La confusione
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25 Giu 2016
 
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La confusione

Confusione: nozione ed effetti.

 

Si ha confusione quando le qualità di creditore e debitore si riuniscono in capo alla stessa persona. In questo caso, se non si producesse l’estinzione dell’obbligazione, si avrebbe l’assurdo del debitore che paga a se stesso. Questa situazione può verificarsi:

 

— per atto fra vivi (ad es., cessione dell’azienda verso la quale il cessionario aveva delle partite di debito art. 2559);

 

— per atto mortis causa, quando il creditore diventa erede del debitore o viceversa.

 

 

Effetti della confusione

La confusione produce l’estinzione dell’obbligazione e l’estinzione delle garanzie eventualmente prestate da terzi. Il fondamento dell’effetto estintivo della confusione si rinviene nel venir meno della struttura del rapporto obbligatorio quale relazione tra un debitore e un creditore (BIANCA).

 

Tuttavia, non sempre la confusione determina la estinzione dell’obbligazione. Infatti, questo effetto non si verifica:

 

— in caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario (art. 490);

 

— in caso di separazione del patrimonio del defunto dal patrimonio dell’erede (art. 512);

 

— in caso di titolo di credito girato all’emittente (art. 15 l. camb.; art. 17 l. assegno);

 

— in caso di società unipersonale (art. 2272).

 

Quando la confusione si verifica in relazione a diritti reali limitati prende il nome di consolidazione (ad es., usufruttuario, che diventa proprietario del bene che aveva in usufrutto). La confusione, non pregiudica i diritti dei terzi. L’art. 1254 dispone che la confusione non opera in pregiudizio dei titolari di diritti di usufrutto e di pegno sul credito.

 

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