Iva e Irpef vanno pagati nonostante la crisi e i clienti morosi
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28 Giu 2016
 
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Iva e Irpef vanno pagati nonostante la crisi e i clienti morosi

Omesso versamento delle imposte: le sanzioni contenute nella cartella di pagamento di Equitalia vanno pagate nonostante la congiuntura economica.

 

Solo un “caso fortuito”, cioè imprevisto e inevitabile, può giustificare il contribuente dall’omesso versamento delle imposte come Iva e Irpef; invece, la crisi economica, il calo improvviso di fatturato e i clienti che non pagano più non sono scuse valide. Esse rientrano nel normale rischio e nelle dinamiche dell’impresa. Così, nonostante tali fatti, di certo tristi e incolpevoli, è dovuto il pagamento delle sanzioni calcolate da Equitalia sulla cartella esattoriale, notificata all’imprenditore o al lavoratore autonomo a causa del mancato pagamento delle tasse. È quanto chiarito dalla Commissione Tributaria Regionale del Piemonte con una recente sentenza [1].

 

Il contribuente è chiamato a mettere in conto il fatto che la sua attività può crollare da un momento all’altro per cause indipendenti dalle sue scelte imprenditoriali o professionali, cause che possono riguardare elementi esterni come il mercato o i committenti che non pagano: in verità non sono eventi poi così imprevedibili, stante il normale “rischio” di chi esercita un lavoro autonomo o un’attività commerciale. Tanto è vero che la legge stessa ha disposto una disciplina apposita nel caso di fallimento o di crisi imprenditoriale. Sicché non si può in questi casi, parlare di caso fortuito. Secondo i giudici, infatti, la crisi economica e i clienti inadempienti sono fuori dai casi di forza maggiore che esentano dalle imposte. Il contribuente può dirsi esonerato solo per fatti davvero eccezionali imprevedibili, che gli abbiano impedito di adempiere ai propri obblighi verso l’Erario.

 

È vero, la legge [2] stabilisce che non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore. Ma, a parere dei giudici, non ricorrono in alcun modo gli estremi dello stato di forza maggiore nel caso di crisi generale del settore: le difficoltà economiche strettamente attinenti alle dinamiche imprenditoriali e commerciali non sono in alcun modo assimilabili a fattispecie di forza maggiore quali, ad esempio, il caso in cui il mancato pagamento delle tasse sia dovuto a fenomeni naturali o di terzi.

 

Ciò vale, ancor di più, per l’omesso versamento dell’Iva, in quanto già incassata in via di rivalsa dai committenti: il contribuente allora è chiamato a un atteggiamento di prudenza e a mettere “da parte” le somme versategli dai suoi clienti e a lui non spettanti, ma dovute al fisco.


[1] CTR Piemonte, sent. n. 687/38/16 del 23.06.2016.

[2] Art. 6 co. 5, d.lgs. n. 472/1997.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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