Incendio auto per le fiamme dal cassonetto della spazzatura
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23 Giu 2016
 
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Incendio auto per le fiamme dal cassonetto della spazzatura

Se il fuoco si propaga dai bidoni dell’immondizia sino all’automobile, danneggiandola, chi deve risarcire il danno: il Comune o la società concessionaria della raccolta di rifiuti?

 

Ti sei mai chiesto a chi chiedere i danni nel caso in cui, durante la notte, una banda di vandali dovesse dar fuoco a un cassonetto dei rifiuti e le fiamme dovessero propagarsi fino alla tua automobile, parcheggiata nelle vicinanze? Chi ti risarcirebbe i costi per la riparazione o, addirittura, per la sostituzione del mezzo: il Comune o la società concessionaria del servizio di raccolta dei rifiuti? La risposta è in una sentenza di poche ore fa della Cassazione [1].

 

Per quanto possa lasciare delusi, la soluzione dei giudici supremi è abbastanza semplice: chiedete i soldi all’assicurazione, solo se siete coperti ovviamente dalla polizza incendio. Questo perché – spiega sempre la sentenza in commento – non sono responsabili né il Comune, né la società che gestisce il servizio di raccolta dell’immondizia, titolare dei cassonetti. Un incendio divampato in pochi minuti, specie se doloso, per mano di ignoti e nelle ore serali, costituisce il classico “caso fortuito” all’occorrenza del quale il proprietario o il custode di un bene non risponde dei danni arrecati a terzi dal bene stesso. Ciò significa che, non potendo né l’amministrazione locale, né la società di raccolta dei rifiuti provvedere a una vigilanza continua per impedire eventuali atti vandalici e, di conseguenza, neanche prestare un tempestivo intervento – e non certo per propria colpa, ma perché l’evento è in sé imprevedibile e inevitabile – allora ad esse non può essere chiesto alcun risarcimento. Qui termina, infatti, la responsabilità oggettiva prevista dal nostro codice.

 

È impossibile esigere dalla società proprietaria e utilizzatrice del cassonetto un controllo continuo, ventiquattro ore su ventiquattro, per potere evitare il danneggiamento repentino e non prevedibile, dovuto a un atto vandalico.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 6 aprile – 23 giugno 2016, n. 13005
Presidente Chiarini – Relatore Barreca

Svolgimento del processo

1. S.M. citò in giudizio dinanzi al Tribunale di Imperia la Ponticelli s.r.l., chiedendo che fosse condannata al risarcimento dei danni prodotti da un incendio, partito da un cassonetto per la raccolta dei rifiuti ed estesosi all’autovettura di sua proprietà, parcheggiata in prossimità di quest’ultimo.
Si costituì in giudizio la società Ponticelli s.r.l., preliminarmente eccependo la nullità dell’atto di citazione per omissione o incertezza dei requisiti di cui ai numeri 3 e 4 dell’art.163 c.p.c. , risultando indefiniti il petitum e la causa petendi, non avendo il M. precisato a che titolo rivolgesse le proprie doglianze nei confronti della società Ponticelli s.r.l. e conseguentemente quale relazione sussistesse tra il fatto e quest’ultima. Nel merito, la convenuta chiese rigettarsi la domanda attorea poiché infondata in fatto e diritto.
2. Con sentenza n.269 del 2006, il Tribunale di Imperia accolse la domanda dell’attore e condannò la convenuta società al risarcimento dei danni, liquidati nell’importo di E 4.828,88, oltre accessori, ed al pagamento delle spese di lite.
3. Avverso la

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[1] Cass. sent. n. 13005/2016 del 23.06.2016

 


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