Stalking: per l’ammonimento del Questore non è necessario l’avviso
Lo sai che?
24 Giu 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Stalking: per l’ammonimento del Questore non è necessario l’avviso

L’avviso di avvio del procedimento, contro il colpevole del reato di stalking, non è necessario se il Questore motiva l’urgenza del provvedimento.

 

Nel caso di procedura di ammonimento del Questore per stalking, non è necessario l’avviso di avvio del procedimento nei confronti del colpevole se la misura adottata risulta essere motivata dall’urgenza, motivazione che, comunque, deve risultare in modo chiaro e netto dal provvedimento. È quanto chiarito dal Consiglio di Stato in una recente sentenza [1].

 

 

La vicenda

Un uomo, accusato di stalking, riceveva l’ammonimento dal Questore. Contro il provvedimento, l’uomo proponeva prima il ricorso gerarchico al Prefetto e, dopo il rigetto, ricorso al giudice amministrativo (TAR). Al centro della contestazione del colpevole, il fatto che allo stesso non fosse stato inviata la comunicazione di avvio del procedimento. La doglianza veniva accolta in primo grado; tuttavia, in secondo, davanti al Consiglio di Stato, la decisione veniva capovolta e l’ammonimento del Questore veniva ritenuto legittimo.

 

 

Cosa dice la legge

La legge sul procedimento amministrativo [2] stabilisce che, se non vi siano particolari necessità di urgenza e di celerità del procedimento, l’avvio del procedimento stesso va comunicato personalmente al soggetto nei confronti del quale il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed agli altri soggetti che, per legge, devono intervenirvi. Resta salva la facoltà dell’amministrazione di adottare, anche prima di tale comunicazioni, provvedimenti cautelari.

 

L’obbligo di partecipazione dell’interessato è per garantire a quest’ultimo la possibilità di presentare difese a sostegno della propria posizione e, nel caso di stalking, per dimostrare l’infondatezza delle accuse ricevute. Si tratta, anche dell’espressione del principio di contraddittorio insito in ogni procedimento che possa comportare la compressione di diritti soggettivi.

 

 

Stalking: l’ammonimento del Questore

Fino a quando non è proposta querela per il reato di stalking la persona offesa può rivolgersi all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta [3]. Il Questore, dopo aver assunto le necessarie informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate sui fatti, se ritiene fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento.

 

Una volta investito della questione, il Questore è tenuto a valutare, con ampia discrezionalità, ogni elemento del caso concreto: in particolare, egli deve verificare non solo se sia giusto emettere o meno l’ammonimento per stalking, ma anche quando emetterlo. In particolare egli può decidere se adottare immediatamente detto provvedimento oppure se le circostanze consentano di avvisare prima il presunto colpevole dell’avvio del procedimento, dandogli il tempo di difendersi e chiedere di essere ascoltato.

In buona sostanza, il Questore deve valutare se sussistano le condizioni di urgenza, richieste dalla legge sul procedimento amministrativo (di cui abbiamo parlato nel precedente punto [2]), che consentano di emettere l’ammonimento senza bisogno di avviare in anticipo la fase di partecipazione dell’interessato all’emissione dell’atto.

 

 

Se nel proprio provvedimento il Questore da espressamente atto che sussistono “particolari esigenze di celerità del procedimento amministrativo” e che la misura va senz’altro emessa immediatamente “al fine di scongiurare il possibile scatenarsi di dinamiche reattive ulteriori”, allora l’ammonimento può essere inflitto anche senza bisogno del preventivo avviso all’interessato.

 

Il Consiglio di Stato ha così valutato ragionevoli le considerazioni fatte dal Questore, anche in ragione dei fatti posti a fondamento della richiesta avanzata dalla persona offesa (come il possesso di una licenza di polizia per porto d’armi da parte del destinatario dell’ammonimento).

Non solo quindi la natura cautelare del provvedimento, ma altresì le risultanze del procedimento sono state poste dal Questore a fondamento dell’urgenza oltre che della necessità della misura adottata.

 

 

L’obbligo di motivazione dell’ammonimento del Questore

La sentenza in commento chiarisce, comunque, un punto fermo: se vero è che il provvedimento di ammonimento, assolvendo a una funzione tipicamente cautelare e preventiva, non deve necessariamente essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, è anche vero che tale decisione deve essere comunque motivata dal Questore sulla base della particolarità del quadro indiziario alla base della misura adottata.


La sentenza

N. 02419/2016REG.PROV.COLL. N. 01964/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1964 del 2016, proposto dal Ministero dell’Interno, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici è domiciliato in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12;

contro

Il signor Le. Man., rappresentato e difeso dall’avvocato Maria Riccio, con domicilio eletto presso la signora Giulia Nicolais in Roma, piazza G. Mazzini, n.27;

nei confronti di
La signora Da. San.;
per la riforma
della sentenza del T.A.R. per la Liguria, Sez. II, n. 701/2015, resa tra le parti;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del signor Le. Man.; Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 26 maggio 2016 il pres. Luigi Maruotti e uditi per le parti l’avvocato Giulia Nicolais, su delega dell’avvocato Maria Riccio, e l’avvocato dello Stato Maria

Mostra tutto

[1] Cons. St. sent. n. 2419/2016 del 6.06.2016.

[2] Art. 7, legge 241/1990.

[3] Art. 8 del Dl n. 11 del 2009.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti