Se guido scalzo possono multarmi?
Lo sai che?
26 Giu 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Se guido scalzo possono multarmi?

Guidare scalzi, con ciabatte, infradito, sandali o zoccoli: cosa prevede il codice della strada se ti metti alla guida con scarpe non chiuse; possibile la multa? Che succede se ti ferma la polizia?

 

Arriva l’estate e, come ogni anno, guidare l’auto con i piedi scalzi o con sandali o infradito diventa molto più comodo e semplice oltre che meno soffocante; ma cosa potrebbe succedere se ti dovesse fermare l’auto della polizia e chiederti di scendere? È possibile elevare una multa all’automobilista che sta guidando senza scarpe chiuse e, quindi, in condizioni di non perfetto controllo dei pedali?

 

 

Guidare scalzi o con sandali e ciabatte è vietato?

Da molti considerate un pericolo quando si è alla guida, le calzature estive (sandali, infradito, zoccoli e ciabatte) diventano però una necessità quando ci si sposta da una spiaggia a un’altra o quando, in una località estiva, ci si muove per piccoli tratti. Il rischio, però, di essere fermati dalla volante della polizia per un normale controllo e di essere poi multati per una banale infrazione come quella per la mancanza di scarpe chiuse, porta spesso gli automobilisti a conservare, all’interno dell’auto, un paio di calzature tradizionali, pronte per essere indossate non appena si mette in motore il veicolo. Il problema, per ovvie ragioni, si pone a maggior ragione quando si guida completamente scalzi.

 

Contrariamente, però, a quanto comunemente si crede, non esiste più, all’interno del nostro codice della strada, la norma che un tempo vietava di guidare scalzi o con scarpe non chiuse. Ciò soprattutto in considerazione dei cambiamenti tecnologici che hanno portato le auto a rispondere più prontamente ai comandi del conducente. L’obbligo, infatti, di portare scarpe ben legate al piede (e, in particolare, dietro il calcagno) era stato imposto perché, un tempo, i freni non erano così sensibili come quelli di oggi e, per poter consentire un rapido blocco del mezzo in una condizione di necessità, era necessario spingere con forza sul sistema meccanico. Insomma, il rischio che il piede scivolasse dal pedale aveva portato il legislatore ad adottare questa rigorosa previsione.

 

Oggi, invece, i sistemi di frenata sono quasi tutti idraulici o, comunque, computerizzati; i cambi sono automatici e, in molte auto, la frizione non esiste più; l’acceleratore è in grado di controllare lo stile di guida del conducente e di adeguarsi ad esso o, addirittura, di restare “bloccato” entro un tetto di velocità preimpostato dallo sterzo. Tutto questo ha portato a catalizzare l’attenzione del legislatore su altri obblighi comportamentali, cancellando il divieto di guidare scalzi o con sandali e infradito.

 

Per rispondere, quindi, alla domanda se guidare scalzi o con sandali e infradito è vietato o meno, dobbiamo rispondere che, attualmente, non esiste una norma specifica che sanzioni tale comportamento.

 

Il legislatore, tuttavia, ha sostituito la predetta norma con una di carattere più generico, da interpretare caso per caso: in particolare il nuovo codice della strada [1] stabilisce che il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo, in modo tale da poter compiere tutte le manovre necessarie, in condizioni di sicurezza, in modo da garantire la tempestiva frenata dell’automobile entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile. Questa norma si presta, per la sua genericità, ad ampie interpretazioni: interpretazioni che, in prima battuta, vengono rimesse al vigile – chiamato quindi a verificare se, in base al tipo di automobile e di calzari, la guida si può dire sicura – e, solo in un secondo momento, in caso di contestazione della decisione adottata da quest’ultimo, al giudice, con ricorso contro l’eventuale multa.

In buona sostanza, qualora la polizia dovesse decidere che, nel caso concreto, il conducente guidava in modo non consono a garantire il pieno controllo del mezzo, sarà poi il magistrato ad avere l’ultima parola, eventualmente valendosi di una perizia che possa valutare la qualità delle calzature sulla base della sensibilità dei pedali dell’auto e della loro risposta ai comandi del piede.

 

 

Cosa ne pensa la polizia?

Volendo cercare una soluzione ufficiale al problema, siamo andati a vedere cosa scrive la polizia di Stato sul proprio sito. Ebbene, in una pagina web dedicata al problema, nel rispondere al quesito se sia possibile guidare l’auto scalzi o con sandali infradito, la Polizia ha espressamente chiarito che il divieto è stato ufficialmente abrogato, ma resta comunque l’obbligo, per il conducente, di autodisciplinarsi nella scelta dell’abbigliamento e degli accessori al fine di garantire un’efficace azione di guida con i piedi (accelerazione, frenata, uso della frizione). Ancora una volta, quindi, non prevale una regola generale e valida per tutti i casi, ma tutto viene rimesso alla valutazione della concreta situazione.

 

 

Cosa deve fare l’automobilista?

Da quanto si è detto finora, ci sentiamo di suggerire, ai proprietari di auto più “datate”, di continuare a indossare scarpe chiuse per evitare il rischio di multe. Invece, chi ha acquistato un’automobile di ultima generazione, di quelle prodotte negli ultimi dieci anni, dotate quindi di freni idraulici e/o ABS, non dovrebbe temere alcunché e potrebbe quindi guidare scalzo o con sandali, infradito, zoccoli o altri tipi di calzature non chiuse.

 

 

In caso di incidente

Qualora dovesse esservi un incidente, è abitudine delle assicurazioni – che di norma trovano ogni scusa pur di non pagare – verificare se lo scontro è stato determinato da negligenza grave; questo significa che la compagnia, qualora sul verbale della polizia dovesse risultare indicato che il conducente guidava scalzo o con i sandali, potrebbe appigliarsi a questo fatto, sebbene non sia stata elevata alcuna multa. La questione andrà contestata poi nelle opportune sedi giudiziarie, ma di certo, almeno in prima battuta, potrebbe costituire un ostacolo.


[1] Art. 141 co. 2 cod. str.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti