Breaking News Pubblicato il 26 giugno 2016

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Breaking News Scuola, mini concorso per entrare

> Breaking News Pubblicato il 26 giugno 2016

La chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi sarà limitata da un punteggio di valutazione, per l’ingresso dei più meritevoli.

Scuola: la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi, per prendere servizio, sarà limitata da un mini concorso; questa è la condizione inderogabile posta dai sindacati, per limitare la discrezionalità dei dirigenti scolastici nella scelta dei professori.

Le scelte dei presidi, in particolare, dovranno essere motivate da un questionario di valutazione che si basa sul curriculum dei docenti, affinché siano selezionati i più adatti al ruolo. Non ci sarà, però, alcuna graduatoria, ma solo una valutazione obiettiva, basata sui titoli e sulla preparazione. Un mini-concorso dopo il concorso, insomma, che riguarderà sia i professori già di ruolo da tempo, sia coloro che passeranno di ruolo a seguito del concorsone, attualmente in corso di svolgimento.

Mini-concorso: come si svolgerà

Il mini concorso, nel dettaglio, cambierà in base al profilo del docente richiesto per ciascuno dei posti liberi in organico, che sarà delineato dalla scuola, indicando i titoli culturali e di servizio richiesti. Tutti gli avvisi dei singoli istituti saranno resi pubblici in un’unica data nazionale, a tutti i docenti inseriti nell’ambito territoriale di riferimento. Pubblicato l’avviso, gli insegnanti potranno presentare la domanda di partecipazione al mini-concorso: il preside, poi, valuterà il curriculum dei singoli docenti, secondo  una griglia di valutazione decisa non discrezionalmente, ma a livello nazionale. Sarà il primo classificato a ottenere il posto vacante, mentre gli eventuali posti scoperti saranno assegnati dall’Ufficio Scolastico, che si atterrà ai punteggi della mobilità.

Questa  procedura, che modifca la legge della Buona scuola, tuttavia, non è ancora definitiva e potrebbe essere ulteriormente cambiata.

Concorso scuola

Il maxi concorso scuola, nel frattempo, sta volgendo al termine in quasi tutte le commissioni. Alcune hanno già corretto gli scritti e svolto la prova orale, mentre in altre commissioni le correzioni sono ancora in corso. Molto numerosi i non ammessi, anche a causa della notevole difficoltà delle prove scritte.

La prova orale, invece, consiste in una lezione simulata, preceduta dall’illustrazione delle scelte didattiche, contenutistiche e di metodo e in un colloquio sulla conoscenza della lingua straniera e sui contenuti della lezione.

Al termine della prova, che si intende superata se il candidato consegue un punteggio minimo di 28/40; dopo gli orali, si procede alla valutazione dei titoli, per la redazione delle graduatorie di merito. Tutte le operazioni devono essere concluse entro il 15 settembre, per consentire l’entrata in ruolo nei termini. Ora, il mini concorso, sebbene abbia il merito di limitare la discrezionalità dei dirigenti scolastici, rischia di far slittare l’ingresso in ruolo dei docenti, considerando anche i forti ritardi nelle procedure del maxi concorso.

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