesta in attesa della definizione della impugnazione. Si tratta infatti di due obblighi distinti: l’uno di pagare la multa o di fare ricorso, l’altro di inviare la comunicazione per cooperare con le autorità.

 

 

Chi non ricorda chi era alla guida deve inviare la comunicazione

Il fatto di non essere in grado di ricordare a chi sia stata prestata la propria auto al momento della contravvenzione non esonera il proprietario dall’obbligo di inviare comunque la comunicazione. In tal caso, però, la comunicazione potrà avere contenuto negativo, ossia vi si potrà affermare che, per valide cause oggettive, indipendenti dalla propria volontà, non si è nella possibilità di conoscere le generalità dell’effettivo conducente. Attenzione: secondo la cassazione, non è una impossibilità oggettiva la difficoltà di ricordare, come nel caso dell’anziano o del capo famiglia in cui la stessa auto è condivisa tra i vari membri.

 

 

Chi vuol evitare la decurtazione dei punti non deve inviare la comunicazione

Chi non invia la comunicazione suddetta non subisce la decurtazione dei punti dalla patente, ma solo una multa pecuniaria che va da 268 euro a 1.142 euro. In teoria, questo pone il proprietario dell’auto – che stia terminando il monte punti della propria patente – nell’alternativa di scegliere se pagare una seconda multa o accettare di farsi togliere altri punti.

 

 

Chi comunica i dati di una persona diversa commette reato

Non sono stati pochi i casi di conducenti che, per evitare di pagare la seconda multa e, nello stesso tempo, anche la decurtazione dei punti dalla patente, abbiano fornito le generalità di un’altra persona (tipico il caso del parente anziano con la patente “integra” a cui sia facile il recupero dei punti per buona condotta). Questo comportamento però integra un reato, il cui accertamento non è neanche così improbabile (si pensi alla foto scattata dall’autovelox, in cui si veda il volto del conducente, del tutto incompatibile con le indicazioni anagrafiche fornite nella dichiarazione).


[1] Cass. sent. n. 22881/2010 e n. 13419/2014

[2] G.d.P. Catania, sent. n. 405/16.

 


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