Voucher e lavoro occasionale vanno dichiarati nel 730?
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28 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Voucher e lavoro occasionale vanno dichiarati nel 730?

Inserimento dei buoni lavoro e dei compensi da lavoro autonomo occasionale nella dichiarazione dei redditi: è obbligatorio indicarli nel modello Unico o 730?

 

L’anno scorso sono stato retribuito con i voucher e ho emesso una ricevuta da lavoro occasionale: devo dichiarare entrambi i redditi?

 

I compensi derivanti da lavoro occasionale accessorio, cioè quelli pagati con i voucher, o buoni lavoro, non devono essere mai confusi con i compensi da lavoro autonomo occasionale: sebbene, in entrambi i casi, si tratti di prestazioni occasionali, dunque non abituali e prive del requisito della professionalità, il loro trattamento fiscale è completamente differente.

 

 

Voucher e dichiarazione dei redditi

Per quanto riguarda il lavoro occasionale accessorio retribuito con i voucher, in particolare, questo non produce reddito di lavoro autonomo, ma un reddito esente da tassazione. I voucher, difatti, servono a retribuire, assicurando una copertura previdenziale e assicurativa, seppur minima, tutta quella serie di attività prima non coperte da alcuna forma di tutela (ad esempio i piccoli lavori di riparazione, le ripetizioni, etc.), perlopiù svolte da studenti e pensionati .

Col tempo, la tutela dei buoni lavoro è stata estesa a tutti i soggetti ed a tutte le attività, tant’è che si può essere retribuiti con i ticket anche da parte delle imprese, sino al limite di 2.000 euro netti (2.666 lordi) l’anno per singolo committente.

Tuttavia, la marginalità associata a tale tipo di attività ha fatto sì che il reddito continuasse ad essere considerato esente: i compensi percepiti con i voucher non devono essere dunque indicati nel 730, né nel modello Unico.

Sono invece considerati ai fini Isee, cioè nella Dsu, la dichiarazione che serve a “misurare” la ricchezza delle famiglie.

 

 

Lavoro occasionale autonomo e dichiarazione dei redditi

Il discorso è differente per i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale: si tratta di attività svolte in completa autonomia, ma in modo non abituale e non organizzato (per questo motivo non si è obbligati all’apertura della partita Iva, mentre si è obbligati all’iscrizione alla gestione separata Inps se si superano i 5000 euro annui). In questo caso, i compensi sono giustificati da una ricevuta, non soggetta ad Iva ma soggetta a ritenuta d’acconto del 20% (se chi eroga il compenso è un sostituto d’imposta) ed a una marca da bollo da 2 euro, se il compenso supera i 77,47 euro.

Gli importi erogati sono dichiarati dal sostituto d’imposta con i modelli Cu e 770 e devono essere indicati tra i redditi diversi da parte del prestatore di lavoro.

Pertanto, il lavoratore deve indicare i compensi nel quadro D del 730, o nel quadro RL del modello Unico, a seconda della tipologia di dichiarazione utilizzata.

Si tratta di redditi di lavoro autonomo, anche se occasionale e nonostante siano indicati tra i redditi diversi: l’interessato beneficia dunque della detrazione sui redditi di lavoro autonomo, che è incumulabile con la detrazione sui redditi di lavoro dipendente o pensione in quanto non parametrata sui giorni di attività nell’anno.

Nella dichiarazione dei redditi, assieme ai compensi di lavoro autonomo occasionale, devono essere indicati:

 

– i contributi previdenziali eventualmente pagati nell’anno, se sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps (nel quadro E del 730 o nel quadro RP del modello Unico);

– le spese inerenti all’attività sostenute, che devono essere dedotte dal reddito, all’interno del quadro D del 730 o del quadro RL dell’Unico;

– le eventuali ritenute di acconto subite.

 

 

Quadro RR per i lavoratori autonomi occasionali iscritti alla Gestione Separata

I lavoratori autonomi occasionali obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata devono presentare il modello Unico, in quanto tenuti alla compilazione del quadro RR, il quadro in cui devono essere determinati i contributi da pagare all’Inps, nonostante non abbiano la partita Iva aperta.

Nel dettaglio, sono obbligati all’iscrizione e al versamento dei contributi nella Gestione Separata coloro il cui reddito da lavoro autonomo occasionale, nell’anno, abbia superato i 5.000 euro [1].

Il superamento dei  5.000 euro è valutato non sulla base dei soli compensi o del volume d’affari, ma del reddito, cioè dei compensi diminuiti delle spese inerenti.

I contributi alla Gestione Separata (assoggettati all’aliquota del 27,72% se l’interessato non è iscritto ad altre casse, diversamente all’aliquota del 23,50% per il 2015 e del 24% per il 2016, se iscritto ad altre casse o pensionato) devono essere pagati solo sull’importo eccedente 5.000 euro. Pertanto, nel quadro RR5 di Unico dovrà essere indicato, quale reddito imponibile, soltanto l’eccedenza rispetto ai 5.000 euro.

Chi presta lavoro occasionale accessorio ed è retribuito tramite voucher, invece, non deve presentare il modello RR, nonostante anche per lui i compensi siano assoggettati a contribuzione nella Gestione Separata: gli importi erogati con i voucher, difatti, sono già al netto dei contributi previdenziali, pari al 13,5% dei compensi, dunque il lavoratore accessorio non deve versare alcunchè.


[1] Art. 44, co. 2, DL n. 269/2003.

 


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