Pubblicità avvocati: vietato vantarsi
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27 Giu 2016
 
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Pubblicità avvocati: vietato vantarsi

Nell’informazione al pubblico, l’avvocato deve evitare l’autocelebrazione e la pubblicità comparativa.

 

La pubblicità degli avvocati non deve contenere esagerazioni o iperboli, anche se chiaramente dettate da intento auto promozionale: l’autocelebrazione è assolutamente vietata quando il legale dovrebbe fornire al pubblico una semplice “informazione” sull’attività professionale che svolge. Informazione che deve essere rispettosa della dignità e del “decoro della professione” e, quindi, di tipo semplicemente conoscitivo. La legge Bersani, infatti, pur avendo liberalizzato la pubblicità in favore degli avvocati, consente loro di fornire solo informazioni sui servizi resi alla clientela, ma non legittima alcuna pubblicità indiscriminata avulsa dalle regole deontologiche. È quanto chiarisce il CNF con una recente sentenza [1].

 

 

La vicenda

Al centro della vicenda, un avvocato ritenuto responsabile per la violazione del codice deontologico forense [2] per aver accettato la pubblicazione, su un periodico, di un articolo-intervista dal contenuto autoelogiativo; il legale aveva fornito informazioni sulla propria attività di studio, sulla propria professionalità e clientela, senza peraltro indicare le informazioni obbligatorie, ivi compresa l’indicazione del Consiglio d’Ordine di appartenenza.

L’uomo si era giustificato sostenendo da un lato che le parole pubblicate nell’intervista non erano le sue, ma quelle del giornalista; dall’altro che l’articolo non era stato da lui sollecitato ma offerto spontaneamente dal giornale. Censure rigettate perché: con riferimento alla prima non era risultato che l’avvocato, a pubblicazione avvenuta, avesse preso le distanze dal contenuto della pubblicazione o se ne fosse dissociato quanto alle frasi virgolettate; con riferimento alla seconda, l’avvenuta o mancata sollecitazione dell’intervista può semmai assumere rilievo solo ai fini della quantificazione della sanzione, non certo dell’illecito deontologico, poiché la sollecitazione deve considerarsi elemento concorrente e non esclusivo della violazione.

 

Ecco le frasi incriminate dell’intervista:

La sua grande soddisfazione è quella di aver fondato uno studio che, oltre ad essere diventato un punto di riferimento per i suoi clienti, è una fucina di professionisti”;

–  “Io sono sempre in giro per il mondo, passo da un consiglio di amministrazione all’altro, da un collegio sindacale all’altro, mi muovo in continuazione, mi informo e mi documento su ogni cosa, sono curioso di tutto e tengo la mente in perenne ebollizione”;

–  “Potrei scrivere un libro per tutte le cose che ho fatto. Ad esempio, 21 anni fa, salvai un signore che era rovinato dagli strozzini”;

–  “E poi la stima e il rispetto che si rispecchia in questo studio associato che non è mai stato e non sarà mai un condominio di avvocati, ma una fucina di professionisti dove ognuno dà il meglio si se stesso”.

 

 

Come deve essere l’informazione

Ricordiamo cosa prescrive il codice deontologico forense quando l’avvocato intende effettuare informazioni sull’attività professionale [3].

 

L’avvocato che intende dare informazione sulla propria attività professionale deve indicare:

  • la denominazione dello studio, con la indicazione dei nominativi dei professionisti che lo compongono qualora l’esercizio della professione sia svolto in forma associata o societaria;
  • il Consiglio dell’Ordine presso il quale è iscritto ciascuno dei componenti lo studio;
  • la sede principale di esercizio, le eventuali sedi secondarie ed i recapiti, con l’indicazione di indirizzo, numeri telefonici, fax, e-mail e del sito web, se attivato;
  • il titolo professionale che consente all’avvocato straniero l’esercizio in Italia, o che consenta all’avvocato italiano l’esercizio all’estero, della professione di avvocato in conformità delle direttive comunitarie.

Può indicare:

  • i titoli accademici;
  • i diplomi di specializzazione conseguiti presso gli istituti universitari;
  • l’abilitazione a esercitare avanti alle giurisdizioni superiori;
  • i settori di esercizio dell’attività professionale e, nell’ambito di questi, eventuali materie di attività prevalente;
  • le lingue conosciute;
  • il logo dello studio;
  • gli estremi della polizza assicurativa per la responsabilità professionale;
  • l’eventuale certificazione di qualità dello studio; l’avvocato che intenda fare menzione di una certificazione di qualità deve depositare presso il Consiglio dell’Ordine il giustificativo della certificazione in corso di validità e l’indicazione completa del certificatore e del campo di applicazione della certificazione ufficialmente riconosciuta dallo Stato.

L’avvocato può utilizzare esclusivamente i siti web con domini propri e direttamente riconducibili a sé, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale partecipa, previa comunicazione tempestiva al Consiglio dell’Ordine di appartenenza della forma e del contenuto in cui è espresso.

