Auto in comproprietà: pro e contro
Lo sai che?
25 Giu 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Auto in comproprietà: pro e contro

Intestare un veicolo a due persone è possibile. E a volte, come per l’assicurazione, anche vantaggioso. Ma che cosa succede quando si vuole vendere la macchina?

 

Avere l’auto in comproprietà conviene soprattutto ai giovani. La Legge Bersani [1] consente ai neopatentati di usufruire di alcuni vantaggi (pochi, ma ci sono) sull’assicurazione obbligatoria, la RC Auto. Cointestando il veicolo al genitore e al figlio, infatti, è possibile trovare delle polizze che consentono un risparmio. Se si è bravi a trattare.

 

 

Auto in comproprietà: come funziona l’assicurazione

Come noto, il neopatentato che deve intestarsi un’auto da solo parte dalla 14esima classe di merito, tra le più sfavorevoli in termini di costi dell’assicurazione. Se invece prende un veicolo in comproprietà con il genitore o con un fratello maggiore con anche l’assicurazione cointestata, può fare richiesta al momento di fare il preventivo di subentrare nella classe di merito del membro del nucleo familiare più esperto di lui. Purché entrambi i cointestatari vivano sotto lo stesso tetto. Ecco quando essere bravi a trattare.

Perché le compagnie assicurative calcolano il premio basandosi esclusivamente sul contraente più svantaggiato (quello più a rischio). Di conseguenza, il premio sarà più salato rispetto a quello del guidatore più esperto. Inoltre, nel momento in cui il ragazzo esce dal nucleo familiare, perde ogni agevolazione e ricomincia da capo. A meno che il cointestatario più esperto rinunci ai suoi benefici. Meno sono i proprietari dell’auto, più è contenta la compagnia assicurativa.

 

Un esempio: se l’auto cointestata dovesse essere rottamata o venduta, il guidatore più esperto (mettiamo che sia il genitore) potrebbe trasferire al figlio la propria classe di merito. A questo punto il ragazzo beneficerebbe dell’agevolazione sull’assicurazione della nuova vettura.

 

 

Auto cointestata: chi la può guidare

Chi decide di cointestare l’auto deve sapere che, da novembre 2014, è obbligatorio registrare presso la Motorizzazione Civile il nominativo di chi guida la macchina per più di 30 giorni non essendo intestatario. E’ importante, quindi, tenere presente che sul libretto di circolazione devono essere segnati i conducenti della vettura. Ovvio che questa norma non è applicata ai membri del nucleo familiare.

Esempio: moglie, marito o figli che vivono insieme possono usare la macchina intestata ad una o più persone del nucleo familiare senza problemi. Ma se l’auto viene prestata per più di un mese ad un amico, bisogna darne comunicazione alla Motorizzazione.

 

 

Auto cointestata: chi paga il bollo?

I proprietari dell’auto vengono ritenuti responsabili “in solido”, cioè possono pagare singolarmente il bollo dell’auto. Spetterà a quello che ha aperto il portafoglio chiedere al cointestatario la sua parte.

Può succedere che, nel frattempo, anche il cointestatario abbia pagato il bollo auto. In questo caso è possibile chiedere il rimborso compilando una richiesta presso gli uffici dell’Aci. E’ anche conveniente che gli intestatari si parlino prima di aprire il portafoglio. Sia per non pagare due volte sia per non pagarlo del tutto, perché, dovessero farlo a bollo scaduto, incorrerebbero in una sanzione che va dal 3% al 30% a seconda del ritardo.

 

 

Auto cointestata: come venderla se uno dei proprietari è irreperibile

Per vendere l’auto in comproprietà serve la firma di tutti gli intestatari. Tuttavia, può succedere che uno dei proprietari sia irreperibile. In questo caso, se l’altro intestatario possiede un certificato di proprietà o il foglio complementare originale, può ottenere la trascrizione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) del proprio veicolo [2]. Per fare ciò, dovrà presentare, presso gli uffici dell’Aci e su un foglio diverso dal certificato di proprietà, una dichiarazione unilaterale di vendita in bollo. In questo documento dovrà certificare che la vendita viene fatta da un proprietario al 50% e da un non intestatario al 50% e che la trascrizione avverrà nei termini di legge.

 

Ci sono, ovviamente, dei costi in più: l’Imposta Provinciale di Trascrizione (ITP) raddoppia.

 


[1] Legge n. 40/2007.

[2] Art. 2688 Cod. Civile.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti