Antifurto in casa: quale scegliere e quanto risparmiare
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25 Giu 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Antifurto in casa: quale scegliere e quanto risparmiare

D’estate come d’inverno, i ladri sono sempre in agguato. Un impianto di allarme efficace aiuta a vivere più tranquilli. E a risparmiare sonno e soldi grazie alle detrazioni fiscali.

 

Niente di peggio della mancata serenità. Di giorno o di notte, quando si teme un furto in casa mentre si è al lavoro, in vacanza o, ancora peggio, mentre si dorme placidamente nel proprio letto. La presenza delle forze dell’ordine sotto casa non è sempre garantita, quindi l’unico modo per proteggere i beni e la famiglia è un impianto di allarme. Le tipologie sono tante e si può usufruire della detrazione fiscale del 50% garantita dal bonus per le ristrutturazioni edilizie, che prevede la messa in sicurezza dell’abitazione.

 

Il sistema elettronico dell’antifurto rileva delle presenze anomale dentro e fuori casa e, se collegati alle forze dell’ordine, possono allertare Polizia e Carabinieri nel momento in cui il ladro cerca di entrare dove non deve.

 

Esistono due tipi di impianti di allarme: uno con fili e uno senza fili (wireless).

 

 

Impianti antifurto con fili

Gli impianti di allarme con fili collegano, attraverso dei cavi elettrici, i diversi sensori installati nella casa. I cavi sono incassati nel muro e se il ladro cerca di tranciarli scatterebbe la sirena.

 

L’impianto di allarme con fili richiede, di norma, tre componenti:

– La centralina che comanda l’inserimento o il disinserimento dell’allarme e le zone da proteggere;

 

– I sensori, installati negli ingressi o nelle finestre della casa, che rilevano la presenza anomala di una persona e che inviano alla centralina il segnale di allarme;

 

– La sirena, il cui unico compito è quello di mettere in fuga i ladri dopo avere avvertito i padroni di casa o i vicini (in quest’ultimo caso, è consigliabile evitare il più possibile i falsi allarmi, per non fare la fine della famosa favola “al lupo, al lupo…”).

 

Al costo del materiale e della mano d’opera dell’installatore, ovviamente, va aggiunto il costo dei lavori di muratura per incanalare i fili nell’abitazione.

 

 

Impianti antifurto senza fili (wireless)

Gli impianti di allarme wireless hanno le stesse funzioni di quelli con fili ma permettono di avere qualche vantaggio in più. Agiscono attraverso onde elettromagnetiche, in assenza di cavi. I sensori funzionano con delle batterie, la cui carica è sempre rilevata. Pertanto, in caso di mancanza di corrente, i dispositivi restano sempre attivi.

 

Il costo si riduce a quello del materiale e della mano d’opera dell’installatore. Si elimina quello delle opere di muratura. Non conviene risparmiare sul materiale: i dispositivi più avanzati sono meno soggetti a interferenze radio (i ladri le sanno tutte).

 

Esistono anche degli impianti misti, cioè in parte fatti da collegamenti via cavo e in parte wireless. Di solito, la componente a filo è quella della centralina, mentre i sensori mandano i segnali via radio.

 

 

Antifurto in casa: i sensori

I sensori dell’antifurto variano a seconda del tipo di abitazione o della zona in cui si abita. I più comuni sono:

 

– Sensore di allarme a infrarossi. Sono i più comuni ed i più utilizzati. Rilevano la variazione di temperatura in un locale. La loro lente divide lo spazio in parti uguali. Se in questo spazio ci sono dei cambiamenti motivati dal movimento di un corpo, il sensore invia un segnale di allarme. Così facendo, la presenza di un animale domestico non sarà un problema.

 

– Sensore di allarme a microonda. Sono sconsigliati per le abitazioni, in quanto cari (hanno un maggiore consumo di energia) e complicati da installare. Vengono utilizzati in edifici che richiedono un alto grado di sicurezza, in quanto funzionanti con l’effetto Doppler (rileva il movimento di un corpo sia a caldo che a freddo)

 

– Sensori di allarme con doppia tecnologia: combinano i due concetti precedenti. Per questo costano di più, sia in termini di acquisto che di installazione.

 

Questi sensori vengono utilizzati, nella maggior parte dei casi, all’interno dell’abitazione (anche se possono essere installati all’esterno per chi possiede un ampio giardino, ad esempio). Ma è molto comune anche il cosiddetto impianto di allarme perimetrale. Quello, cioè, che viene installato nelle finestre o porte finestre della casa con dei contatti magnetici: nel momento in cui, ad allarme inserito, questi contatti si separano, la sirena inizia a suonare.

 

Gli impianti antifurto sono regolati dalla normativa CEI 79-3. Descrive come deve essere fatta la progettazione, l’installazione, la manutenzione ed il collaudo. E’ in linea con la normativa europea EN 50131.

 

 

Impianti antifurto: detrazioni fiscali

La Legge di Stabilità ha prorogato il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie che comprende la messa in sicurezza della casa, e quindi anche l’installazione di impianti di allarme e di videosorveglianza.

 

Per tutto il 2016, dunque, c’è una detrazione fiscale per le spese sugli impianti di allarme del 50% in 10 rate annuali.


 


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