Il professionista è responsabile del contenuto del sito e in esso deve indicare i dati previsti dal primo comma.

Il sito non può contenere riferimenti commerciali e/o pubblicitari mediante l’indicazione diretta o tramite banner o pop-up di alcun tipo.

 

Ed ancora, stabilisce sempre il codice deontologico [4]:

 

L’avvocato può dare informazioni sulla propria attività professionale.

Il contenuto e la forma dell’informazione devono essere coerenti con la finalità della tutela dell’affidamento della collettività  e rispondere a criteri di trasparenza e veridicità, il rispetto dei quali è verificato dal competente Consiglio dell’Ordine.

Quanto al contenuto, l’informazione deve essere conforme a verità e correttezza e non può avere ad oggetto notizie riservate o coperte dal segreto professionale. L’avvocato non può rivelare al pubblico il nome dei propri clienti, ancorché questi vi consentano.

Quanto alla forma e alle modalità, l’informazione deve rispettare la dignità e il decoro della professione.

In ogni caso, l’informazione non deve assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa, comparativa.

Sono consentite, a fini non lucrativi, l’organizzazione e la sponsorizzazione di seminari di studio, di corsi di formazione professionale e di convegni in discipline attinenti alla professione forense da parte di avvocati o di società o di associazioni di avvocati.

E’ consentita l’indicazione del nome di un avvocato defunto, che abbia fatto parte dello studio, purché il professionista a suo tempo lo abbia espressamente previsto o abbia disposto per testamento in tal senso, ovvero vi sia il consenso unanime dei suoi eredi.

 

 

Autocelebrazione vietata

Il CNF ricorda il divieto di enfatizzare le capacità professionali dell’avvocato. È questa la sintesi del codice deontologico laddove stabilisce, con riferimento ai rapporti con la stampa [4] che:

 

Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di diffusione l’avvocato deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare interviste, per il rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza.

Il difensore, con il consenso del proprio assistito e nell’esclusivo interesse dello stesso, può fornire agli organi di informazione e di stampa notizie che non siano coperte dal segreto di indagine.

In ogni caso, nei rapporti con gli organi di informazione e con gli altri mezzi di diffusione, è fatto divieto all’avvocato di enfatizzare la propria capacità professionale, di spendere il nome dei propri clienti, di sollecitare articoli di stampa o interviste sia su organi di informazione sia su altri mezzi di diffusione; è fatto divieto altresì di convocare conferenze stampa fatte salve le esigenze di difesa del cliente.

E’ consentito all’avvocato, previa comunicazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza, di tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l’indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche.

 

 

La legge Bersani

La cosiddetta Bersani [6] ha sì abrogato le disposizioni che non consentivano la cosiddetta pubblicità informativa relativamente alle attività professionali, ma non ha abrogato la norma [7] che punisce comportamenti non conformi alla dignità e al decoro professionale. È dunque consentita la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, prezzi, contenuti ed elementi in grado di orientare razionalmente le scelte di colui che va cercando assistenza, con le dovute limitazioni connesse alla dignità e al decoro della professione, la cui verifica è affidata al potere-dovere dell’ordine professionale, e con la precisazione che essa non debba assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa, comparativa.


La sentenza

N. 182/10 R.G.

RD n. 163/15

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio Nazionale Forense, riunito in seduta pubblica, nella sua sede presso il Ministero della Giustizia, in Roma, presenti i Signori:

– Avv. Piero Guido ALPA
– Avv. Andrea MASCHERIN
– Avv. Paolo BERRUTI
– Avv. Carla BROCCARDO “
– Avv. Federico FERINA “
– Avv. Fabio FLORIO “
– Avv. Enrico MERLI “
– Avv. Aldo MORLINO “
– Avv. Claudio NERI “
– Avv. Andrea PASQUALIN “
– Avv. Bruno PIACCI “
– Avv. Giuseppe PICCHIONI “
– Avv. Susanna PISANO “
– Avv. Michele SALAZAR “
– Avv. Ettore TACCHINI “
con l’intervento del rappresentante il P.M. presso la Corte di Cassazione nella persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Raffaele Ceniccola ha emesso la seguente

SENTENZA

sul ricorso presentato dall’ avv. F.G. avverso la decisione in data 18/1/10 , con la quale il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di M. gli infliggeva la sanzione disciplinare della cen- sura ;
Il ricorrente, avv. F.G. non è comparso;

è presente il suo difensore avv. F. C. ;
Per il Consiglio dell’Ordine, regolarmente

Mostra tutto

[1] CNF sent. n. 163/2015.

[2] Artt. 17, 17-bis e 18 del codice deontologico forense.

[3] Art. 17 bis cod. deontologico forense.

[4] Art. 17 cod. deontologico forense.

[5] Art. 18 cod. deontologico forense.

[6] Art. 2 del d.l. n. 226/2006, convertito nella l. n. 248/2006.

[7] Art. 38 c. 1, Rdl n. 1578/1933.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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